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mercoledì 8 aprile 2020

Per quanto possibile, perseguo i miei progetti e mantengo gli impegni


Nell’ultimo post relativo al FORUM (previsione di discussione de visu), scrissi che, come molti dei più attivi partecipanti, ero disponibile a stabilire data, ora e luogo una settimana prima dell’incontro, ipotizzato nel corso della settimana dopo Pasqua. In quanto all’ultimo elemento (luogo) la discussione è attualmente inutile, ma possiamo tuttavia concordare una riunione via Skype, piattaforma che consente chiamate di gruppo fino a 100 partecipanti, sicuramente molti di più di quanti saremo. Visto che pochi avranno problemi di lavoro, mobilità e reperibilità, non dovrebbe essere difficile trovare un giorno ed un orario abbastanza comodi per i più, nel periodo già previsto (14-18 aprile). 
Pertanto, invito gli eventuali interessati a provvedere a dichiarare la propria disponibilità, possibilmente in tempi brevi, in questo modo:

  1. se non sono già utenti di Skype, (programma gratuito e sicuro come gli altri della Microsoft, giudicate voi se fidarvi) scaricarlo dalla pagina www.skype.com/it/
  2. cercarmi come giuavis o come Giovanni Visetti (ce ne sono 7 ma solo uno indica residenza a Massa Lubrense e oltretutto vi dovrebbe apparire la mia foto),
  3. specificare nel messaggio di saluto (suggerito automaticamente dal programma) di voler partecipare al Forum … con spirito costruttivo!



Fra gli argomenti già proposti direttamente nei post dei vari Topic e/o nei successivi commenti, ne elenco una parte:
  • referenti unici in seno all’Amministrazione Comunale (uno tecnico, uno politico) 
  • registro unico dei “problemi” relativi ai sentieri
  • biglietti a bordo bus SITA
  • bagni pubblici
  • sentieri a pagamento
  • gestione rete sentieristica
  • messa in sicurezza di tutti i sentieri e nuova segnaletica;
  • realizzazione di una guida cartacea e on line;
  • realizzazione di un’applicazione per telefonino con tutti i percorsi con il calcolo delle distanze, grado di difficoltà, informazioni storiche e naturalistiche;
  • copertura telefonica su tutti i sentieri;
  • un sistema di percorsi è “migliore” di un unico grande percorso
  • rivalutazione dei sentieri rurali
  • far comprendere l’importanza del territorio agli alunni sin dalle scuole elementari

A tale “Ordine del Giorno” potrebbero senz’altro essere aggiunte le classiche “varie ed eventuali”, ma prevedo che, a prescindere da quanti saremo, gli argomenti sono tali e tanti che una riunione di un paio d’ore non basterà di certo ed esaurirli.

venerdì 7 febbraio 2020

Topic 4: le altre proposte di Giù McRendy (con brevi commenti)

n.d.r. - testo tratto dal commento di Giù McRendy, mia introduzione e commenti

Nella seconda parte della proposta di Giù McRendy citata nel Topic 3, lo stesso auspica una collaborazione fra Comune e AMP finalizzata alla sentieristica (in particolare per quelli che conducono al mare) ed elenca una serie di azioni:

