domenica 6 aprile 2014

Escursionismo: aggiornamenti Camminata dei 23 Casali e 100km (o 68km)

Camminata dei 23 Casali
Come per le precedenti edizioni con partenza da Sant'Agata, è stato richiesto al Comune di concedere ai partecipanti la possibilità di parcheggiare gratuitamente negli spazi di pertinenza della Scuola Media a via Reola. Confidando nella disponibilità del Comune sono certo che la richiesta sarà accolta, ma per sicurezza controllate su www.giovis.com prima di partire da casa.
100km (o 68km) su www.maratrail.com
Siamo ormai a soli due mesi dalla nostra passeggiata e chi non pensa di fare il pendolare fra casa sua e Agerola dovrebbe cominciare a prenotare il suo alloggio.
Anche quest’anno la nostra base a Bomerano sarà presso l’Hotel Due Torri  (tel. 081 8791257 * E-mail: info@hotelleduetorri.it) e Agriturismo Nonna Martina  (Tel/fax 081 8731495 - mobile 339 2724829).
Ricordandovi che ognuno è comunque libero di prenotare in altri posti, suggerisco a tutti i partecipanti di non ridursi all'ultimo momento … si tratta del ponte della Festa della Repubblica.

sabato 5 aprile 2014

Altri mondi: musei e sorprese

Sono un instancabile ed entusiasta visitatore dei musei di qualunque tipo, basta che siano ben strutturati e organizzati. Anche quelli più piccoli, seppur monotematici o strettamente legati al territorio possono riservare interessanti e piacevoli sorprese. Certo si deve avere un minimo di curiosità, voglia di apprendere e predisposizione ad addentrarsi in campi fino a quel momento inesplorati o totalmente sconosciuti. 
Tutte attitudini che gioverebbero a chiunque.
Ho visitato musei aerospaziali, archeologici, etnologici, navali, antropologici, militari, di scienze naturali, di tecnologia, del mare, di arte moderna e arte antica; sono entrato in sottomarini, mulini ad acqua e a vento, miniere, grotte naturali, catacombe, e non c’è stata volta che non abbia arricchito il mio bagaglio culturale, la mia esperienza e soprattutto la mia capacità di giudizio, nel senso di valutazione ed, in linea di massima, apprezzamento.
Se è normale rimanere incantati nel vedere per la prima volta un bel quadro o un’area archeologica o semplicemente il mare o la neve, vedere cose simili con maggior frequenza non ne diminuisce il valore facendole sembrare tutte uguali, al contrario contribuisce in modo sostanziale a valutazioni più attente e a convincersi sempre di più che la perfezione non esiste. Anche le cose più belle, pur apparendo affascinanti, saranno paragonate ad altre che per certi aspetti le eguagliano o in qualche particolare le superano.
Ciò può essere senz’altro condizionato dalla nostra memoria in quanto gli infaticabili visitatori di musei che, parafrasando un aforisma relativo ai viaggiatori, “hanno visto più di quanto ricordino, e ricordano più di quanto hanno visto”. E’ comunque indiscutibile che la quantità migliora la loro capacità di giudizio.
Lo spunto per questa breve discettazione me l’ha fornito il ritrovamento (finalmente) della cartella con le foto scattate al Louvre nel 2012, ed in particolare quelle di questa statua originalissima, se non altro per essere fra le poche sopravvissuta quasi intatta per circa 4300 anni (che non dimostra assolutamente).
 
La statua di Ebih-Il, nu-banda (alabastro, lapislazzuli, conchiglie e bitume) è infatti datata 2330-2250 a.C. e proviene da Tempio di Ishtar di Mari (città sumera). Pensate che sono dovuti passare quasi 4000 anni prima che varie “culture occidentali” raggiungessero livelli espressivi vagamente simili … . 
Fra le tante opere affascinanti ed straordinarie viste al Louvre, questa è quella che più mi colpì e sorprese (la dovreste vedere dal vero). 
Qui http://www.giovistravels.com/12parigi/12paris14louvre.htm trovate una serie di foto delle opere più originali o particolari che sono riuscito a fotografare nonostante la luce scarsa, i riflessi e i tanti altri visitatori. Altre ancora saranno pubblicate a breve.
Per inciso, passai l’intera giornata al Louvre senza visitare gli ultimi due piani (ci feci solo un velocissimo giro dopo che gli altoparlanti cominciarono ad invitare ad uscire). Non ho assolutamente rimpianto di non essere andato a vedere Lisa e aver dato solo un fugace sguardo alla Nike.
Se avrete occasione di andarci, vi consiglio di girare fra le sale, visitare le collezioni meno famose e soprattutto di non sottovalutate ciò che non conoscete. 
Se quelle opere sono esposte al Louvre, ci sarà pure un buon motivo!

