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giovedì 25 gennaio 2018

Ma la mamma non ti ha detto niente?

Post sull'ipocrisia
Ormai si sa che uno degli argomenti più dibattuti in questi ultimi mesi è quello delle molestie sessuali, da quelle lievi agli stupri e femminicidi. Salvando (ma punendo) i colpevoli di  quelle "minime", per quanto mi riguarda, tutti gli altri possono essere impalati, evirati, scorticati vivi, squartati a mezzo di tiro di buoi o qualunque altro supplizio vi venga in mente. Ciò premesso, vengo al motivo di questo post, l’ipocrisia e lo spunto me lo ha fornito la molto discussa cena di beneficenza londinese "smascherata" dal Financial Times
Per chi si fosse perso la notizia, riassumo che già da un paio di giorni sulla stampa inglese, e da ieri reperibile quasi ovunque, si parla dell’annuale Presidents Club Charity Dinner al quale vengono invitati imprenditori, miliardari, politici, star dello spettacolo ecc. che, con un metodo simile ad un'asta, nell’occasione comprano "servizi" a prezzi esorbitanti sapendo che il ricavato "ufficialmente" è destinato in beneficenza per gli ospedali pediatrici.
Due inviate del FT si sono infiltrate fra le 130 hostess che per essere ingaggiate (per 150£ +25 per il taxi = 175£) dovevano essere "alte, magre e carine" (la cosa puzza). La cena era annunciata rigorosamente per "soli uomini" (mmmhhh, come mai?). Alle ragazze veniva imposto un dress code: camicia nera attillata, minigonna cortissima e tacchi a spillo, tutto nero, compresa biancheria intima ... (i sospetti aumentano). Prima di accedere alla sala, le ragazze erano "obbligate" a firmare un "contratto" ma, badate bene, senza poterlo leggere e senza riceverne una copia ... forse c'è qualcosa che non va ... e avvisate che i loro cellulari (presumibilmente tutti con fotocamera) sarebbero stati temporaneamente sequestrati ... cosa si celerà mai dietro tutto ciò?
Le due "inviate/infiltrate" hanno descritto ciò che era immaginabile: degli oltre 350 invitati, qualcuno ha messo le mani addosso alle ragazze, qualcuno le ha invitate a un "dopocena" in una stanza del prestigioso Dorchester Hotel che ospitava l'evento, uno (a quanto scrivono) ha invitato una delle due a liberarsi della biancheria intima e danzare sul suo tavolo, uno addirittura ha aperto la patta dei pantaloni mostrando il “contenuto” ...
Il Financial Times ha fatto il suo scoop, ma l’articolo solleva anche molte legittime domande.
Molti dei partecipanti hanno dichiarato di non essersi accorti di niente, il che è anche plausibile in quanto voglio credere che non tutti siano come i suddescritti “galantuomini”. Caroline Dandridge, la fondatrice dell’agenzia Artista che si è occupata di procurare le hostess, ha detto di non saperne niente e che le ragazze erano state avvertite che qualcuno avrebbe potuto fare avances  e che, nel caso, avrebbero dovuto immediatamente avvisare i loro superiori in sala i quali tuttavia, almeno a quanto scrive il FT, si davano da fare per spingere le ragazze ad essere “gentili e socievoli”.
Rimanendo nel campo della pura logica, c’è qualcuno che onestamente pensa che:
  • fra i partecipanti ci possa essere stato almeno uno che non avesse denaro e/o potere sufficiente per godere delle attenzioni di vere “professioniste?
  • nessuna delle 130 hostess sospettava o immaginava cosa potesse succedere? (oltretutto pare che alcune abbiano candidamente dichiarato che speravano in un lavoro o in “un’amicizia” - mantenuta con regali - con qualcuno dei riccastri)
  • nessuna delle suddette abbia pensato di andarsene, casomai fingendo un malore?

Questa è ipocrisia pura, e non si può parlare di molestie sessuali
Le ragazze sapevano esattamente cosa andavano a fare ed erano liberissime di farlo o meno, ma non possono essere poi presentate come ingenue santarelline, vittime innocenti!
Gli organizzatori della cena avevano richiesto a Caroline Dandridge di procurare 130 ragazze, giovani e bellocce, per il party. Queste avevano accettato di buon grado o per le 175 sterline ufficiali o sperando in qualcosa di più (incontri e/o regali, anche se era espressamente vietato accettare mance).
Stavolta direi proprio che il maschilismo non c’entra ... la parte dei presenti “porcelloni” è stata forse truffata, le brave persone ingenuamente si sono fatte trovare in mezzo a loro e, visto che è stata pubblicata la lista completa dei nomi e delle attività dei convenuti, sono stati ridicolizzati in blocco, qualche giornale ha parlato di “baccanale” giusto per invitare a leggere l’articolo ma come spesso accade i giornalisti esagerano e non conoscono il vero senso delle parola, le ragazze - adulte e vaccinate che non possono poi atteggiarsi a educande - dovrebbero essere bollate come complici conniventi della maitresse e qualcuna dovrà anche spiegare alla famiglia o al fidanzato (che l’agenzia Artista consigliava di tenere all’oscuro della cena) cosa sia andata a fare e cosa sia realmente successo.
Oso dire che la peggiore di tutti è quella buona donna di Caroline Dandridge, che qualcuno potrebbe vedere come colpevole di truffa, induzione alla prostituzione e coercizione in merito al modo nel quale ha fatto firmare i misteriosi contratti (non c’è nessuna autorità che la può costringere a mostrarli?) nei quali è facile immaginare che è stabilito, con una marea di cavilli giuridici, che le ragazze non possono citare per nessun motivo né l’agenzia, né nessuno degli invitati, non possono rivelare i loro nomi, né cosa sia successo nella sala del Dorchester Hotel.
Certo è che, comunque sia andata, pochi si azzarderanno ad affidarsi in futuro all’agenzia Artista, ma non vi preoccupate, la maîtresse la liquiderà, ne fonderà una nuova con un nuovo nome, avrà gli stessi clienti, chiamerà le stesse ragazze - che accoglieranno l’invito con piacere - e tutto continuerà come prima!
Sono state vere “molestie sessuali”? 
Sono sicuro che le vittime di vere molestie si stiano rivoltando nella tomba o siano oggi molto più arrabbiate del solito, se ancora vive.  
Voglio sperare che nei prossimi giorni non si faccia avanti, con incredibile sfrontatezza, qualche ragazza dicendo: “Non sapevo”, “Non credevo” o “Non immaginavo”, casomai aggiungendo una qualunque storia (peraltro non verificabile) pur di avere una temporanea notorietà sui giornali. Qualcuno dovrebbe ironicamente (anche se sul tema c’è poco da scherzare) rispondere: 
Ma quella sciagurata di tua madre non ti ha insegnato niente??

