lunedì 9 marzo 2015

Confronto tracce GPS (es. Sentiero Sirenuse)

Come preannunciato, ho inserito in un unico file le tracce rilevate il primo marzo e ne ho aggiunte un altro paio inviatemi da amici. Le ho chiaramente colorate in modo diverso per distinguerle facilmente e, tranne che negli evidenti punti totalmente discordanti per essere tracce relative a varianti dell’itinerario principale, posso assicurare che sono stati seguiti gli stessi sentieri. Lo scopo era quello di evidenziare i soliti classici punti critici che, anche in un sentiero aperto come questo, ci sono e risultano evidenti.

Da questa prima immagine complessiva si notano immediatamente i tratti nei quali le tracce differiscono maggiormente. Ho evidenziato le maggiori discrepanze tracciando un linea nera limitata da barrette fra le due tracce più esterne al fascio e al lato ho aggiunto la distanza in metri.
In qualunque senso si percorra il Sentiero delle Sirenuse, non si può contare più di tanto sull’affidabilità del gps attraversando l’area urbana di Sant’Agata. Infatti è risaputo che procedendo a ridosso di edifici di due e più piani perdiamo i segnali dei satelliti da quel lato e se le strade sono strette li perdiamo da entrambe i lati e restano “visibili” solo quelli davanti e dietro di noi. La cosa dovrebbe essere ben nota e chi ha letto nel manuale dell’utente gli avvertimenti in merito alla precisione del proprio gps. Nell’immagine, a parte il percorso a pallini azzurri (via Nastro Azzurro), gli altri seguono via Termine e quindi  la distanza fra le tracce non dovrebbero superare i 2 metri in quanto tale è la larghezza approssimativa della stradina. Si osserva invece un intrico di linee con brusche deviazioni e angoli acuti che si distanziano fino ad allontanarsi fino a 62m le une dalle altre. 

Un altro classico caso in cui la ricezione é scarsa è quello dell'attraversamento dei rivoli abbastanza infossati, spesso delimitati da pareti rocciose pressoché verticali. Puntualmente ciò si è verificato in prossimità del valloncino a est di Monticello, quello con la ripida rampa in cemento. Le tracce qui si dividono e curiosamente 3 vanno da un lato e tre dall'altro, distanziandosi fino a un massimo di 60m. Eppure, possiamo essere più che certi che i 6 rilevatori sono passati lungo quel tratto - non essendoci alternativa - e che quindi non possono essersi allontanati più di 2 metri gli uni dagli altri.
Probabilmente, già osservando i tracciati completi in scala ridotta, avrete avuto l'impressione che le tracce per un lungo tratto a est del Pizzetiello sono assolutamente sovrapposte e avete visto bene. Infatti, dal cocuzzolo fin quasi all'ingresso nel castagneto, si attraversa un'area aperta e si procede fra bassi cespugli che non creano in benché minimo disturbo alla ricezione. Le tracce si incrociano e sovrappongono continuamente, ma non si allontanano più di tanto dalla traccia media e la distanza fra quelle più esterne non supera mai i 5 metri. 
Al contrario, giunti sulla statale, nel seppur breve passaggio ai piedi della parete rocciosa fra il tornante e l'inizio della salita di San Martino, la distanza ancora una volta supera i 20 metri.
L'ultima situazione "critica", comune ma spesso sottovalutata dai più, è quella che si verifica nei boschi, in particolare quelli con alberi alti e/o fogliame molto fitto che creano una specie di schermo. Infatti nell'immagine in basso è evidente che attraversando la pineta delle Tore lungo il vialone centrale, costituito da due tratti assolutamente rettilinei che formano un angolo poco accentuato in prossimità della “fu” capanna, nessuna delle tracce rappresenta una vera dirittura in quanto tutte si sviluppano molto a zig-zag distanziandosi fra loro anche di oltre 30m e anche questo saltava all'occhio già nella cartina complessiva.


In conclusione, ribadisco per l'ennesima volta che, a mio modesto parere, il gps può senz’altro essere utile ma solo se utilizzato con criterio, tenendo sempre ben presente la sua limitata precisione in ambito urbano, in prossimità di alte falesie, nei valloni e nei boschi di alberi alti e/o molto frondosi. E comunque è assolutamente sconsigliato avventurarsi lungo nuovi percorsi affidandosi esclusivamente al gps. Le stesse case produttrici specificano che dovrebbero essere utilizzati in combinazione con una carta topografica.