martedì 1 aprile 2014

Escursionismo: camminare con criterio, consapevolezza e serendipity

“… per godere appieno di una camminata di qualsiasi lunghezza e impegno, a prescindere dall'ambiente nel quale si sviluppa, si deve procedere con apertura mentale e con la giusta concentrazione non solo sull'avanzamento, ma anche su tutto ciò che ci circonda perché l’insolito, il bello, lo straordinario sono sempre a portata di mano, di occhio o di orecchio e non si deve perdere l’occasione di goderne in quanto sono spesso situazioni pressoché irripetibili.”
Così concludevo l’articolo Alzati e Cammina (Escursioni e Serendipity) scritto per l'edizione 2007 de L'Arte della Felicità - Incontri e Conversazioni. (link al testo completo http://www.giovis.com/serendipity.htm).
Tralasciando ora tutta la parte strettamente correlata al termine Serendipity (origine, evoluzione del significato del vocabolo ed esempi) vorrei ritornare su quella che definisco applicazione della Serendipity all'escursionismo, già trattata nel summenzionato articolo.
A volte si va in escursione avendo precisi obiettivi o destinazioni, ma il vero camminatore parte senza sapere esattamente l’itinerario che seguirà. Come i veri viaggiatori, spesso non cerca qualcosa di specifico, ma è attento a quei particolari che possano presentarsi come indizi di mirabolanti scoperte.
Per fare un paragone inusuale i veri camminatori sono simili a chi si dedica allo shopping di qualità e ciò non significa assolutamente comprare gli oggetti più costosi. Quante volte si legge di persone che hanno comprato una tela d’autore a prezzo di crosta in un mercatino dell’usato. Hanno utilizzato la loro abilità di serendipitist per cogliere i particolari, datare un pezzo, valutare una copertina … accorgersi di oggetti fuori posto, probabilmente mal classificati e peggio valutati dai venditori fra i tanti pezzi di modernariato, cartoline, stampe e libri, memorabilia, vinili e chi più ne ha più ne metta. Pensate a quante persone hanno avuto quel quadro fra le mani e alle tante in più che gli hanno appena dedicato uno sguardo fugace.
Non fate come quelli che sì e no guardano dove mettono i piedi e passano tutto il tempo a parlare di calcio, politica, lavoro e guai vari perdendosi i panorami, gli odori e i suoni.
Se in un campo di fiori gialli vedete un puntino azzurro o rosso, andate ad osservare più da vicino per capire di cosa si tratti. Pur apprezzando i panorami e le viste d’insieme sono i particolari che riservano le migliori sorprese. Non sempre prezioso è sinonimo di costoso (per esempio un bel ricordo).
Applicate il vostro senso critico per dedurre, ma sforzatevi di abdurre (Sherlock Holmes docet). 
Il camminatore consapevole eleva il livello della sua esperienza prestando attenzione all'insolito, alle piante, oggetti, animali apparentemente fuori posto, quelli che non ti aspetti in quel luogo in quel momento. Sabato scorso sono andato a Jeranto a cercare una specifica orchidea, ne ho trovate altre. Se mi fossi concentrato solo su quella che cercavo non le avrei viste.
E si deve anche prestare la giusta attenzione ai sentieri o semplici tracce che vediamo dipartirsi dal nostro itinerario. Se non conosciuti, il camminatore attento cercherà di valutare se sono tuttora percorsi, da chi e con che frequenza. Se non sono segnati in mappa (molto probabile) ipotizzerà varie possibili destinazioni e se fra esse ve ne è qualcuna non troppo distante, andrà a verificare e così facendo scoprirà un collegamento con un altro sentiero, un punto panoramico, una grotta, una sorgente o … niente. Ma in quest’ultimo caso è plausibile pensare che non è stato abbastanza attento. Ogni traccia ha una sua ragione d’essere, forse triviale, ma certamente esiste un motivo che ha spinto qualcuno a percorrerla.
Questo è un altro dei tanti motivi per cui è opportuno aggiungere almeno mezz'ora, ma meglio un’ora, al tempo previsto per una escursione. Minuti da spendere in soste, esplorazioni, valutazioni, ricerche.
Camminate, osservate e pensate ad libitum, non potrà farvi che bene - in tutti i sensi - ma senza mai dimenticare lo spirito critico e soprattutto il buonsenso. 

giovedì 27 marzo 2014

Escursionismo: Camminata dei 23 Casali - 26 aprile 2014

Notizie aggiornate sul volantino provvisorio della XXII ed ultima edizione della
Camminata dei 23 Casali, I edizione della Camminate fra i Casali.
L'escursione sarà coordinata dalle associazioni FREE (Free Ramblers, Escursionisti Epicurei) e ULYXES Trekking.

E questa è la cartina in alta definizione

martedì 25 marzo 2014

Comunicazione ai lettori e risposta a un commentatore

L’arroganza mal celata con cui risponde al commentatore insulso non si addice a chi come lei percepisce un onere pubblico per redigere cartine sentieristiche in cui non si evince la chiusura di tratti non consentiti a chi non armato come un” Rambo”. Forse perché agli occhi attenti del turista che giunge alla baia di Recommone potrebbero dar fastidio i tanti abusi facilmente condonati dal comune di Massa Lubrense (ho scritto bene il nome del comune?).
Anche se non è stato assolutamente offensivo il suo commento è un concentrato di disinformazione, provocazioni e insinuazioni chiaramente volte a innescare polemiche poco attinenti al tema del post. 
Questa volta rispondo in maniera esauriente, volendo credere che i contenuti derivino solo dall'aver attinto a fonti sbagliate e non da malafede, ma eventuali commenti futuri di tono simile o contenenti accuse aperte o velate campate in aria, pettegolezzi, attacchi personali, argomenti non pertinenti ... verranno rimossi e resteranno senza risposta.
I blog, a differenza dei forum, non sono fatti per vivere di discussioni, ma di comunicazione. Tant’è vero che molti non prevedono proprio la possibilità di commentare i post. 
Sul mio Discettazioni erranti i commenti sono graditi solo se contenenti proposte, precisazioni, critiche costruttive, segnalazioni di errori formali o sostanziali, soluzioni realistiche e attuabili dei temi affronatti.
Chiarimento necessario per evitare ulteriori commenti fuori luogo.
Ed ecco le risposte alle argomentazioni capziose proposte dal “commentatore” che sembra essere uno di quelli che spara a zero su tutti per poi accusare di arroganza chi le contesta “elegantemente” rispondendo, oltretutto, in termini generici e non personali. 
Mi permetto di darti del "tu" come è normale fra camminatori, spero sia d’accordo almeno su questo:
  • ho scritto “commento insulso” (che può scappare a chiunque o essere un semplice fraintendimento) e noncommentatore insulso”. Dal fatto che a tanti di noi capiti di dire talvolta un’idiozia, non consegue che siamo tutti idioti;
  • percepisce un onere pubblico”? Che io sappia gli oneri non si percepiscono. Volevi forse dire “viene pagato dall’Amministrazione per una prestazione professionale”? Chi lavora lo fa per un giusto corrispettivo, non vedo il problema, e l’art.1 della Costituzione recita: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Penso che anche tu viva del tuo lavoro e quindi suppongo che qualcuno ti paghi per quello che fai. Se ti piace il lavoro di cartografo puoi tranquillamente imparare a disegnare cartine meglio di me (non ci vuole molto) e farti pagare per il tuo prodotti … ma ricorda che il Comune paga solo dopo vari mesi, con bonifico e si devono anche pagare le tasse …;
  • nessun tratto dell’Alta Via dei Monti Lattari “è chiuso”, ma molti attraversano proprietà private (Monte Vico Alvano, Pizzettiello, Malacoccola, Monte di Monticchio, Recommone, Monte San Costanzo … per citare i tratti più vicini). Chi redige una cartina escursionistica ha il dovere di riportare i sentieri segnati (e pubblicizzati) da un’associazione storica di interesse nazionale come il Club Alpino Italiano, attiva dal 1863. Per lamentele, critiche e problemi relativi all’Alta Via dei Monti Lattari dovresti rivolgerti a loro;
  • hai visto tanti abusi alla baia di Recommone? Denunciali alle autorità competenti … perché lo vieni a raccontare a me? Oltretutto io ci manco da vari anni, proprio perché quell’area non mi piace, né mi interessa (come chiaramente scritto) e non mi attira neanche per andarmi a fare un bagno;
  • questa volta hai scritto bene il nome del nostro Comune di residenza, come vedi non era difficile.

