venerdì 21 agosto 2015

La sottovalutazione dei rischi è causa di molti incidenti, ma non sempre

Non passa giorno senza che si legga di tanti incidenti, spesso fatali, derivanti da approssimazione, superficialità o stupidità. Qualunque sia il caso, una componente fondamentale va individuata nella sottovalutazione dei rischi, in quanto strettamente connessa. Anche se le valutazioni sono soggettive e i rischi sono strettamente correlati alle capacità e ai comportamenti di ciascuno di noi, sarebbe sempre opportuno prendere in considerazione avvertimenti e suggerimenti e rispettare i divieti che spesso sono ottimi consigli.
Quello che io reputo un sentiero facile, è uno scherzo per un trail runner ma pericolosissimo e faticoso per un inesperto totale. Io bevo poco e comunque porto sempre nello zaino la mia, seppur limitata, scorta d’acqua, ma i due francesi, appassionati di trekking e di viaggi, che ci hanno rimesso la vita e posto a rischio quella del figlio nel deserto White Sands (New Mexico, U.S.A.) avevano senz’altro sottovalutato il rischio. Anche in quel Parco, come in tutti i Parchi all’estero, c’era un chiaro avviso che descriveva possibili pericoli e forniva consigli per correrne il meno possibile. Fra l’altro si avvertivano i visitatori che facilmente nell’area si toccano i 40°, che praticamente non c’è ombra e che era fortemente consigliata una scorta di un gallone (circa 3,5 litri) d’acqua procapite. In base a quanto riportato, i tre erano partiti con un totale di due bottigliette l’acqua .... (notizia rainews)
Probabilmente anche a margine di questa notizia saranno spuntati i tanti commentatori anonimi che di solito sono assolutamente inesperti della materia e spesso insensati a prescindere (gli riconosco solo il buonsenso di non firmarsi per sottrarsi al pubblico ludibrio). Come a proposito dell’incidente mortale di un paio di giorni fa sul Sentiero degli Dei c’è stato chi ha addirittura suggerito di ribattezzarlo “Sentiero della Morte” e chiuderlo definitivamente, forse qualche americano di pari livello avrà proposto di recintare i deserti o sistemare un chiosco o un distributore automatico di bibite ogni miglio.
Qualcuno ha scritto che dovrebbe essere obbligatorio essere accompagnati da una guida e un altro mi ha detto personalmente che la guida, nel caso la signora caduta dal Sentiero degli Dei ne stesse seguendo una, doveva andare in galera! Queste sono persone che non hanno mai percorso né quel sentiero né altri. Equivale a dire che una guida turistica con al seguito varie decine di persone negli scavi di Pompei sarebbe responsabile della caduta di qualcuno dalle scale del Teatro o semplicemente da un marciapiede. Non è previsto né sta scritto da nessuna parte che le guide debbano tenere per mano i loro accompagnati (nel caso ne potrebbero portare solo due alla volta).
Un altro (sempre anonimo, ma bisogna riconoscere che esordisce così “Da profano penso ... ”) si contraddice da solo in quanto vuole “regolamentare senza divieti, senza proibizioni e senza negarlo a nessuno” (ma le regole includono divieti e condizioni ...). Inoltre propone un “patentino per gli escursionisti” e aggiunge: "il percorso lo possono attraversare solo i possessori dell’attestato", ma più avanti dice: "Per coloro che vogliono avventurarsi da soli, senza patentino e senza guida, sarà a loro rischio e pericolo."
In merito a tutto ciò, ripropongo lo scritto di Umberto Eco Un appello alla stampa responsabile
Tutti questi che parlano a vanvera non tengono minimamente conto del libero arbitrio e della capacità (per fortuna prerogativa della maggior parte delle persone di giudizio) di comportarsi con prudenza e sensatezza
Quelli che vorrebbero chiudere il Sentiero o richiedere patentini o indicare il sentiero come EE (per Escursionisti Esperti) dovrebbero intervenire anche per vietare la balneazione, chiudere le spiagge o almeno introdurre la “patente del nuotatore” viste le centinaia di annegamenti che si verificano ogni anno. Dovremmo chiudere subito le strade (considerati i tanti incidenti), le discoteche, non viaggiare in alcun modo in quanto aerei e treni sono egualmente a rischio. Che vita conducono queste persone? Non fanno niente oltre che “sparare cavolate” in rete o escono solo accompagnate da guide, esperti, consiglieri e body-guard?