* Messa in sicurezza di tutti i sentieri e nuova segnaletica;
(in quanto alla prima vorrei che qualcuno definisse con precisione “Messa in sicurezza di un sentiero”, operazione dal significato vago che nella maggior parte dei casi ha fornito occasione di grandi spese, brutture e minima temporanea efficacia. Con una buona manutenzione si risolve tutto, del resto i sentieri sono lì da secoli senza bisogno di essere stati messi in sicurezza. Nuova segnaletica proposta più volte e rimasta sempre lettera morta, anche pochi mesi fa.)
* Realizzazione di una guida cartacea e on line;
(tralascerei la prima versione – che costerebbe tanto sia per stampa che per distribuzione – punterei sulla seconda infinitamente più economica. Assolutamente necessarie sarebbero BUONE traduzioni almeno in inglese e tedesco)
* Realizzazione di un’applicazione per telefonino con tutti i percorsi con il calcolo delle distanze, grado di difficoltà, informazioni storiche e naturalistiche;
(per le distanze non c’è bisogno di nuove app, il resto dovrebbe essere incluso nella guida di cui al punto precedente)
* Cercare di ottenere da tutti gli enti gestori delle linee telefoniche la copertura su tutti i sentieri;
(mi sembra fantascienza … oltretutto abbastanza inutile se non per le emergenze. La guida si scarica in precedenza e l’eventuale gps funzione comunque)
Tutto questo potrebbe essere realizzato nell’immediato già dall’estate 2020 non essendo necessari tantissimi denari … magari andrebbe fatto un piano di intervento a breve termine e uno a lungo.
(vedo la cosa pressoché impossibile considerati i soli 4 mesi e mezzo e le elezioni fra maggio e giugno).
Conclude l’elenco con idee che mi sembrano ancor più futuristiche, ma appropriate per un sognatore quale Giù McRendy si autodefinisce:
… e un giorno vorrei vedere realizzate anche queste iniziative:
Acquisizione al patrimonio comunale delle costruzioni abusive (peraltro spesso abbandonate…) in prossimità dei sentieri per adibirle a punti di incontro, ristoro e servizio informazioni… si potrebbe pensare anche di dare la possibilità agli escursionisti di dormire con sacco a pelo offrendo servizi base di ostello;
… creazione su tutte le spiagge di centri informazione con servizi base tipo stabilimenti balneari e la possibilità anche qui magari a numero chiuso di offrire la possibilità di dormire in spiaggia dopo aver fatto una giornata di trekking e prima di affrontarne un’altra;
...

mercoledì 5 febbraio 2020

Topic 3: meglio un percorso unico o una rete di intinerari?

Dal lungo commento di Giù McRendy in merito al Topic 1, ho estrapolato alcune frasi della prima parte e le ho brevemente commentate in rosso.
Nella seconda parte entra nel dettaglio di una possibile cooperazione con l’AMP Punta Campanella e tocca molti temi “complicati” che quindi meriteranno successiva attenzione con Topic specifici. Chi si fosse perso il commento e, casomai, voglia prepararsi per un intervento su particolari argomenti, trova qui il testo completo (se non vi appare subito, ordinate i commenti a partire dal più recente …)

Io non vedo la necessità di creare un unico grande percorso … invece proporrei un SISTEMA DI PERCORSI tra loro collegati dando la libertà ai turisti escursionisti di fare una vacanza slow di più giorni.
La mia idea personale sarebbe puntare in primo luogo sui sentieri che portano a mare:
Punta Campanella, Crapolla, Jeranto, Recommone, Mitigliano
(tutti già inclusi, e quindi segnalati, nel Progetto Tolomeo)
Poi punterei a dei TREKKING CIRCOLARI come:
Termini - Punta campanella - San Costanzo - Termini
(= circuito di Athena)
Termini - Nerano - San Costanzo - Termini;
(combinazione di parte di 3 percorsi)
Sant’Agata - via Pigna - Recommone - Nerano - Sant’Agata
(assolutamente sconsigliata la discesa dal Monte di Monticchio a Recommone)
Torca - Monte di Torca - Crapolla - Torca
(molto simile alla discesa a mare del blocco precedente)