Quando vorrai scrivere qualcosa di “serio e propositivo” sarò sempre disponibile a dialogare con te, se invece deciderai di continuare con le insulsaggini, come fatto finora, non ti aspettare ulteriori risposte. 
Buone passeggiate. 
insulso (in-sùl-so) agg. 1. Che irrita o delude per la banalità e la sciocchezza: frasi, domande i. (da Devoto-Oli)

lunedì 24 marzo 2014

Escursionismo: interruzione percorso pedonale Massa - Sorrento

Ricordo a tutti che, a seguito della frana verificatasi a inizio marzo in località Pantano, un tratto del sentiero in oggetto (già 1 rosso del Progetto Tolomeo) è impraticabile. 
Tutta l’area è stata interdetta e ho saputo che si prevedono tempi di ripristino e messa in sicurezza molto lunghi, probabilmente un anno non sarà sufficiente.
Pertanto, oltre ad aver sollecitato le due Amministrazioni interessate ad apporre cartelli di avviso, invito tutti coloro che hanno contatto con escursionisti ad avvisare gli stessi dell’impossibilità di percorrere quel sentiero.
E’ quindi opportuno che chi distribuisce cartine (non solo le Pro Loco, l'AAS e gli uffici comunali, ma anche gli operatori turistici) faccia presente la chiusura all'atto della consegna.
Nella cartina qui in basso è chiaramente evidenziata l’area della frana. Le frecce rosse indicano il percorso consigliato da seguire da Massa a Sorrento passando per Montecorbo (già bretella 1a con segnavia pallini rossi).

domenica 23 marzo 2014

Escursionismo: abbiamo già cominciato con gli escursionisti in difficoltà

Un paio di giorni fa c’è stato il primo “disperso” dell’anno lungo i sentieri della Penisola, poi recuperato con l’ausilio di un elicottero. Ho letto e ascoltato varie versioni del fatto, saggi suggerimenti (già ripetuti più volte) e commenti vaneggianti.
L’escursionista in questione si è avventurato nell'area fra Spina e Recommone che, da almeno 20 anni, è il tratto dell’Alta Via dei Monti Lattari più soggetto a sparire coperto dalla vegetazione. Spesso si passa dove si può e gli sporadici segnavia visibili appaiono qui e lì senza continuità in quanto apposti in epoche diverse da volontari che hanno percorso rotte differenti. 
I vari incendi e crolli di muretti a secco non hanno certo migliorato la situazione. 
Da molto tempo sconsiglio quel tratto ai poco esperti e a chi non è pratico della zona. Ormai da anni sul mio sito si può leggere questa breve informazione:
L'ultima parte di questa tappa dell'Alta Via è molto malandata, a tratti mal segnata e non è neanche lontanamente bella e spettacolare come il tragitto fin qui percorso.” 
Non è mancato il solito commento insulso
“la colpa è del comune di MASSALUBRENSE perchè bisogna pulire e segnalare i sentieri ......”. 
Pur non essendo un grande sostenitore e/o paladino delle P.A. in genere ed in particolare del Comune di Massa Lubrense (tutte quelle maiuscole sono inutili, non aumentano l'ipotizzata colpa dell'Amministrazione, ed il nome del Comune è errato), vorrei ricordare al “commentatore” che:
  • non esiste nessun obbligo (per fortuna) di “segnalare” i sentieri da parte dei Comuni, è solo una scelta "politica" di promozione turistica;
  • il tratto di sentiero in questione non è una strada comunale e neanche vicinale e di conseguenza il Comune non ha titolo per intervenire;
  • l’area è privata e i proprietari gentilmente tollerano il passaggio degli escursionisti che quindi la attraversano a  proprio rischio e pericolo come avviene anche in tante altre parti dei Monti Lattari;
  • la segnatura dei sentieri dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) è compito del Club Alpino Italiano, ma non è certo un obbligo;
  • i volontari che si occupano della segnatura vanno ringraziati e non biasimati, in particolare da chi non è in grado di procedere autonomamente.
Fatti salvi i rari casi di pura malasorte, la colpa di ciò che accade lungo i sentieri è degli escursionisti improvvidi, incauti e imprudenti che si avventurano in aree non conosciute o pericolose. Oltretutto si deve tener presente che in molte aree lontane dai centri abitati la copertura delle rete telefonica è scarsissima o addirittura assente e ciò contribuisce ad aumentare i rischi degli escursionisti e i problemi dei soccorritori.
In particolare in queste zone, ripetiamolo per l’ennesima volta, è assolutamente sconsigliato andare da soli. 
Il gps da solo non è sufficiente per una sicura navigazione, ci vuole comunque la cartina, eventualmente la bussola e una sufficiente dose di buonsenso, che spesso sembra mancare quasi del tutto. Ciò non toglie che, come in questo caso, il gps sia utilissimo per comunicare la propria posizione in caso di emergenza.
L’immagine in basso è tratta dal materiale didattico dal corso “IL GPS IN ESCURSIONISMO” organizzato dalla Lega Montagna UISP, ma di documenti simili in rete se ne trovano a centinaia.

