venerdì 11 luglio 2014

Altri Mondi: dovremmo cambiare radicalmente registro

Giunto quasi al termine di questa nuova esplorazione che mi ha portato su un'ennesima isola posso cominciare a tirare le somme.
Anche qui, come quasi in qualunque altro posto civile, la normalità è l'educazione, il rispetto delle leggi, del codice stradale, in parole povere il rispetto per gli altri. In particolar modo se si evitano i posti più frequentati da turisti (dove sono proprio questi a creare qualche problema) anche i viaggiatori poco navigati si rendono facilmente conto di quanto possa essere semplice godersi una vita piacevole, interessante, attiva, viva e comunque rilassata. I trasporti funzionano e viaggiano in orario, i mezzi sono puliti, i taxi usano il tassametro, in quasi tutte le aree pubbliche c'è WiFi libero, esistono mercati ben organizzati, piste ciclabili, giardini e parchi ben curati, i bagni pubblici sono puliti così come le spiagge (in gran parte libere).
Negli anni, alternando viaggi e soggiorni sia all'estero che in altre parti d'Italia, sono giunto alla definitiva conclusione che dalle parti nostre non è indispensabile che  cambino politici o che si facciano nuove leggi o ordinanze, ma solo che cambi il modo di agire di noi cittadini. 
Non c'è bisogno di alcun progetto speciale né di megafinanziamenti della Comunità Europea, una migliore qualità di vita dipende solo ed esclusivamente da noi.

Nei prossimi post condividero' immagini e notizie varie relative a Mallorca: un affascinante e insolito castello rotondeggiantie perfettamente tenuto (foto inalto), piccoli musei con opere di notevole valore, mercati puliti e funzionanti, un po' di architettura, arte moderna e perfino cartine del'500 dell'intero Mediterraneo nelle quali, nonostante la scala molto ridotta, compaiono i toponimi Capri, Campanella, Sorrento e Castellammare.

giovedì 10 luglio 2014

Escursionismo: considerazioni che dovrebbero far riflettere

Uno dei "professori" che circa 25 anni fa mi iniettarono il virus della botanica (più sul campo che sui libri) mi ha inviato l'allegata interessante missiva nella quale propone letture e considerazioni inusuali in merito alla manutenzione e fruizione dei sentieri. 
Spero che l'acuta esposizione di questi punti di vista, scritta da un professionista dell'interpretazione dell'ambiente, in particolare del mondo vegetale, vi spinga a vedere con occhio nuovo almeno qualcuno dei comuni problemi della sentieristica. Buona lettura.

Rispondo a te perchè io non ho nessun profilo FB (o come diavolo si chiama) perchè su alcune cose più eremita ed orso di te.
Concordo in gran parte sulle preoccupazioni espresse da te e da chi ha voluto lasciare un commento. Soprattutto concordo con un approccio non integralista, ma non per questo privo di rigore.
Il tema dell'uso turistico dei sentieri è un tema affascinante che ci pone di fronte ad una realtà dalle mille sfaccettature. Personalmente ho cominciato a covare idee integraliste per cui non ritengo che tutti i sentieri debbano essere percorribili da tutti. Qualcuno non lo merita. Soprattutto chi quel sentiero non lo percorre con la necessaria fatica che a mio avviso rende "prezioso" il percorrerlo. Pretanto qualsiasi azione (finanziata o no con soldi pubblici) che facilita la "fruizione" (termine che andrebbe bandito almeno in Campania come quello della valorizzazione) dei sentieri dovrebbe essere attentamente valutato.
Prova ne sia quello che è possibile "ammirare" nella Valle dei Mulini che in pochi decenni ha visto variazioni (in peggio) della componente floristico-vegetazionale grazie anche alla maggiore accessibilità al sito (vedi ponte, scalinate, paletti) senza che la parvenza di recinzione posta nel luogo della cascata grande permetta una protezione di un sito in accordo a quanto previsto dalla normativa.

