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domenica 4 gennaio 2026

Cabalgata de Reyes Magos

La Cabalgata de Reyes Magos è una sfilata allegorica nata nella seconda metà dell’800, della quale è documentata la sua ininterrotta realizzazione dal 1885 ad Alcoy; oggi è organizzata in tutta la Spagna, quella di Madrid viene trasmessa in diretta dalla rete nazionale RTVE dal 1964. Questa tradizione sta prendendo piede in vari altri paesi di cultura ispanica, come Messico, Venezuela, Andorra e, stranamente, anche in Polonia.

È importante sottolineare che in Spagna il giorno dello scambio della maggior parte dei regali è l’Epifania e non Natale. Di conseguenza, specialmente i più giovani, attendono con ansia l’arrivo dei Re Magi e, assistendo alla parata, consegnano le loro letterine a chi di dovere, aspettandosi di veder esauditi i loro desideri il giorno dopo. Invece delle calze in casa, mettono fuori le scarpe, all'interno delle quali (o vicino ad esse) la mattina seguente troveranno dolci e i doni richiesti. Spesso, come in altri paesi per Natale, lasciano anche dei biscotti e un po' di brandy o un'altra bevanda per i Re e ... un secchio d'acqua per i loro cammelli.

La sfilata dei Reyes Magos ha luogo quindi nel pomeriggio, o sera, del 5 gennaio e anima le strade principali delle città e cittadine spagnole. Consiste in una parata con carri, dai quali Melchor, Gaspar e Baltasar (i 3 Re Magi), attorniati da centinaia di figuranti e bande musicali, salutano la folla e lanciano dolciumi ai bambini. Abbigliati con ricchi vestiti, sfilano pastori, soldati romani, cammellieri, paggi, il cartero real (il postino che raccoglie le lettere dei bambini) e perfino Erode, similmente ai nostrani presepi viventi.

A Madrid la Cabalgata si fuse con la più antica Fiesta de la escalera, durante la quale con le citate scale raggiungevano le mura della città per avvisare la popolazione dell’arrivo di Melchiorre, Gaspare e Baldassare, per poi andare in giro chiedendo vino. A Granada, dalla fine del XIX secolo, si realizzarono anche rappresentazioni teatrali sul tema dell’arrivo e adorazione dei Re Magi; mentre una molto importante si organizza a Siviglia dal 1912. L’arrivo è proposto in modi molto creativi e vari; per esempio, a Logroño los Reyes in elicottero, a Gijón in barca dal Mar Cantábrico, nella zona dei Pirenei sugli sci.

sabato 7 gennaio 2017

Los Reyes a Puerto de la Cruz (cfr post precedente)


Giovedì sera sono andato ad appostarmi per tempo nei pressi del Castillo de San Felipe, dove il corteo si sarebbe formato e quindi partito alla volta del centro di Puerto.
La sfilata era aperta da due ragazze vestite da comete e una mezza dozzina da angeli, tutte distribuivano stelle di carta dorata su bastoncini e corone di cartoncino adatte a tutti, dai poppanti agli adulti, in quanto regolabili al momento di montarle. Sono state all’opera, e ben indaffarate, già mezz'ora prima che il il primo carro (ovviamente quello con la cometa) iniziasse la sua lenta marcia.
   
Altro elemento che non poteva mancare (vedi post precedente) era la scarpa che era seguita a ruota da uno dei gruppi e carri con altri temi, una notevole zucca-carrozza di Cenerentola al fianco della quale si vedeva anche una Biancaneve.
 
Ma, essendo tuttavia la vigilia, c'era ancora tempo per richieste last minute e così sfilavano anche tre buche postali nelle quali le postine imbucavano le lettere raccolte dalle mani dei bambini, di solito destinate ad un determinato Re.
 
Seguiva un’indispensabile banda di arzilli giovanotti (anche loro in costumi orientaleggianti) e subito dopo arrivava un treno a vapore ... perché? Nel tender trasportava ovviamente tanto carbone (dolce) ben guardato da un gruppo di macchinisti con la faccia sporca di fuliggine.
   