Infine non sottovaluterei i SENTIERI RURALI:
(certamente importantissimi, cuore del Progetto Tolomeo)
Sono tantissimi e fanno conoscere il nostro territorio, ma sono praticamente sconosciuti (alle giovani generazioni locali, non agli escursionisti con mappa) … È una rete che copre l’intero territorio del comune sino a Sorrento: che aspettiamo a valorizzarla??? 
(si torna al problema marketing “serio”, vale a dire descrizioni reali e non di “meraviglie” poi non riscontrabili, combinate con effettiva cura e manutenzione dei percorsi)
… omissis ... 
Saltando a piè pari la parte successiva nella quale fornisce molte idee per i sentieri che conducono al mare, Giù McRendy chiude così: 
Last but not least far conoscere e far comprendere l’importanza del nostro territorio agli alunni sin dalle scuole elementari: ideando dei concorsi sul tema territorio sentieri; portandoli in escursione stimolando una cultura della propria terra e facendo comprendere il patrimonio che abbiamo… e non siamo capaci di difendere e valorizzare… magari nel 2040 qualcuno di loro potrà riuscirci…
Proposta assolutamente condivisibile, ma qualcuno dei lettori è disposto a farsene carico?

In linea generale, la rete di sentieri, seppur migliorabile, esiste già ma non c'è dubbio che debba essere migliorata in quanto a percorribilità. 
Poi si tratterà di proporla in modo corretto ed efficace. Avete idee?

giovedì 30 gennaio 2020

Topic 1 del Forum: gestione della rete sentieristica

Un commento di Michele Pollio postato ieri pomeriggio fornisce lo spunto per un primo argomento di discussione: la gestione della rete sentieristica.

Per la gestione della rete sentieristica, a mio parere, sarebbe opportuno creare un’associazione ad hoc. Tale organismo potrebbe avere maggiore flessibilità e capacità gestionali rispetto agli Enti pubblici con i quali potrebbe stipulare apposite convenzioni. Potrebbe altresì intercettare più facilmente, risorse finanziarie, sia pubbliche che private ed avvalersi del contributo, anche volontario, di tanti appassionati nonché di esperti della materia.

Potrebbe essere una buona idea, ma si dovrebbe sapere di più in merito alla effettiva praticabilità … e qui dovrebbero pronunciarsi quelli più esperti di burocrazia ed in particolare dei limiti imposti alla PA in questi casi.
Per esempio, tempo fa ipotizzai l’assunzione a termine da parte del Comune di un paio di operai con compiti specifici di manutenzione sentieri, quali piccoli interventi di riparazione, controllo vegetazione invasiva, … ma mi fu spiegato che solo per i VVUU era previsto un contratto temporaneo di pochi mesi.
Molte volte esistono intoppi (e lungaggini) burocratiche delle quali è bene tener conto prima di imbarcarsi in imprese e progetti, buoni o meno che siano.

Tutti, comunque , sono invitati ad intervenire suggerendo limiti e metodi di valutazione degli interventi (se d’accordo) o evidenziando i lati negativi della proposta.

Attendiamo fiduciosi gli interventi.


Si raccomanda di leggere questi avvisi in merito ai commenti 
* su Discettazioni Erranti sono filtrati e quindi non sempre appaiono immediatamente
* si può commentare in forma anonima ma, nel caso, invito comunque a chiudere con un nome (seppur fittizio) in modo da poter poi fare riferimento a quanto scritto
* è necessario rispettare la netiquette, astenersi da attacchi personali e non perdersi in sterili battibecchi.
* non ho account Facebook, quindi sappiate che, pur potendo leggere i commenti su FB Camminate, non ho la possibilità di rispondere.

lunedì 18 giugno 2018

Sentieristica: incapacità, ignoranza (non conoscenza), negligenza o malafede?