Senza avere un atteggiamento integralista si potrebbe anche però ricordare che spesso (e questo sicuramente lo sai tu meglio di me) i sentieri che percorriamo per piacere un tempo erano percorsi (anzi, sovra-percorsi) per lavoro dalle tante persone che quei luoghi a fatica li coltivavano. Anche questo dobbiamo considerare; quegli stessi luoghi ora hanno in parte (ma non totalmente) cancellato l'energia investita dall'uomo per coltivarli. Ma allora cosa sono i crolli dei muretti a secco se non un processo naturale di dinamismo del paesaggio che tenta di riacquistare un aspetto più naturale e meno "antropico"? Eppure per tutti noi che percorriamo quei sentieri per lavoro e/o per piacere, fermare il decorso naturale delle cose è positivo!
Come vedi l' argomento è molto stimolante.
Sandro Strumia

mercoledì 9 luglio 2014

Escursionismo e Natura: le Digitalis

Probabilmente qualche escursionista attento, passeggiando fra i boschi dei Lattari, avrà notato alcuni di questi piante (Digitalis micrantha), poco appariscenti per il loro colore chiaro, ma particolari per la posizione dei fiori. Infatti questi sono allineati nella parte superiore dello stelo e rivolti tutti da un solo lato, formando così una "infiorescenza unilaterale".
  
Meditflora: http://www.meditflora.com/flora/digitalis_micrantha.htm 
Altre varietà di digitali non nostrane, di dimensioni molto maggiori e colori diversi e più vivi, sono spesso utilizzate a scopi ornamentali.
 


 

lunedì 7 luglio 2014

Escursionismo: ancora sullo stato dei sentieri

Niente di nuovo sotto il sole.
Come i camminatori abituali potevano facilmente immaginare tutti i sentieri bordati da felci e/o rovi sono da questie piante assediati e talvolta quasi completamente coperti.
Le continue piogge invernali e primaverili ci hanno regalato una eccezionale fioritura e ora questo è il prezzo da pagare per la vegetazione particolormente rigogliosa. In quanto ai rovi, almeno speriamo di rifarci dei graffi mangiandoci un bel po' di more a fine estate.
Ruth e Matteo, dopo la loro uscita di domenica, segnalano in particolare vegetazione invasiva nella prima parte (bassa) di Erbatenera e all'inizio della discesa delle Tese.
Inoltre comunicano che nella parte terminale (alta) di Valle Pozzo continua il deterioramento del sentiero causato dal passaggio di muli.
Pur apprezzando i loro avvisi, ricordo a tutti quelli che intendono collaborare alla segnalazione di notizie relative allo stato dei sentieri, di limitarsi a farlo per problemi seri, interruzioni, pericoli e (sperando che siano numerose) notizie di "riaperture". 
Un poco di erba non ha mai fatto male a nessuno e non ha mai spaventato i veri escursionisti. Non vorrei che segnalazioni di questo tipo, seppur fatte con le migliori intenzioni, inducano poi qualche Amministrazione a ricorrere a tagli eccessivi o addirittura all'uso di diserbanti!