Ogni Re aveva un nutrito proprio seguito con i suoi colori (azzurro per Melchor, verde per Baltasar e rosso per Gaspar) e il suo dono era trasportato su un grande cuscino da 4 paggi, seguiti da un cammello e un carro carichi di doni in enormi pacchi con il nome dei destinatari. 
Ciò provocava strilli di gioia da parte dei più piccoli che leggevano il proprio nome e di quelli ancora più piccoli quando fratelli maggiori o genitori (incautamente) dicevano loro che il pacco era per loro ... (notate il dito nella foto sotto a sinistra).
   
I bambini,  gridavano il nome di ciascun Re al suo passaggio, appoggiati e incitati dai genitori con il risultato di un tifo da stadio e venivano ricompensati con lanci di una quantità impressionante di caramelle (quindi ho capito il motivo delle tante buste di plastica, spesso rette dai genitori in modo che i bambini avessero entrambe le mani libere).
   

giovedì 5 gennaio 2017

Los Reyes Magos sono quelli che contano in Spagna!

Sono gli stessi tre personaggi che, guidati dalla cometa, andarono fino a Betlemme a portare in dono al neonato Gesù oro, incenso e mirra quelli che ogni anno sono ansiosamente attesi dai bambini spagnoli. Infatti, nell’evento citato nel Vangelo di Matteo, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre furono quelli che effettivamente offrirono regali e non certo un Papà (o Babbo) Natale, Papà Noel o Santa Claus (o Klaus) e nemmeno una vecchia Befana a cavallo di una scopa. 
Bisogna dare atto che solo nella cultura ispanica questo atto è rimasto legato all’Epifania e non anticipato a Natale o addirittura a San Nicola (6 dicembre), ma del resto il “Klaus” di “Santa Klaus” altro non è che il diminutivo di Niklaus = Nicola.
Così come nella penisola iberica, dove la tradizione è ben radicata, la prassi dei doni ai bambini si ritrova anche in molti paesi dell’America Latina. Badate, ho scritto solo ai bambini, il consumismo è giunto solo di recente e ben si sa che ogni anno si “inventano” occasioni per spingerci a comprare cose spesso inutili: feste dei nonni, mamma, nipoti, papà, San Valentino, ...
In molte cittadine, la sera del 5 gennaio, si organizza anche la Cabalgata de Reyes che è una sfilata quasi carnevalesca in quanto i Magi si presentano con un nutrito seguito di persone in costume, carri e musici. Il contorno non è sempre relazionato all’avvenimento, ma comunque ha soggetti infantili.
In quanto alla “prassi per ricevere regali”, questa è abbastanza simile a quella nel resto dell’occidente, vale a dire che i bambini dovranno scrivere una lettera indicando i doni desiderati e dichiarando di essersi comportati bene e quindi di meritarli. Non essendoci l’albero di Natale, una differenza sorge in quanto al luogo dove verranno ritrovati. Ognuno ha il suo posto e non ci potranno essere equivoci, né sono necessari i nomi dei destinatari poiché ogni bambino dovrà mettere un suo paio di scarpe in un punto a sua scelta (vicino alla porta o ad una finestra o sotto un tavolo ...) e lì li troverà la mattina del 6 gennaio.
Per un verso ciò richiama alla mente “la calza della Befana” e similmente a questa nostra tradizione, i più cattivelli saranno “omaggiati” di pezzi di carbone (dolce). Alcuni, vicino alle scarpe, lasciano dolci o bevande per i Magi e anche erba o altro per le loro cavalcature.

Grazie alla tecnologia e all’esistenza dei centri commerciali - che nei primi giorni dell’anno sono stracolmi di genitori, zii e nonni alla ricerca dei regali giusti - si sta diffondendo la consuetudine di allestire un angolo con tre troni, ovviamente occupati da Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Questi si lasciano fotografare con i bambini che approfitteranno dell’occasione per consegnare direttamente nelle loro mani la lettera. In molti casi c’è un paggio incaricato di controllare la fila (sempre abbastanza lunga) e di accompagnare i piccoli ai troni.
Ovviamente anche i Magi si adattano ai tempi e solo pochi continuano ad arrivare a cavallo (vero), cammello (raramente vero) e elefante (raro e, nel caso, di cartapesta), mentre alcuni arrivano addirittura in elicottero per poi proseguire a piedi o su mezzi meccanici.