foto da internet, testo in rosso aggiunto da me
commenti e impressioni basati su quanto letto sui giornali online

martedì 7 novembre 2017

L’Uomo Lupo dei boschi ourensani (Galizia)

In un articolo relativo alle conseguenza degli incendi che il mese scorso hanno devastato la Galizia, era inclusa una citazione del storia quasi leggendaria, ma purtroppo reale, di Manuel Blanco y Romasanta ... el hombre lobo (l’uomo lupo).
Su di lui è stato scritto tanto e a distanza di oltre 150 anni della sua condanna e conseguente esecuzione ancora è molta l’attenzione rivolta a questo caso emblematico e senza dubbio singolare. Pochi anni fa è stato addirittura deciso di pubblicare integralmente tutti gli atti del processo che sono presto diventati quasi un bestseller.
Cercherò di riassumere gli eventi ed elencare fatti più salienti.
Romasanta era, a detta di tutti, persona garbata e gentile, di corporatura molto minuta (gli atti dicono 137 cm) e pare quasi assodato che soffrisse di pseudoermafroditismo femminile che portava alla secrezione abnorme di ormoni maschili, virilizzando il suo aspetto e provocando episodi di forte aggressività. (scusate eventuali inesattezze mediche, ma penso che la traduzione dia l’idea della situazione). Ciò spiegherebbe anche la sua attitudine “quasi femminile” e predisposizione a svolgere compiti di solito affidati alle donne come tessere, lavorare a maglia, cardare la lana.

Si sposò ma, ovviamente, non ebbe figli e quando rimase vedovo si diede al commercio ambulante e al contrabbando con fra Spagna e Portogallo e nel corso del processo fu accusato non solo dei 9 omicidi di donne e minori (che confessò pochi giorni dopo essere stato arrestato il 2 luglio 1852) ma anche di essere un sacaúntos (o sacamanteca), loschi personaggi ai quali si attribuiva il commercio del grasso dei corpi umani come unguento miracoloso. Delle varie vittime (che depredava di tutto, anche dei vestiti che poi rivendeva) furono trovate solo poche ossa e nessun altro resto.
Proprio questa l’osare troppo lo fece scoprire in quanto un fratello di una delle donne da lui uccise riconobbe gli abiti della sorella. Di solito circuiva donne non sposate, già un po’ avanti con gli anni e ragazze madri promettendo loro un buon lo presso un parroco di qualche paese abbastanza distante da non poter essere ben conosciuto. Con una serie di false lettere convinceva le donne a vendere tutto e ad intraprendere il viaggio con lui per poi ritornare dopo una decina di giorni con una ennesima falsa lettera della ormai defunta ai parenti.
Lo studio “fisico e filosofico” di Blanco Romasanta fu curato da sei giudici che, non volendo, scrissero un ottimo testo letterario ma dopo vedersi convertita la pena in carcere a vita per indulto della Regina, entrò in scena un certo monsieur Philips, un “esploratore dei labirinti mentali” che praticava l’ipnotismo. Romasanta raccontò della sua prima trasformazione che avvenne nel corso di uno dei suoi viaggi, quando nel bosco si trovò di fronte due lupi minacciosi. Fu a quel punto che si buttò a terra, si rotolò e si contorse fino a tramutarsi egli stesso in lupo e con gli altri due cacciò per una settimana. Al termine di questa esperienza ritornò nelle sue sembianze e scoprì che anche gli altri due erano in effetti uomini, per l’esattezza tali Antonio e don Genaro, entrambi originari di Valencia.
Romasanta morì di cancro allo stomaco il 14 dicembre 1863, nel carcere di Ceuta.
Questo è un ottimo e dettagliato articolo che ho trovato su un sito dedicato agli assassini seriali.
Della storia di Romasanta (limitatamente al periodo degli omicidi) sono stati realizzati due film il più famoso dei quali è “El bosque del lobo” (1970, di Pedro Olea) con una delle prime interpretazioni drammatiche di José Luis López Vázquez (foto al centro), l’altro ha come titolo proprio “Romasanta” (2004, di Paco Plaza)