domenica 6 luglio 2014

Escursionismo: qualche idea per lunghe escursioni

Facendo seguito alla presentazione della cartina comprendente i sentieri strategici di Palmentiello, Tese di Pimonte e Colle Garofalo - Capo Muro, mi permetto di suggerire qualche itinerario che sfrutti appunto questi collegamenti.
parte alta delle Tese di Pimonte
Da Pimonte salite via Tese al Faito dove vi organizzerete un bel giro a seconda dei vostri interessi e delle vostre forze (Molare, Cerasuolo, Conocchia, Castellone, ecc.). Poi potrete scendere via Palmentiello e giunti a Colle Garofalo raggiungere il traforo (via Colle Sughero) o Bomerano via Capo Muro e Tre Calli. Il tratto Agerola Pimonte potrete farlo in bus la mattina (consigliato) o a fine escursione, ma dovrete stare attenti agli orari. 
Il collegamento Colle Garofalo - Capo Muro può anche essere sfruttato per un percorso più breve e con minor dislivello, vale a dire il giro alto della valle di Agerola, fra il Murillo, a monte di San Lazzaro, e il Tre Calli, a monte di Bomerano. Anche in questo caso è possibile chiudere il circuito utilizzando un trasporto pubblico.
Palmentiello
Il collegamento Capo Muro - Colle Garofalo cade a fagiolo anche per quelli che amano le lunghe traversate in quanto consente di superare Agerola rimanendo in quota. Per esempio il percorso di una edizione della E poi si vede Trail aveva origine da Colli San Pietro per andare all'Imbarrata, sul crinale a nord di Agerola, via Monte Comune, S. Maria del Castello, Forestale, Capo Muro e Colle Garofalo. 
L'incrocio dell'Imbarrata fu scelto per la sua posizione strategica in quanto di lì si può scegliere fra un'infinità di percorsi per scendere ad Amalfi e quindi ritornare al punto di partenza (Colli San Pietro) con qualunque bus diretto a Sorrento (ce ne sono fino a tardi).
Le possibili scelte, giusto per citarne qualcuna, includono:
- S. Maria ai Monti, Scalandrone, Scala, Amalfi
- S. Maria ai Monti, Bosco Annunziata, Scala, Amalfi
- Monte Rotondo, Fic' 'a noce, Pogerola, Amalfi
- Pontichito, Acquolella, Pogerola, Amalfi
- Megano, Brusara, Ravello, Amalfi
e per ognuna di queste ci cono tante possibili varianti.
il Fungo di Capo Muro
Infine suggerisco un interessantissimo anello che, in quanto tale, non è subordinato ad un trasporto pubblico. Si tratta di un giro che ha come estremi Faito e Capo Muro e che utilizza i collegamenti Conocchia-Forestale-frana da un lato e Palmentiello-Colle Garofalo dall'altro. Può essere percorso in entrambe i sensi e la scelta sarà fatta non solo  considerando il vostro stato di forma e la tenuta delle vostre ginocchia (discesa della Conocchia), ma anche la temperatura.
L'itinerario di base è lungo una dozzina di chilometri con un dislivello di circa 1.000m. Se non volete partire dal Faito, aggiungendo qualche chilometro potrete iniziare la vostra escursione da qualunque punto di Agerola o da S. Maria del Castello.
Ovviamente questi sono semplici spunti e vogliono solo essere un uteriore invito a mettersi in cammino. 
Avendo una minima conoscenza del territorio e con l'ausilio di una cartina, potrete facilmente adattare i percorsi alle vostre esigenze e, scegliendo con cura itinerari e orari di partenza, tutti i summenzionati percorsi possono essere molto piacevoli anche nel periodo estivo. 
Cartine, profili altimetrici, foto, video e altre info su www.giovis.com.
Buona passeggiata!

sabato 5 luglio 2014

Escursionismo: intervento sul sentiero di Monte Vico Alvano

Un'altra notizia relativa alla percorribilita' dei sentieri ... ed è una buona notizia. 
Un volontario ha "sfrascato" il tratto compreso fra il secondo e terzo tornante della mulattiera di Monte Vico Alvano. Si tratta del segmento più lungo e quello che da sempre è più soggetto a chiudersi.
Approfittatene! Vi ricordo che salendo al mattino, neanche eccessivamente presto, troverete il sentiero quasi tutto in ombra e quindi fresco.

venerdì 4 luglio 2014

Foto naturalistiche ... e che foto!