Qualsiasi dei quattro si scelga, certamente non è un titolo di merito e in vari casi, in una stessa persona, se ne ritrovano un paio o perfino tutti e quattro. Mi riferisco a chi dovrebbe avere a cuore, controllare e curare la sentieristica in Penisola Sorrentina, Costiera Amalfitana e Monti Lattari, apprezzata da tanti escursionisti (soprattutto stranieri) per la spettacolarità dei panorami, la varietà di ambienti, la ricchezza naturalistica.
Quasi tutte le Amministrazioni Comunali, le Pro Loco, le Aziende di Soggiorno ed anche i singoli operatori del settore ricettivo se ne fanno un vanto, pubblicizzando i vari sentieri, purtroppo in modo spesso fuorviante, mirato solo ad attirare turisti, camminatori e non: “Abbiamo centinaia di km di sentieri segnati”, “Una delle più spettacolari passeggiate”, “Alla portata di tutti”, ... e via discorrendo.
La situazione reale, al di là della effettiva piacevolezza delle escursioni, è ben diversa. I sentieri ben segnati sono pochi e le associazioni (CAI in primis) che contano solo sui propri volontari hanno difficoltà a mantenere i segnavia aggiornati e visibili; il resto è terra di nessuno e gli intraprendenti escursionisti si devono affidare alla relativa inaffidabilità dei GPS e cartine fatte più o meno bene, indipendentemente dall’essere distribuite gratuitamente, a pagamento o virtuali. Le “passeggiate” spesso non sono tali a causa del fondo sconnesso, spesso roccioso, talvolta potenzialmente pericoloso, ma l’irresponsabilità di chi si “venderebbe la madre ai beduini” pur di sgraffignare una commissione sulla vendita di un pacchetto turistico è purtroppo notoria e la maggior parte di questi (concierge, proprietari di B&B, camerieri di ristoranti, tassisti, ecc.) non hanno la benché minima idea di come sia tale “passeggiata” ... il problema di escursionisti impreparati, senza alcuna attrezzatura specifica, oggettivamente obesi e non in grado di affrontare una salita, la passano direttamente alla “guida”.
Non da ultimo, si deve aggiungere che sono scarsissimi, e talvolta inesistenti, gli interventi a favore dell’escursionismo da parte di Enti come Parco dei Monti Lattari e Comunità Montana, nonché dei Comuni che potrebbero/dovrebbero investire in questo modo parte delle imposte di soggiorno.
Di certo ci sarà qualche caso virtuoso, ma è certamente ben noto (per esempio) il disinteresse di Positano nel mettere in sicurezza il minimo crollo sul Sentiero degli Dei, certamente il più frequentato dell’intera Campania, forse del sud. C’è un divieto, notoriamente disatteso, nessuno controlla e di ripristinarlo non se ne parla ... se accadesse qualcosa si tirerebbe in ballo la suddetta ordinanza ...
Dell’altra frana (in territorio di Praiano) si parla poco, ma anche in questo caso né Comune, né Parco si sono dati da fare ... a quanto ne so neanche con un’ordinanza.
Nella parte alta della Valle dei Mulini di Amalfi e delle Ferriere di Scala, la maggior parte degli alberi caduti a seguito degli incendi degli anni scorsi sono stati rimossi da volontari e associazioni. Anche l’area del Faito che dovrebbe essere un Eden dell’escursionismo (per la maggior nel territorio di Vico Equense) è pressoché abbandonata alle iniziative di associazioni, volontari e CAI.
Per quanto riguarda le passeggiate nelle aree all’estremità della Penisola (Sorrento e Massa Lubrense) la situazione non è migliore, con varie strade comunali facenti parte di percorsi rurali interrotte da decine di anni e mai ripristinati (p.e. Sant’Anna a Massa e Li Schisani a Sorrento, ma ne potrei citare anche altri ), nonostante periodiche puntuali promesse. In quanto alla transitabilità dei sentieri che invece attraversano zone di macchia mediterranea, la situazione non è migliore, anche se per differenti motivi. 
