Visualizzazione post con etichetta Mucchio selvaggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mucchio selvaggio. Mostra tutti i post

lunedì 30 marzo 2020

El Indio 4: stimato da Sam Peckinpah anche come attore

Emilio Fernández non ha mai nascosto di essere più che orgoglioso di essere messicano, di non essere disposto a subire prepotenze, essere donnaiolo ma allo stesso tempo romantico … insomma lo stereotipo di vero macho di un tempo, anche sempre pronto a impugnare la pistola (come ho già riportato nel post precedente, quando voleva sparare Paco Rabal).
Ed ecco un altro aneddoto relativo alla sua casa-fortaleza a Coyoacan (il noto sobborgo di Città del Messico residenza di tanti artisti, nei pressi dei famosi Estudios Churubusco), ascoltato dalla viva voce della nipote. Approfittando del fatto che il regista stava girando lontano dalla capitale, un politico locale proprietario di un terreno adiacente nel quale aveva costruito la sua grande residenza, aprì (abusivamente) una strada nel grande giardino di Emilio, dividendogli così la proprietà. Appena tornato in città, già informato dell’accaduto, era sul punto di mettere mano alla pistola e regolare i conti in modo molto spiccio ma, anche stavolta, fu saggiamente dissuaso dai suoi amici. Non potendo certo lasciar passare sotto silenzio l'affronto, decise di agire in modo molto diverso. Fece costruire un ponte per passare da un lato all'altro del giardino e su ambo i lati fece scrivere a chiare e grandi lettere una frase a dir poco offensiva nei confronti della madre del politico in modo che questi dovesse leggerla ogni volta entrava o usciva da casa.
Questo suo carattere fumantino - sommato alla buona fama che aveva nel mondo del cinema, alla sua presenza e unito alla padronanza dell’inglese americano - fece sì che Sam Peckinpah (regista spesso sottovalutato e considerato da molti regista di B-movies violenti) lo considerò perfetto per interpretare alcuni ruoli che ben si adattavano al suo carattere e alla sua immagine. El Indio vestì quindi panni di:
General Mapache (foto sopra) in The Wild Bunch (1969, IMDb 7,9 * RT 92%) Il mucchio selvaggio
Paco in Pat Garrett & Billy the Kid (1973, IMDb 7,3 * RT 86%) 
El Jefe in Bring Me the Head of Alfredo Garcia (1974, IMDb 7,5 * RT 79%)
Penso che dovrò dedicare apposito post a Peckinpah in quanto è stato un regista innovativo e di assoluto rilievo negli anni ’60-’70, anche se i meriti di molti suoi film sono stati riconosciuti solo successivamente. Soprattutto a causa delle sue continue controversie con i produttori (sempre in ritardo con le riprese e fuori budget) e del suo alcolismo ha diretto solo 14 film, molti dei quali però godono di buona critica anche se all’uscita incassarono poco. Oltre i tre già citati, vale la pena ricordare:
1962 Ride the High Country (IMDb 7,5 * RT 93%) Sfida nell'alta sierra
1970 The Ballad of Cable Hogue (IMDb 7,2 * RT 93%)
1971 Straw Dogs (IMDb 7,5 * RT 83%) Cane di Paglia

martedì 29 luglio 2014

Settima Arte: Emilio Fernandez, icona del cinema

Alla maggior parte di voi questo nome risulterà assolutamente sconosciuto eppure tutti avrete visto migliaia di volte la sua statu(ett)a.
Emilio Fernandez “El Indio, regista e attore messicano dal volto inconfondibile, lo ricorderete senz’altro in vari film il più famoso dei quali è sicuramente Il mucchio selvaggio (di Sam Peckinpah, 1969) nel quale interpretava il cattivissimo Generale Mapache.
In patria è stato un apprezzatissimo regista, tant’è che fra le prime trenta pellicole messicane (fino al 1994) ce ne sono ben sei dirette da lui. La suddetta classifica delle migliori 100 pellicole prodotte in Messico fu stilata in quell'anno dalla rivista SOMOS che si avvalse della consulenza di 25 esperti di cinema messicano. Fra esse ce ne sono 7 di Luis Buñuel, 8 ciascuno per Roberto Gavaldon e Ismael Rodriguez e ben 10 di Emilio Fernandez. La più vecchia fra le 100 è El Automóvil Gris (1919) di Enrique Rosas al 98° posto e la più recente Como agua para chocolate (1992) di Alfonso Arau al 56°. La lista completa è disponibile in rete a questa pagina freepeliculasmexicanas.com/100_Best_Mexican_Movies dalla quale, cliccando sui titoli potrete passare ad altra pagina dove poter scaricare o vedere i film (quasi tutti).
Tornando ad Emilio Fernandez, non sto a copiare e/o tradurre la sua biografia (ne trovate qualcuna anche in italiano), ma mi limito a citare i fatti salienti della sua vita avventurosa, quasi straordinaria. Nel 1920 lasciò il collegio militare per arruolarsi con il Generale de la Huerta. Questi, dopo essere stato sconfitto riparò a Los Angeles dove aprì una scuola di musica mentre Fernandez fu condannato a 20 anni di prigione. Dopo solo otto mesi riuscì a scappare da galera con la dinamite e raggiunse il suo generale che lo introdusse nel mondo nel cinema dove, cominciando come comparsa, apprese le basi della cinematografia. Nel 1928 la sua famosissima connazionale Dolores Del Rio, star di Hollywood negli anni ’20 e ’30, gli propose di posare per la statuetta simbolo e premio dell’Academy Award, da tutti conosciuta come Oscar.
Negli anni ‘40 Dolores Del Rio fu protagonista di ben 4 film diretti da Emilio Fernandez fra i quali María Candelaria - Xochimilco (titolo tradotto in italiano alla solita pessima maniera: La vergine indiana) che vinse il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 1946.
Nel corso della sua carriera El Indio è comparso in 89 film e ne ha diretti 42, fra i quali si deve menzionare La perla, sceneggiato in collaborazione con John Steinbeck e vincitore di un Golden Globe.
I miei preferiti sono due "quasi" noir: Salón México (1949, 28°) e Víctimas del pecado (1951, 20°).