mercoledì 19 marzo 2014

Escursionismo: nuovo percorso per la MaraTrail di Termini

Per questioni logistiche la III edizione della MaraTrail di Termini (anello di 28km) sostituisce la già programmata E poi si vede … Trail (Colli - Amalfi, 30-35km), ma la data rimane la stessa, domenica 18 maggio, con partenza da Termini alle 10.00. 
L’altra novità è il percorso che, pur ricalcando quasi interamente quello delle edizioni precedenti, sarà affrontato in senso antiorario. Ciò significa che si inizia con il Sentiero di Athena, si scende a Nerano e una volta risaliti in quota si percorre buona parte dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) dalla Spina a Colli di Fontanelle. 
Si completa il Sentiero delle Sirenuse tornando via pineta delle Tore, Sant’Agata, Deserto, Aquara e Schiazzano.
Il pic-nic è previsto nei pressi della pineta del Monte di Monticchio e a chi non ha fretta di rientrare ricordo che alla conclusione della passeggiata ci fermeremo a Termini per la solita cena conviviale.
Oltre che su questo blog troverete i prossimi aggiornamenti anche su www.giovis.com e www.maratrail.com , non solo per questa MaraTrail ma anche per la Camminata dei 23 Casali (ultima edizione), la 100kmla Vagrant Trail.

domenica 16 marzo 2014

Escursionismo: novità per la Camminata dei 23 Casali

Stamattina sono andato a verificare lo stato del percorso pomeridiano della Camminata del 26 aprile prossimo. I sentieri sono percorribili anche se in alcuni tratti la vegetazione ne ha già ridotto l’ampiezza. La fioritura è molto avanzata e, oltre a tanti fiori (asfodelo, borragine, aglio, anemone, acetosella gialla, muscari, ecc.), ci sono già numerosi esemplari di orchidee (Orchis papilionacea) e il particolare centonchio azzurro (Anagallis foemina).
 
La XXII edizione della Camminata dei 23 Casali sarà anche l'ultima con tale denominazione. Continuerà a svolgersi come Camminate fra i Casali, nome che assume già da quest'anno (I ed.) in contemporanea con quello usato finora, per 15 anni. D’ora in poi l’organizzazione e conduzione di questa ormai classica passeggiata pubblica sarà gestita dalle varie associazioni escursionistiche che fanno capo alla pagina FB Camminate.
Questo nuovo nome è stato scelto per il suo triplice significato:
  • invito a camminare fra i Casali lubrensi
  • camminate (sinonimo di escursioni) fra i Casali
  • Camminate (paginaFB, “passeggia”) fra i Casali
Il percorso è un po' più lungo dei soliti 15km e si sviluppa per oltre la metà in ambiente naturale e quindi su sentieri. Nel pomeriggio il tratto fra Cafariello e Spina è ancor più impervio dei sentieri della mattina e fra la Guardia e la pineta del Monte di Monticcho ricalca il tracciato dell'Alta via dei Monti Lattari.
Verso le 13 si ritorna a Sant'Agata dove chi vuole camminare di meno, o è soddisfatto della semplice partecipazione all'escursione della mattinata costituita dall'intero Sentiero delle Sirenuse, potrà lasciare il gruppo ed eventualmente fermarsi a mangiare. 
Gli altri approfitteranno della breve sosta prevista per un aperitivo o per fare un po' di shopping per il successivo pic-nic sul promontorio del Cafariello.
Notizie, cartina e eventuali ulteriori aggiornamenti su www.giovis.com 

lunedì 10 marzo 2014

Altri Mondi: Carnaval di Santa Cruz de Tenerife (2)

Ecco alcuni commenti esplicativi relativi al secondo gruppo di foto del Carnevale.
http://www.giovistravels.com/14Tenerife/carnavalSC2.htm 
In mattinata concerto il piazza di alcuni dei gruppi canori che poi hanno anche preso parte alla sfilata. La Lechera (lattaia) era una perfetta replica di una nota statua situata all’ingresso di un mercato di Santa Cruz. 
I partecipanti già pronti si intrattenevano chiacchierando davanti alle sedi delle varie murgas, comparsas e rondallas (tipologie dei gruppi a seconda della prevalenza dell’ironia, ballo o canto nelle loro esibizioni).
Impossibili foto ricordo con bambini ingovernabili in prima fila con quelli in piedi che si volevano sedere, quelli con la maschera se la volevano togliere, c'era chi voleva suonare la grancassa e chi si precipitava verso la madre che puntualmente lo riportava in prima fila con gli altri, c'era anche chi si godeva il suo ciucciotto estraneandosi dal caos che lo circondava.
C’è il palco costruito in piazza incorporando le palme e la Reina della Terzà Età; fra le carrozzine ce n’erano di quelle spinte dai padri (!), quelle non certo desiderate e quelle molto desiderate …
Il gruppo senegalese, non si è dovuto sforzare molto per portare colore, ritmo e allegria. La serie di foto si conclude con vari dei personaggi (ce n’erano a centinaia) che si aggiravano liberamente fra gruppi e carri.
Si va da Fidel Castro a Shrek e Fiona, dall’improbabile coppia costituita da Scrooge e Cappuccetto Rosso a una perfetta “coppia single” passando per una biglietteria di cinema, dalle drag queens a Don Quijote y Sancho Panza accompagnati dai mulini a vento.
 

venerdì 7 marzo 2014

Altri mondi: Carnevale di Santa Cruz de Tenerife (1)