La fortuna che abbiamo di avere una terra fertile ed una biodiversità vegetale quasi eccezionale, diventa talvolta un problema per l’esuberanza di tante specie che in poche settimane, quando è il loro turno, coprono quasi completamente i sentieri impedendo agli escursionisti di vedere dove mettono i piedi. Questi problemi non si dovrebbero lasciare irrisolti, specialmente quando risolvendoli si avrebbero benefici non solo per gli "ospiti", ma anche per la comunità locale, sia in termini di vivibilità e decoro, sia in quelli economici.  Le stesse Amministrazioni che si fanno vanto della loro rete sentieristica ancora non riescono eseguire una corretta e puntuale manutenzione, né a programmare interventi mirati nei luoghi e tempi opportuni per mantenere una buona transitabilità dei percorsi e quindi curare la sicurezza degli escursionisti.
Una volta non possono impegnare somme per mancanza dell’approvazione del bilancio, una volta non riescono ad aggiudicare una gara per i lavori di diserbamento, una volta la fanno nell’epoca sbagliata (quando è del tutto inutile o quando il taglio di alcune specie serve solo a rinvigorirle) altre, come nel caso che vado a sottoporvi (simile a uno di Positano un paio di anni fa, fra le Tese e Valle Pozzo), fanno tabula rasa di ampie fasce di erba, fiori, piante e arbusti ai lati dei sentieri, quasi “desertificandole”. Ovviamente, queste operazioni vengono eseguite nei tratti di sentieri più "comodi", vale a dire più vicini al posto dove si può giungere con un automezzo, e dove c’è meno vegetazione ... praticamente un lavoro assolutamente inutile, se non controproducente. 
Due settimane fa scrissi dell’alberello caduto a traverso del sentiero da Termini verso il Vuallariello e l’Alta Via dei Monti Lattari (prontamente tagliato da un paio di volontari) e della quasi totale sparizione dei primi 50 metri dello stesso sentiero (guarda il video in alto) a causa della vegetazione invasiva che, in alcuni tratti un po’ più avanti, costringe gli escursionisti a procedere sul ciglio poco consistente, e quindi affidabile, del tracciato.
Nonostante le “rassicurazioni” fattemi personalmente e i vari proclami pubblici, ieri ho scoperto che invece di “diserbare” 50 metri del sentiero verso il Vuallariello per una larghezza di un metro (necessario ma più che sufficiente) è stato scelto di ripulire oltre 200 “comodi” metri, per una larghezza di circa 3 metri (foto sopra), lungo il sentiero della sella fra Santa Croce e San Costanzo, operazione assolutamente non necessaria. In termini di ore lavoro e costi 200x3=600mq inutili invece di 50x1=50mq opportuni, per non dire necessari
Spero che qualcuno di voi che avete avuto la pazienza di leggere questo post fin qui sostenga queste mie idee e solleciti gli amministratori a prodigarsi per far eseguire almeno (ed eventualmente solo) gli interventi strettamente necessari e non quelli “comodi”, che comunque impegnano un’intera giornata lavorativa. In caso contrario, per tornare a quanto appena esposto, il giorno in cui finalmente qualcuno sarà mandato a ripulire il percorso del Giro di Santa Croce, si correrà il rischio che i novelli Attila taglino tutto quanto c’è di bello e interessante ai lati, come gli asfodeli, le ginestre, i pungitopo e (in questo periodo) tanti Gigli di San Giovanni (Lilium bulbiferum L. subsp. croceum). 