Per rimanere in ambito territoriale nostrano e discettare di un argomento del quale so qualcosa, torno al Sentiero degli Dei e all’intervento di Nino Buonocore riportato in questo articolo di PositanoNews: Il sentiero degli Dei non è per tuttiIeri ho inviato un commento che però, pur non essendo offensivo, né pubblicitario, né illegale, debitamente firmato e oltretutto a sostegno di quanto dichiarato da Nino, non è stato pubblicato (voglio sperare per un disguido o una disattenzione). Ecco quanto non apparso:
“Concordo assolutamente con Nino, sia per quanto riguarda la parte relativa alla “tecnica escursionistica”, sia sul limitare quanto più possibile inutili passamano (all’inizio del Sentiero dal lato Nocelle ce ne sono addirittura due sovrapposti con un salto a valle di circa un metro!), sia sulle informazioni assolutamente superficiali e spesso errate fornite da persone che pur di “vendere” un servizio (taxi, guida o ristorante a fine passeggiata) mandano persone impreparate e non adeguatamente attrezzate allo sbaraglio, ed infine sul fatto che i per la progettazione di interventi di qualunque tipo sui sentieri DEVONO essere interpellati: Club Alpino Italiano, Guide Escursionistiche professionistiche,  Associazioni Escursionistiche locali. Anche se chi firma il progetto deve essere un tecnico, per le valutazioni dei pericoli, per l’individuazione dei passaggi da rendere più sicuri e per la segnaletica bisogna necessariamente ascoltare gli esperti delle succitate categorie.Giovanni Visetti, guida escursionistica professionista (vale a dire con partita IVA ed assicurazione) dal 1990 al 2013”
Non entro nello specifico in quanto, conoscendo il percorso, posso asserire con certezza che non è stata colpa del Sentiero degli Dei, e quindi sicuramente c’è stata una causa esterna e improvvisa, a me sconosciuta. Come si può giudicare se non si sa se la signora è scivolata, è inciampata, si è distratta e si è diretta nel vuoto, ha avuto un malore o un semplice giramento di testa con conseguente perdita di equilibrio? Corre voce che indossasse dei sandali ... se ciò rispondesse a verità, sarebbe solo indizio di leggerezza e la si potrebbe biasimare (seppur tardivamente) se questa fosse la vera causa della caduta, in quanto neanche i migliori scarponi da montagna l’avrebbero salvata dal malore o da una pietra caduta dall’alto. 
Ribadisco che la prudenza e la sensatezza possono senz’altro evitare alcuni problemi a noi e agli altri ma non sono garanzie assolute. Non serve a niente limitare la libertà di scelta, è solo opportuno avvertire (anche se nella maggior parte dei casi uno ci potrebbe e dovrebbe anche arrivare da solo) e poi ognuno dovrebbe valutare, analizzare, scegliere cosa fare o come agire tenendo conto delle proprie capacità e abilità e, infine, assumersi le proprie responsabilità per danni causati a terzi o a sé stessi (se ancora in vita) senza cercare altri capi espiatori.
Si potrebbe continuare all’infinito sul tema della sottovalutazione dei pericoli interpretando la sfilza di incidenti che si sarebbero potuti evitare con un po’ di buonsenso o prudenza. Nelle ultime settimane ho letto di un paio di persone uccise da “pistole scariche” e, per continuare su temi da poco trattati, bambini sfigurati per essere stati messi a contatto con cani molto più grossi di loro e potenzialmente pericolosi, e altre due persone sono morte a causa di “incontri ravvicinati” con cinghiali (nei confronti dei quali non si prendono ancora provvedimenti nonostante siano arrivati anche a Roma!).

In montagna e sui sentieri in genere si deve andare attrezzati e preparati, sia fisicamente che mentalmente, tuttavia ciò non mette al riparo gli escursionisti dall'imprevisto ... anche le migliori guide alpine talvolta muoiono nel corso di un'escursione.