Pur coinvolgendo migliaia di persone è una festa ordinata, molto piacevole, organizzata per il godimento di protagonisti e spettatori, ariosa, allegra, colorata e rumorosa al punto giusto. Ma la cosa più bella è che effettivamente è una festa per tutti e di tutti e traspare chiaramente l’enorme lavoro, fatto con passione, che c'è alle spalle.
Ed è ancora più bello vedere la partecipazione convinta e sentita di persone di ogni genere e professione che probabilmente in tante altre parti del mondo sarebbero forse più "riservate".
Sfilavano tipi di tutte le età, razze, peso, sesso, stazza, avvenenza o bruttezza, altezza, dai ballerini acrobatici ai portatori di handicap, dagli ottuagenari ai lattanti (comunque in costume) in passeggino. Molti, a giudicare dal portamento e dalla considerazione nella quale erano tenuti, davano l'idea di essere nella vita stimati professionisti o persone di successo, ma a Carnevale a Santa Cruz sono tutti uguali.
I gruppi in costumi molto colorati - in maggioranza “sontuosi” e ottimamente realizzati, di livello teatrale - si alternavano con ballerini che eseguivano coreografie di tutti i generi, gruppi infantili, scolastici, corali con musicisti al seguito, gruppi di tercera edad. E nessuno si preoccupava del proprio aspetto fisico, peso, età, altezza o forma; ognuno dei partecipanti era assolutamente a suo agio nel costume carnevalesco che indossava con gran disinvoltura.
Non era presente né la volgarità né l'ostentazione del travestimento. Tutti si miscelavano alla perfezione: ballerine ampiamente sovrappeso, drag queen ottuagenarie, infanti e adolescenti, immigrati, distinti esponenti della terza età e signore raffinatissime che procedevano con un incedere sicuro dal quale traspariva il gran numero di sfilate alle quali avevano partecipato.
Oserei definirli professionisti del Carnevale, ma riferendomi esclusivamente alla professionalità con la quale ricoprono il proprio ruolo e non certo perché percepiscono un compenso, al contrario quasi sicuramente ci rimettono di tasca propria.
E si può essere certi che fra poco già cominceranno a pensare al carnevale 2015, se non lo stanno già facendo.
Qui http://www.giovistravels.com/14Tenerife/tener.htm potrete godervi numerose foto. Vi suggerisco di osservare i particolari e anche i protagonisti che sono ai margini dell’inquadratura, meritano tutti.
A breve pubblicherò un secondo post sul tema, con ulteriori informazioni, considerazioni e, ovviamente altre foto.

mercoledì 5 marzo 2014

Escursionismo: esploriamo, ma cerchiamo di non perderci!

Alcuni consigli e suggerimenti per ridurre al minimo il rischio di “perdersi”, scelti fra quelli che di solito si leggono sui vari manuali e sulla mia, oserei dire vasta e varia, esperienza personale di camminatore solitario (vivamente sconsigliato, ripeto per l’ennesima volta).
Seguendoli, e con un po’ di buona sorte, sono sempre rientrato per tempo e incolume alla base pur essendomi avventurato, a volte senza cartine degne di tal nome né gps (non era stato ancora commercializzato), negli ambienti più diversi dalle foreste pluviali in Amazzonia e Malesia ai vulcani hawaiiani e neozelandesi, dai grandi parchi americani alle faggete appenniniche nostrane nelle quali è veramente facile perdersi.
Prima regola: melius abundare quam deficere. Quando andate lungo sentieri che non conoscete portate con voi tutto ciò che avete a disposizione e che vi potrà essere di ausilio per la navigazione e quindi non solo la cartina, ma anche descrizione del percorso, gps, bussola e non dimenticate carta e penna.
Cominciate con l’annotare l’orario di partenza e poi, procedendo, numerate tutti i punti facilmente riconoscibili (bivi, tornanti, incroci, scale, ecc.) o di interesse (p.e. piante particolari). Avrete una lista di tutto ciò che si trova lungo il sentiero con gli orari di passaggio, utile per calcolare i tempi di ritorno. Se avete il gps non dovrete perdere tempo a inserire descrizioni succinte con i way point, vi basterà un click e i numeri progressivi (completi di orario) dovrebbero essere corrispondenti a quelli della vostra lista manuale. In corrispondenza di ciascun numero potrete scrivere tutto quello che vorrete più velocemente e comodamente, anche dilungandovi se necessario, aggiungendo il numero della foto che scatterete in loco. Infatti, per ulteriore sicurezza ed eventuale uso futuro, avere anche una foto dei suddetti punti può risultare utile.
Se lungo il percorso non c’è niente di particolare … potrete sempre crearlo. Una pietra, una frasca, un ramo si trovano sempre e al ritorno saranno utili per darvi conferma che siete sulla strada giusta.
Ultimo consiglio, estremamente pratico e utile in particolare se non si ha né carta, né descrizione, né gps: di tanto in tanto, e sempre dopo aver superato un bivio o incrocio, voltatevi e cercate di memorizzare come vi apparirà quella stessa zona quando percorrerete il sentiero in direzione contraria. Le visioni opposte di uno stesso luogo - o controcampo, per usare un termine cinematografico - a volte sono incredibilmente del tutto diverse. Anche in questo caso, avendone la possibilità, una foto non guasta.
Buone esplorazioni e non dimenticate il buonsenso

lunedì 3 marzo 2014

Cartografia: alla ricerca di nuovi sentieri - le cartine eterne!

Come preannunciato, spiego come portare in escursione cartine a colori (in originale) potendole piegare “infinite” volte senza che si rompano ... più o meno come si faceva un paio di secoli fa.
Una volta procurata la cartina (come al solito possibilmente stesa) dividetela, per il momento idealmente, in rettangoli con dimensioni comode per il futuro trasporto e consultazione. 
A questo punto potete passare alla plastificazione. Se non trovate chi la possa plastificare per intero, dovrete tagliare la carta in rettangoli della misura scelta avendo cura però di non superare i 18-19 cm per il lato corto e 27-28 cm per quello lungo dovendo lasciare un certo margine e farli plastificare in formato A4 (210x297mm). Plastificandola intera, la taglierete successivamente e quindi non avrete limiti di dimensioni.
Ricomponete ora la cartina applicando da entrambe i lati strisce di nastro adesivo trasparente di buona qualità, largo come quello da imballaggio, avendo cura di lasciare 2 o 3 mm fra un foglio e l’altro. Una volta completata anche questa operazione, che richiede una certa precisione, potrete piegare la carta molto facilmente.
Pur non essendo strettamente necessario, consiglio di tagliare gli angoli in modo da eliminare questi punti di tensione nei quali convergono due pieghe perpendicolari fra loro. Nell’immagine esemplificativa che segue, per essere più chiaro, ho esagerato le dimensioni dei margini esterni e dei tagli.
In maniera molto simile, una volta le carte si stampavano intere, si dividevano in rettangoli di identiche dimensioni e infine si montavano su tela lasciando un paio di millimetri fra un foglio è l’altro. La foto che segue è di una carta del 1848 che come vedete è in perfetto stato. Sono ben chiare le parti a vista della tela sulla quale sono fissati i rettangoli, in questo caso con i lati quasi uguali. 