giovedì 6 ottobre 2016

Aggiornamenti da via Campanella

Cattive notizie:
1) non c’è ancora nessuna traccia dell’annunciata (da vari mesi) barriera-slalom antimoto che comunque dovrebbe essere superabile dalle carrozzine dei disabili
2)  a seguito delle piogge dei giorni scorsi e del persistente passaggio di motocicli, il fondo stradale si è ulteriormente rovinato (evidente guardando le foto). Se ci saranno ancora acquazzoni prima che qualcuno provveda ad intervenire in modo serio, il deterioramento del sentiero avanzerà rapidamente, i solchi diventeranno ancora più profondi e altre pietre scenderanno verso la Campanella, che quindi resterà comunque non accessibile alle carrozzine ... e nei prossimi giorni sono previsti altri temporali ...

   

   

Buone notizie:
1) come nella parte alta del Monte, anche la vegetazione andata a fuoco a  Rezzale a fine agosto si sta riprendendo e si vede molto verde
   
2) lungo il percorso del crinale Campanella - San Costanzo (parte dell’Alta Via dei Monti Lattari, CAI 300) sono stati aggiunti vari segnavia in quanto, con la mancanza della vegetazione, ai non conoscitori sembrava di vagare in un mare di rocce e in molti si erano già lamentati di aver avuto difficoltà ad individuare il sentiero che con la vegetazione è inequivocabile ma senza è facile trovarsi fuori tracciato 
   
3) al belvedere di Rezzale è stato anche evidenziato nuovamente il segnavia all’inizio della parte sterrata e il chiaro invito a non proseguire lungo la striscia di cemento che termina dopo un centinaio di metri. Molti di coloro che in passato hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine e della Protezione Civile si “persero” proprio per aver superato l’attacco della salita e, incoscientemente,  tentarono di proseguire arrampicandosi in mezzo alla macchia, in zona di elevata pendenza.

martedì 21 giugno 2016

Passatempi per escursionisti navigati e, soprattutto, curiosi

Di questo tema ho già trattato varie volte, anche se non specificamente, parlando di escursionismo, natura, cartografia e serendipity. Sono tutti argomenti più collegati fra loro di quanto molti pensino e simili serie di connessioni possono applicarsi anche ad altre attività. 
Dei tantissimi camminatori (ormai siamo milioni, da quelli urbani ai trekker più avventurosi ... camminare è di moda) molti preferiscono percorrere itinerari ripetitivi e ben conosciuti, di quelli che appaiono più rassicuranti, lungo i quali si incontrano le stesse persone e si vedono le stesse cose e si può anche procedere con la testa fra le nuvole, casomai con le cuffiette alle orecchie.
Al contrario, ce ne sono altri che non perdono occasione per introdurre varianti ai percorsi noti, spingersi ogni volta un poco oltre i limiti del territorio conosciuto, farsi attrarre da una pianta o da una traccia di sentiero, partire con il preciso scopo di scoprire un itinerario completamente nuovo.

Faccio parte, chiaramente, del secondo gruppo e fra i miei sodali sono abbastanza attivo ma non certo fra i più avventurosi. Mi avvantaggio delle mie capacità di interpretazione di mappe e cartine, in particolare quelle di molti anni fa, per trarre spunti di interesse, immaginare itinerari utili o semplicemente piacevoli, ideare nuovi collegamenti, andare a ricercare sentieri dimenticati.
Un famoso cartografo inglese soleva dire che una delle migliori letture è una carta ben fatta, opinione che condivido in pieno. Talvolta mi capita di passare anche delle ore interpretando una mappa antica, cercando di coglierne lo stile, valutandone l'affidabilità, comparando le informazioni con carte receni e infine tentando di trarne conseguenze.