Ho appena pubblicato un post sulle foto a soggetto naturalistico ed ecco che il primo giorno in giro per Palma mi imbatto in una splendida esposizione di foto naturalistiche con tema marino, mirabilmente stampate su pannelli 160x120cm e accompagnate da interessanti didascalie.
Tutte provengono dall'archivio della Nature Picture Library.
Quelle foto e altre 350.000, tutte di eccezionale qualità, sono visibili sul sito http://www.naturepl.com. Ve ne propongo una di quelle apprezzate stamane.
Potrete eseguire una ricerca per tipo di ambiente, animale o pianta (nome comune o scientifico), fotografo, ecc.. Per vederle in miglior definizione basta registrarsi (gratuitamente) al sito. Volendo, e in questo caso pagando, potrete anche ricevere il file originale ad altissima definizione. Gli amanti di questo tipo di foto, una volta entrati nel sito, dovranno "combattere" per uscirne!

giovedì 3 luglio 2014

Natura e Serendipity: non fatevi sfuggire le buone occasioni fotografiche

Se un fiore è relativamente facile da fotografare, non si può dire lo stesso per gli animali. Ci vuole pazienza, occhio e spesso una buona dose di fortuna.
Tempo fa lessi di un fotografo del National Geographic che, avendo notato un alce che andava spesso a “pascolare” all'alba in un posto adatto per una buona foto, decise di scattarla così come la immaginava. Quindi si creò una postazione ben mimetizzata, sistemò il cavalletto e per quasi un mese aspettò l’animale ogni mattina fin quando un giorno non lo vide spuntare dal posto giusto e mettersi nella giusta posizione quando la luce, le ombre e il colore del cielo erano proprio quelli che voleva.
Ma sto parlando di un professionista, abbastanza ben pagato da giustificare la sua permanenza in quel luogo lontano da tutto e da tutti per quasi un mese. Questo sistema per fare belle foto (ammesso che si abbiano le capacità e l’attrezzatura adatta) non è certo per tutti, quindi bisogna accontentarsi di risultati più modesti, anche se soddisfacenti, e necessariamente per scattare foto non troppo banali si deve saper cogliere l’occasione e spesso anche l’istante: fortuna e serendipity. Anche se non è quello che cercavamo o ci aspettavamo è importante rendersi conto della singolarità di una certa circostanza insolita e non farsi sfuggire l’occasione di scattare delle foto che resteranno per noi più o meno uniche.
Un paio di notti fa, mentre mi apprestavo ad andare a dormire, ho notato un piccolo Geco (Tarentola mauritanica) appostato sul lato esterno del vetro della finestra. Non è difficile scattare foto ai gechi, ma non sempre capita di poter fotografare la parte ventrale mentre il rettile è ancora vivo e vegeto (seppur, in questo caso, privo di coda, molto probabilmente persa per autotomia). Quindi mi sono armato di macchina fotografica e con un po’ di pazienza …
Vi ricordo che i gechi non sono velenosi, non sono in nessun modo pericolosi e dovrebbero essere i benvenuti nelle vostre case visto che si cibano anche di zanzare.

Fra le tante situazioni rare nelle quali mi sono imbattuto ricordo una Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina tergiditata) che non sono riuscito a fotografare in quanto stava diluviando, così come non ho avuto tempo di immortalare l’unica Vipera (Vipera aspis) che ho visto sui Lattari in circa 25 anni di escursioni (purtroppo per molti ogni serpente è una vipera e quindi uccidono tutti i serpenti), ma sono riuscito nell'intento quando ho avvistato questi due Biacchi (Coluber viridiflavus). 

Ovviamente, in nessuno dei succitati casi stavo cercando salamandrine, vipere o gechi. 
Gli amanti della fotografia stiano sempre allerta e con la macchina pronta!

mercoledì 2 luglio 2014

Escursionismo: nuovo invito a partecipare alle discussioni e a commentare i post

PREMESSA 
Non vi fate ingannare dal contenuto del primo paragrafo ... questo post non vuole assolutamente essere una autocelebrazione, ma solo un invito alla partecipazione e alla discussione e quindi vi chiedo di leggerlo fino in fondo.

