martedì 19 ottobre 2021

Lisbona (3): Pastéis e Carapaus

Negli ultimi anni il Portogallo è diventato destinazione molto popolare non solo per le tante bellezze e interessi culturali che offre, per i prezzi molto contenuti e per il clima, ma anche per la gastronomia. Tutti pensano subito al baccalà ma ci sono tante altre preparazioni classiche, da quelle povere a quelle di alta cucina, che sono assurte a simbolo del paese o di una regione in particolare.

I Pastéis de Nata sono i dolci portoghesi di largo consumo per antonomasia; non c’è una pasticceria che non li produca, né un bar che non ne abbia per servirli soprattutto a colazione accompagnati da una bica (caffè lungo). Spesso viene proposto come Pastel de Belém (pastéis è il plurale) in quanto si dice che fosse specialità dei religiosi del Mosteiro dos Jerónimos a Belém i quali, in ristrettezze economiche, dal 1837 cominciarono a metterli in vendita al pubblico. Oggi si trovano ben esposti anche nelle vetrine e vengono venduti anche come souvenir e quindi perfino a dozzina (nella foto il prezzo – 5,50 – si riferisce alla mezza dozzina). 


In sostanza di tratta di pasticcini in pasta sfoglia, riempiti con crema all’uovo + un po’ di cannella e infornati; in rete troverete diverse ricette spacciate per originali (come al solito) e varianti più o meno fantasiose (idem). In quanto al consumo, per i portoghesi sono l’equivalente del cornetto … bica e pastel, abitudinario come per tanti lo è caffè e cornetto.

Discorso un po’ diverso per i Pastéis de bacalhau che sono molto diversi come concetto e certamente rustici e non dolci. Simili ai nostri crocchè che, però, al posto dei facoltativi pezzetti di formaggio e/o salumi contengono baccalà cotto in precedenza e sfibrato. Era un ottimo modo di riciclare il pesce avanzato visto che le patate in una cucina portoghese non mancano mai. La loro caratteristica forma ovale/oblunga viene data dall'utilizzo di due cucchiai grandi, di quelli che si usano per servire minestre o creme. 

Quindi nasce come ricetta di riciclo casareccio ma adatto anche alle trattorie, non tutte li preparano, alcune li propongono come snack/antipasto, anche qualche bar ce li ha ed in tal caso lo evidenzia. Con l’esplosione del turismo e della mania della cucina gourmet, sono nate tante versioni e varianti la più in auge delle quali è oggi quella con formaggio. Locali dedicati (nella foto, lungo la principale strada pedonale del centro) propongono un piccolo menù con diversi tipi di formaggio all’interno, dai più comuni e più o meno stagionati fino ai DOP di pecora … ovviamente con prezzi doppi o tripli dei normali.


Concludo con i miei preferiti … i carapauzinhos (carapaus di taglia relativamente piccola, 10-15cm) che, secondo me, devono essere consumati ben fritti, ancora caldi. I carapaus (Trachurus trachurus, in italiano sugarelli, da noi saurielli) sono il tipo di pesce azzurro più comune e più a buon mercato (partendo anche da prezzi sotto i €2) lungo tutte le coste atlantiche, dal Senegal all’Islanda, molto utilizzati in Portogallo e Spagna dove si chiamano chicharros. Nella foto vedete il mio pranzo di ieri alla Tasquinha do Sousa, minuscola trattoria con soli 22 posti a sedere (anche se la licenza è per 10) una di quelle classiche frequentate da tanti locali in (veloce) pausa pranzo; fra le 12:30 e le 14 si deve fare anche un po' di fila prima di sedersi, essere serviti rapidamente, mangiare e sparire per far posto ad altri … come la comida corrida messicana. Ogni giorno cambia il menù (esposto all’ingresso su un pezzo di tovaglia di carta e rigorosamente scritto a mano) nel quale si propongono almeno una decina di pratos do dia (piatti del giorno). Non vi aspettate dettagli, ma sappiate che qualunque piatto arriverà guarnito con patate (bollite o fritte) e/o insalata e/o riso col pomodoro e/o verdure. Per questo mio ottimo, abbondante e lauto pranzo (il riso era tanto e i carapauzinhos più grandi di come appaiono in foto, essendo in fondo, e di più, avendoci messo subito mano!) mi è bastato dire carapauzinhos fritos, faz favor … per il resto se lo vede o Sousa. Se siete di quelli che impicciano (senza aglio, niente cipolle – di solito abbondanti – nell’insalata, richieste di varianti, ecc.) evitate questo tipo di locali e andate al ristorante dove, però, non troverete mai i carapauzinhos fritos! Inoltre, sappiate che il tutto, compreso il mezzo litro di vinho tinto, mi è costato la bellezza di €8 (9 con l’apprezzata mancia, non comune in questo tipo di locali).

  

Per inciso, è tornato il cieloo limpido e un bel sole, con temperatura oltre i 25° fino a sera.

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