Il più recente risultato è l'imminente "inaugurazione" di un facile circuito escursionistico reso possibile dalla riapertura di una strada comunale  di Sorrento, in effetti un tratto di essa, un sentiero sterrato attraverso un castagneto. Era un mio vecchio pallino, via Acquacarbone doveva essere un percorso molto frequentato fino a metà del secolo scorso in quanto via più breve fra Sant'Agata e Priora (due frazioni rispettivamente di Massa Lubrense e Sorrento), ma dopo la costruzione del Nastro Verde (tratto della statale 145 sorrentina) quasi del tutto abbandonata.
Tuttavia ho sempre considerato quell'itinerario che taglia in diagonale il versante nord della collina del Deserto estremamente appetibile dal punto di vista escursionistico: ombreggiato, lieve pendenza, lineare, tanta natura (giardino, uliveti e castagneti) e pochi edifici. Mi capitò di parlarne circa un mese fa al Circolo Sorrentino nel corso del mio intervento in merito alla viabilità scomparsa (o inaccessibile) e poi, grazie ad una fortunata serie di incontri, occasioni e disponibilità intravidi la possibilità di rendere di nuovo percorribile quella strada comunale. Grazie alla fattiva cooperazione fra enti, associazioni e volontari, è già di nuovo possibile andare da Sant'Agata a Priora a piedi in meno di mezz'ora (solo 2 km contro i circa 5 seguendo le rotabili) e senza dover salire verso la collina del Deserto ma aggirandola a nord.
Dopo essere andato sul percorso 5 volte in 6 giorni, accompagnato da vari altri volenterosi, ieri con Costantino sono riuscito ad individuare con certezza l’ultimo tratto mancante della strada abbandonata, fino a pochi giorni fa coperto da una jungla (molto spinosa ...) all’interno del bosco di castagni.
Facendoci largo fra la fitta vegetazione abbiamo individuato il tracciato con l’ausilio della mappa, ma soprattutto seguendo logica e osservazione e quindi trovando conforto e conferme in tanti piccoli indizi: un cippo, uno scalino in pietra apparso sotto l’humus, pendenze adeguate, linearità e mancanza di alberi lungo la direttrice, una recinzione, pietre coperte di muschio allineate al margine della traccia, percorso un poco infossato, un tombino,...
Nella foto a sinistra si nota lo scalino in primo piano, venuto allo scoperto dopo aver liberato dalla vegetazione (alta anche oltre 2 metri) questo tratto infossato e prima assolutamente invisibile.
Questo, secondo me, è uno dei vari modi di fare escursionismo in modo estremamente piacevole (anche se talvolta si torna a casa con numerosi graffi e tagli) in quanto si riesce a stare lontani dai percorsi più frequentati. Questi, in particolare nei giorni festivi, sono invasi da masse di pseudo-escursionisti vocianti, che bloccano il sentiero per scattare innumerevoli selfie e spesso lasciano rifiuti  rendendo un piacevolissimo ambiente naturale quasi un inferno urbano (provate a percorrere il Sentiero degli Dei di domenica, fra le 10 e le 14 ...).

Venerdì 24 giugno, alle ore 18.00, si parte dalla piazza di Sant’Agata per il “collaudo” del circuito alle falde del Deserto.

La presenza di vari tratti sterrati richiede l’utilizzo di calzature adeguate. La passeggiata durerà meno di due ore.

domenica 18 gennaio 2015

Video del verde che torna su Monte San Costanzo

Celebro questo 300° post di Discettazioni Erranti con un filmato di 3'46" caricato sia su YouTube che su Vimeo, disponibile anche in HD.
Come avevo anticipato in un precedente post, ho montato un breve video dei progressi della vegetazione su Monte San Costanzo, dopo l’incendio del 5 novembre scorso. Comincia con una rapida sequenza di varie foto della zona di Rezzale scattate pochissimi giorni dopo il passaggio del fuoco. Le riprese sono inserite in ordine cronologico, quindi seguono il percorso da via Campanella a Rezzale per poi continuare lungo crinale fino a Campo Vetavole e al belvedere frana di Mitigliano

Con alcune didascalie ho evidenziato la differenza fra il marroncino dell’erba secca punteggiata da arbusti sempreverdi (pendici orientali, quelle che si affacciano sulla baia di Jeranto) e il verde brillante delle nuove foglie che a meno di due mesi dall'incendio forniscono al Monte San Costanzo un colore insolito per l’inverno e ben diverso dal nero di poche settimane prima.
Non ho potuto fare a meno di aggiungere un paio di riprese verso Jeranto e Li Galli, nonché alcune con Capri sullo sfondo.
Le riprese sono del 27 dicembre 2014, 52 giorni dopo l’evento. 
Link al video su YouTube http://youtu.be/5mlbQI13Hcw
Link al video su Vimeo https://vimeo.com/117060498

giovedì 10 luglio 2014

Escursionismo: considerazioni che dovrebbero far riflettere

Uno dei "professori" che circa 25 anni fa mi iniettarono il virus della botanica (più sul campo che sui libri) mi ha inviato l'allegata interessante missiva nella quale propone letture e considerazioni inusuali in merito alla manutenzione e fruizione dei sentieri. 
Spero che l'acuta esposizione di questi punti di vista, scritta da un professionista dell'interpretazione dell'ambiente, in particolare del mondo vegetale, vi spinga a vedere con occhio nuovo almeno qualcuno dei comuni problemi della sentieristica. Buona lettura.