venerdì 28 febbraio 2014

Cartografia: alla ricerca di nuovi sentieri (2) - uso delle carte

Chi vuole praticare l’escursionismo con un minimo di serietà - e sicurezza - dovrebbe sempre portare con sé una cartina per usarla e non per tenerla piegata nello zaino. Non fate come quelli che quando piove non aprono l’ombrello per non farlo bagnare!
Per “scoprire” nuovi sentieri è opportuno avere la carta a maggior scala possibile (ricordate 1:10.000 è maggiore di 1:25.000). La scala condiziona la leggibilità e inevitabilmente il numero di elementi rappresentabili e quindi riportati in mappa.
In territori con elevate pendenze come quello dei Monti Lattari è ancor più importante a causa della sovrapposizione delle isoipse (curve di livello). Considerato che in scala 1:25.000 un millimetro rappresenta 25m reali, capirete bene che è impossibile rappresentare rigorosamente un sentiero che passa fra falesie e strapiombi. Per lasciare lo spazio per la linea tratteggiata del sentiero si dovrebbero spostare le isoipse e anche se si usano simboli specifici, anche questi hanno uno spessore non corrispondente alla realtà.
Non mi addentro ulteriormente nella materia, che sui testi occupa pagine e pagine, ma ribadisco che un 10.000 in bianco e nero (come quelli di Comuni e/o Provincie) è molto più utile di un bel 25.000 tutto colorato.
Sapendo benissimo le carte si rovinano molto facilmente vi darò qualche suggerimento che potrà tornarvi utile in particolare per le cartine delle zona che frequentate abitualmente.
Chi ha camminato con me sa che io porto stampe in bianco e nero in quanto penso che sia la migliore soluzione e anche la più economica.
1) Procuratevi le carte tecniche e, se non potete o non volete, sappiate che i fogli al 25.000 della Regione Campania sono leggibilissimi e abbastanza aggiornati. Potendo scegliere, preferite quelle stese evitando quelle piegate e se esistono solo a colori, scegliete quelle con colori più chiari e con buon contrasto altrimenti saranno illeggibili in b/n e vi consumeranno le cartucce di inchiostro in pochissimo tempo se stampate a colori.
2) fatevi fare una bella scansione ad alta definizione del foglio (anche per questo è meglio avere la carta senza pieghe), costa pochissimo
3) trasferite il file sul vostro computer
4) ora potrete consultare la carta a video (ingrandendola), disegnarci sopra i possibili tracciati e misurane le lunghezze, stampare le parti che vi servono (in b/n su A4 a costi irrisori) ottimizzando i tagli, ma calcolate un certa area di sovrapposizione se vi servono più fogli
5) per portarli in escursione utilizzerete una busta di plastica trasparente
6) durante la passeggiata potrete annotare tutto quello che volete sulla carta (sentieri non riportati, nomi di strade, piante trovate, particolari significativi, scorciatoie, trattorie, …) senza lo scrupolo di rovinare la cartina
7) a casa riportate le cose più importanti sul file della cartina e conservate la fotocopia con gli tutti gli appunti
8) la carta comprata è ancora intatta (ma “obsoleta”) e voi per la prossima uscita potrete utilizzare una nuova stampa della carta digitalizzata con i vostri aggiornamenti.
NOTA: esistono supporti speciali che resistono alla piegatura e sono idrorepellenti, ma costano molto e che io sappia sono abbastanza rare in Italia. Per ora ci dobbiamo arrangiare e a  tal proposito vi anticipo che nel prossimo post illustrerò un modo per portare in escursione cartine a colori (in originale) potendole piegare a proprio piacimento senza che si rompano ... più o meno come facevano gli antichi

mercoledì 26 febbraio 2014

Escursionismo: alla scoperta di nuovi itinerari

Tutti gli escursionisti, a prescindere dalla loro esperienza e condizioni di forma, prima o poi decidono di avventurarsi in territori a loro sconosciuti o, quanto meno, di percorrere nuovi sentieri. Visto che non sempre si trova qualcuno che già conosce il sentiero e che abbia la possibilità di accompagnarli ai più volenterosi non resta che chiamare a raccolta alcuni amici intraprendenti, raccogliere informazioni e partire.
Come già detto, e specialmente in caso di “esplorazioni”, è bene non andare da soli, ma allo stesso tempo è opportuno coinvolgere solo gente capace visto che non sempre si può prevedere come si svilupperà l’escursione e quindi è opportuno evitare timorosi, lamentosi e palle al piede. I Rambo sono egualmente da evitare per motivi assolutamente opposti.
La prima cosa da fare è quella di rendersi conto della distanza e dislivello che si andranno ad affrontare in modo da poter calcolare il tempo strettamente necessario (argomento ampiamente affrontato) al quale è bene aggiungere almeno un’oretta di sicurezza.
E’ opportuno procurarsi una cartina che non copra esclusivamente il percorso, ma anche un po’ di territorio circostante sia per facilitare l’orientamento, sia per capire cosa si sta guardando e, non da ultimo, perché potrebbe essere estremamente utile nel caso si dovesse cambiare programma e quindi percorso.
Come è noto non sono un fanatico dei gps, ma se avete la traccia del sentiero che volete percorrere caricatela in modo da poter almeno essere sicuri di non allontanarvi troppo dal tracciato. Inoltre vi faciliterà il ritorno se seguite l’identico itinerario.
Datevi un tempo limite (circa il 40-45% del totale previsto) e all’ora stabilita “vutate ‘a capa ‘o ciuccio” e tornate indietro. Ciò non vale solo se state percorrendo un itinerario ad anello o con punto arrivo distante dalla partenza e siete assolutamente sicuri della vostra posizione e di averne percorso oltre la metà.
Altri suggerimenti e informazioni pratiche nel prossimo post.
In ogni caso prudenza e… non dimenticate il vostro buonsenso!!

lunedì 24 febbraio 2014

Altri Mondi: piccola lezione di viaggio e … di vita

Tre parole, anche se mal pronunciate, sono un’ottima presentazione e aprono tante porte: un saluto, per piacere e grazie.
Questa dovrebbe essere la routine da ripetere tante volte al giorno in particolare quando si è all'estero. Basta imparare un saluto generico, che sia il corrispondente di buongiorno, buonasera, ciao, salve o arrivederci poco importa se la lingua è ostica. Uno vale per tutti e il nostro interlocutore sorriderà, ma apprezzerà il nostro sforzo, in particolare se effettivamente il suo idioma non è parlato da molti.
Prima di qualunque richiesta (o come chiusura della frase) si piazza un bel “per piacere” e poi, se non si conosce nessun altra parola oltre le tre in questione, si comincia a gesticolare, indicare o come ultima ratio si passa ad altra lingua, comunemente l’inglese.
Qualunque sia la risposta si ringrazia (sempre con la parola magica nella lingua sconosciuta) e alla fine si saluta prima di congedarsi.
P.e. SALUTO PER PIACERE caffè, indicazione, prezzo, come quello, ecc. … al ricevere risposta o quanto richiesto GRAZIE … per pagare si chiede il conto PER PIACERE, si RINGRAZIA quando lo si riceve,  si paga, si RINGRAZIA ancora una volta e si conclude con un SALUTO di commiato.
Può sembrare ripetitivo, ma non lo è, non costa niente e, al di là della buona educazione, questo tipo di comportamento quantomeno vi distinguerà da tanti cattivi turisti.
Lo spunto per questa breve discettazione è stata l’arroganza di uno di quei tedeschi (non sono tutti così ed esempi simili sono purtroppo frequenti fra i turisti di qualunque nazionalità) che si rivolgono con arroganza a gente comune, ovviamente senza salutare, con una frase lunga e articolata (nella propria lingua) e quando vedono la faccia un po’ sbalordita e dispiaciuta dell’altra persona che quasi si scusa per non aver capito una parola … se ne vanno sbuffando e mandando al diavolo il malcapitato con un gesto o farfugliando qualcosa incomprensibile che comunque non dà l’idea di esser e un complimento ...
Non vedo perché un qualunque tinerfeño, in particolar modo se non lavora nel settore turistico, debba sapere il tedesco (o il finlandese, svedese, olandese, ecc.) e uno che viaggia e va in vacanza non può imparare tre parole in spagnolo o viaggiare con un piccolo vocabolario tascabile.
Se il loro atteggiamento, pur essendo sbagliato, è relativamente accettabile in un grande hotel o buon ristorante, lo è di meno in una tasca o guachinche (trattorie) e assolutamente inammissibile in un mercato o in una guagua (autobus locale).
Dispiace per quelli che devono avere a che fare con questi cattivi turisti, ma in fin dei conti è un vantaggio per noi viaggiatori (o turisti educati) che con  un poco di educazione e un minimo di buona volontà ci facciamo apprezzare e benvolere semplicemente tentando di comunicare nella lingua locale o almeno salutando, ringraziando e usando quella che una volta veniva insegnata ai bambini come “parola magica”: per piacere.

venerdì 21 febbraio 2014

Escursionismo: perché non cercare di sapere cosa si guarda?

Una delle innumerevoli buone ragioni per andare in escursione è quella di godersi i colori e gli aromi della macchia mediterranea (se in penisola sorrentino-amalfitana) ed il miglior periodo è indubbiamente l'imminente primavera.
Fra aprile e giugno fioriscono oltre la metà delle specie presenti e a nostro favore giocano anche le temperature più miti, le giornate più lunghe e, normalmente, il bel tempo.
Sapere qualcosa dei fiori e delle piante che possiamo osservare nel corso delle nostre camminate e riuscire a riconoscerli arricchirà ulteriormente le nostre esperienze.
Ci sono tanti siti che propongono liste di piante, foto e schede più o meno accurate, ma per un primo approccio suggerisco di far riferimento a www.meditflora.com, sito che creai nel 2004 e che un paio di anni fa ho passato a Nando Fontanella, botanico, grande esperto della flora dei Monti Lattari.
Con grande pazienza Nando sta completando e arricchendo le mie oltre 400 schede di piante trovate e fotografate in Penisola. Quindi potete star sicuri che esistono e non sono come quelle “fantasma” che spesso si trovano in elenchi floristici copiati da un altro sito e riferiti ad un altro territorio.
Per facilitare l’accesso alle schede aggiornate da Nando, ben più ricche e affidabili  delle mie “vecchie” ed essenziali, d’ora in avanti saranno pubblicati avvisi con link agli aggiornamenti sulla pagina FB Camminate.
E concludo con un ultimo consiglio e una preghiera:
* se avete una macchina fotografica con funzione macro, portatela sempre con voi e fotografate i fiori che vedete. Oltre a scoprire particolari impensati e spesso invisibili a occhio nudo, ciò vi faciliterà l’identificazione potendo confrontare le vostre foto con quelle su meditflora o su altro sito o libro.
* limitatevi ad osservare ed eventualmente fotografare i fiori e NON LI COGLIETE!

mercoledì 19 febbraio 2014

Escursionismo: meglio soli che mal accompagnati? (vedi commento al post precedente)

Massimo Catalano avrebbe detto: “Meglio ben accompagnati”, ma il nocciolo della questione è l’obiettivo dell’escursione. C’è chi cerca compagnia, chi vuole solo far foto, chi va per fiori e piante, chi per fare esercizio fisico, chi per sperimentare nuovi itinerari … Molte volte chi “vuole” aggregarsi non si rende conto dello scopo (né chiede informazioni) creando spesso successive situazioni di disagio.
Ricordo che ogni volta che gli Escursionisti Lubrensi organizzavano una passeggiata un po’ più impegnativa si presentavano vari aspiranti camminatori che spesso dovevano abbandonare dopo neanche mezz’ora. 
E gli Escursionisti Lubrensi avevano un ritmo ben più blando dei FREE …
E che dire di quella coppia attrezzatissima che si presentò ad Amalfi alla partenza di una Vagrant Trail (60km) con superzaini, scarponi da alta montagna e abbigliamento tecnico … e abbandonò dopo un paio di chilometri (per manifesta incapacità) prima di arrivare alla Ferriera!
Quindi in verità non invidio “M” (il Mostro di Dusseldorf di Langhiana memoria?) che scrive
non "riesco" ad uscire da solo..."c'è sempre qualcuno che vuole venire con me"
a meno che non sia così abile da attirare solo persone con i suoi stessi interessi.
Io tento sempre di essere ben chiaro esponendo il mio obiettivo nella speranza che chi decide di venire con me capisca che posso camminare a passo spedito per un’ora e poi fermarmi 20 minuti a fotografare o a prendere appunti o ad effettuare deviazioni per verificare la praticabilità di un nuovo sentiero o scorciatoia. 
E mi fa piacere se loro fanno lo stesso, non mi aspettano e si avviano o vanno in giro.
Quindi, escluse le escursioni “organizzate” come quelle del week-end o quelle lunghe tipo MaraTrail, se voglio godermi una escursione spero che gli eventuali compagni di camminata - che non disdegno assolutamente - siano capaci, autonomi e indipendenti. Altrimenti, parafrasando Dhammapada (vedi post Viaggi-aforismi), direi:
“cammina solo con i tuoi pari o con quelli migliori di te, se non ne trovi vai da solo”