Rispondo a te perchè io non ho nessun profilo FB (o come diavolo si chiama) perchè su alcune cose più eremita ed orso di te.
Concordo in gran parte sulle preoccupazioni espresse da te e da chi ha voluto lasciare un commento. Soprattutto concordo con un approccio non integralista, ma non per questo privo di rigore.
Il tema dell'uso turistico dei sentieri è un tema affascinante che ci pone di fronte ad una realtà dalle mille sfaccettature. Personalmente ho cominciato a covare idee integraliste per cui non ritengo che tutti i sentieri debbano essere percorribili da tutti. Qualcuno non lo merita. Soprattutto chi quel sentiero non lo percorre con la necessaria fatica che a mio avviso rende "prezioso" il percorrerlo. Pretanto qualsiasi azione (finanziata o no con soldi pubblici) che facilita la "fruizione" (termine che andrebbe bandito almeno in Campania come quello della valorizzazione) dei sentieri dovrebbe essere attentamente valutato.
Prova ne sia quello che è possibile "ammirare" nella Valle dei Mulini che in pochi decenni ha visto variazioni (in peggio) della componente floristico-vegetazionale grazie anche alla maggiore accessibilità al sito (vedi ponte, scalinate, paletti) senza che la parvenza di recinzione posta nel luogo della cascata grande permetta una protezione di un sito in accordo a quanto previsto dalla normativa.

Senza avere un atteggiamento integralista si potrebbe anche però ricordare che spesso (e questo sicuramente lo sai tu meglio di me) i sentieri che percorriamo per piacere un tempo erano percorsi (anzi, sovra-percorsi) per lavoro dalle tante persone che quei luoghi a fatica li coltivavano. Anche questo dobbiamo considerare; quegli stessi luoghi ora hanno in parte (ma non totalmente) cancellato l'energia investita dall'uomo per coltivarli. Ma allora cosa sono i crolli dei muretti a secco se non un processo naturale di dinamismo del paesaggio che tenta di riacquistare un aspetto più naturale e meno "antropico"? Eppure per tutti noi che percorriamo quei sentieri per lavoro e/o per piacere, fermare il decorso naturale delle cose è positivo!
Come vedi l' argomento è molto stimolante.
Sandro Strumia

lunedì 7 luglio 2014

Escursionismo: ancora sullo stato dei sentieri

Niente di nuovo sotto il sole.
Come i camminatori abituali potevano facilmente immaginare tutti i sentieri bordati da felci e/o rovi sono da questie piante assediati e talvolta quasi completamente coperti.
Le continue piogge invernali e primaverili ci hanno regalato una eccezionale fioritura e ora questo è il prezzo da pagare per la vegetazione particolormente rigogliosa. In quanto ai rovi, almeno speriamo di rifarci dei graffi mangiandoci un bel po' di more a fine estate.
Ruth e Matteo, dopo la loro uscita di domenica, segnalano in particolare vegetazione invasiva nella prima parte (bassa) di Erbatenera e all'inizio della discesa delle Tese.
Inoltre comunicano che nella parte terminale (alta) di Valle Pozzo continua il deterioramento del sentiero causato dal passaggio di muli.
Pur apprezzando i loro avvisi, ricordo a tutti quelli che intendono collaborare alla segnalazione di notizie relative allo stato dei sentieri, di limitarsi a farlo per problemi seri, interruzioni, pericoli e (sperando che siano numerose) notizie di "riaperture". 
Un poco di erba non ha mai fatto male a nessuno e non ha mai spaventato i veri escursionisti. Non vorrei che segnalazioni di questo tipo, seppur fatte con le migliori intenzioni, inducano poi qualche Amministrazione a ricorrere a tagli eccessivi o addirittura all'uso di diserbanti!