lunedì 17 febbraio 2014

Escursionismo: è più saggio ascoltarmi che imitarmi

Fin quando è possibile, non andate MAI in escursione da soli e, se non avete alternativa, almeno comunicate a qualcuno il vostro itinerario di massima.
Questa è una ottima regola ”di sicurezza” ed è assolutamente indipendente dalle vostre capacità o stato di forma e dalla facilità o difficoltà del percorso.
Sarebbe addirittura consigliabile agire così sempre, anche quando si esce per andare a fare la spesa, al cinema o per un semplice caffè.
Altra buona abitudine, ma secondaria rispetto alla precedente, è quella di fissare con nastro adesivo dietro al vostro cellulare un bigliettino con il vostro nome e numeri da contattare e l’eventuale residenza temporanea (hotel, B&B, ecc.) se siete in viaggio. Potrebbe anche essere utile nel caso perdiate il cellulare e lo trovino persone oneste (sono più di quante possiate pensare).
Acqua, cibo, luce ecc. sono tutte buone idee, ma molto meno importanti. Ciononostante molti si fissano su queste e si dimenticano di quelle basilari.
Io vado molto spesso da solo, anche in posti assolutamente sconosciuti, non sempre comunico la mia destinazione o itinerario (anche perché non sempre ho un progetto ben determinato), ma ho i numeri di emergenza. Sbaglio, MEA CULPA.
Quindi ripeto l’invito a non imitarmi, ma a seguire questi semplici consigli (o regole che dir si voglia). Sono certo che non succederà mai niente a nessuno di voi anche se andate in giro soli, ma prevenire è meglio che curare.

venerdì 14 febbraio 2014

Escursionismo e Altri Mondi: meditando fra vulcani, lave, pomici e lapilli

Sono in giro sull'ennesimo vulcano, ancora una volta su un'isola. Due caratteristiche che condizionano enormemente l’ambiente e la vita e, al di là degli endemismi conseguenza dell’isolamento (così come il diverso carattere degli isolani), c’è qualcosa di affascinante in questa combinazione. In particolare le aree vulcaniche tuttora attive, o che hanno visto eruzioni negli ultimi secoli, affascinano ancor di più di altri ambienti “estremi” come deserti, ghiacciai e foreste in quanto quello che vediamo è molto più giovane. Il vulcano può avere milioni di anni, ma la lava è molto più giovane e le eventuali forme di vita ancor più recenti.
Le persone disattente (chiaramente non camminatori e tantomeno viaggiatori) si chiedono perché non uno, ma tanti, continuano ad scalare montagne, andare per foreste o deserti, tornare in  alcuni ambienti (vedi il mal d'Africa). Questi distratti li considerano ambienti ripetitivi e quindi senza interesse (“ne hai visto uno, li hai visti tutti”), ma non lo sono per niente se si sa come leggerli, viverli e, conseguenza inevitabile, apprezzarli e goderseli.
Pur non avendo interesse o conoscenze specifiche di vulcanologia né di geologia in genere, e non perseguendo di proposito queste destinazioni, mi sono accorto che mi ritrovo spesso a camminare in caldere o lungo le pendici di un vulcano e, pur trovando grandi similitudini fra alcuni ed altri all'opposto capo della terra, è innegabile che ognuno abbia una sua distinta anima, oltretutto in continuo cambiamento.
Ieri sono stato di nuovo nel Parque Nacional del Teide, nella caldera e in cima alla seconda vetta del complesso vulcanico, Montaña Blanca (2.748m) che deve il suo nome al colore della pomice che contrasta con colate ben nere. Di lì, volgendo lo sguardo a nord, spiccano le rosse rocce di Fortaleza, al di là di una zona desertica punteggiata da bombe vulcaniche (los Huevos del Teide) e poi da rada vegetazione che cinge un altro piccolo cratere (Montaña Negra).
Con lo scorrere del tempo le ombre si accorciavano e ruotavano, per poi cominciare ad allungarsi di nuovo continuando a girare. Ciò, combinato col mio movimento (ho percorso 20km), ha fatto sì che il rosso delle rocce di Fortaleza diventasse, ocra, marrone, quasi arancione ... e con il differente angolo di luce cambiavano di conseguenza tutti i colori.
Chiaramente bisogna esserci poiché nessuna fotografia rende il dovuto merito all'ambiente (tantomeno le mie, ma forse vale la pena di guardarle per farsi un’idea di dove sono stato).
Lo sanno bene gli amanti della musica, di qualunque genere, che conoscono bene la differenza abissale che corre fra una registrazione in studio, della migliore qualità possibile, e un concerto dal vivo (che sia rock o di musica popolare, sinfonica e da camera).
E in quanto a osservazioni e sensazioni questo è vero in qualunque ambiente, quindi viaggiate, e non per abbandonarvi su una sdraio di un villaggio turistico o per andare a fare shopping, ma camminate, in città, fra i campi, nelle foreste, sui monti, vulcani o no che siano, nei deserti. Allenate l'occhio a cogliere i particolari e i colori, l'orecchio a sentire il vento o cogliere l'attimo in cui un uccello spicca il volo o un serpente scappa cercando rifugio, la narice a percepire gli odori dell’erba, delle piante che sfiorate, della pioggia in arrivo.
Finché non ci riuscirete continuerete a perdervi il 90% dei possibili piaceri di un viaggio … checché ne pensiate.