POST
Un paio di giorni fa, a poche ore di distanza una dall'altra ho ricevuto due email da altrettanti, a me sconosciuti, escursionisti "settentrionali": 
Complimenti per l'eccezionale lavoro che ha fatto sul suo sito. Una completezza di informazioni formidabile! (escursionista esperto dei monti presso il Lago di Garda)
... mi sono “imbattuto” nel tuo sito. Sono rimasto stupefatto per la completezza, per la quantità e la qualità delle informazioni relative al territorio della Costiera. Con questa mia mail volevo solo esprimere la mia gratitudine per quello che hai “condiviso” in rete. (trekker di Gorizia)
Messaggi gratificanti, in particolar modo considerato che sono stati inviati da perfetti sconosciuti, oltretutto residenti in zone dove l'escursionismo è molto più diffuso che qui e che comunque pare non siano abituati ad avere liberamente accesso a tali e tante informazioni. 
Al contrario, dagli escursionisti, camminatori e semplici amanti della natura che frequentano i sentieri dei Lattari è spesso difficile perfino ricevere commenti, costruttivi o meno che siano, pur avendoli esplicitamente richiesti (vedi post pulizia sentieri, segnaletica e messa in sicurezza pubblicato venerdì scorso e rimasto assolutamente privo di commenti).
Esempio di un possibile, semplice, argomento di discussione: 
Come si può da Nocelle arrivare prima a San Lazzaro e poi ad Agerola???
Ciò che mi duole non è assolutamente la mancanza di lodi, ma il fatto che, pur ricevendo aggiornamenti sullo stato dei sentieri da qualcuno e un certo sostegno morale da altri (per lo più a viva voce in via privata), nel momento in cui chiedo collaborazione o anche solo di conoscere le loro opinioni in qualità di esperti o semplici frequentatori abituali dei sentieri dei Lattari, non ricevo quasi riscontro ... 
Pare che si riesca a richiamare interesse e ottenere attenzione solo quando fra le parole chiave c'è Sentiero degli DeiE invece, oltre che di questo e dei già citati problemi concernenti la segnaletica e pulizia sentieri, si potrebbe e dovrebbe parlare e discutere (senza mai alzare i toni) di tante altre situazioni più o meno scottanti, tutte molto interessanti: Faito, lo scempio ormai più che ventennale a Torre dello Ziro, RNO della Valle delle Ferriere, croci e lapidi (abusive) che spuntano dappertutto, solo per citarne alcune. 
A mio modesto parere, chi tace è come chi è assente ... ha sempre torto. Queste sono occasioni perse dagli escursionisti per far sentire la propria voce e molto civilmente esprimere le loro opinioni nella speranza di far valere le loro ragioni, prima che si costruiscano cattedrali nel deserto o che si facciano danni irreparabili.
Nonostante tutto, continuerò a pubblicare post in questo blog e ad aggiornare il mio sito www.giovis.com in quanto, come ebbi modo di scrivere in occasione delle note "vicissitudini" della pagina FB Camminate, ho la testa abbastanza dura e finché saprò che anche solo uno sparuto numero di persone trae giovamento e/o piacere nel leggermi continuerò imperterrito per il mio sentiero.
Nemo propheta in Patria

martedì 1 luglio 2014

Escursionismo: altre novità sul Sentiero degli Dei

Questa volta, per fortuna, di stampo diverso rispetto alle recenti apparizioni e sparizioni di chioschi/bar e frigoriferi.
Mi hanno appena informato che è stato pavimentato il bivio inferiore di Colle la Serra, vale a dire dove, provenendo da Bomerano, a sinistra iniziano le scale per S. Maria di Costantinopoli (Vettica di Praiano) e a destra la variante bassa del Sentiero degli Dei.
... hanno sostituito il cartello in legno con questa fontana in pietra con due mattonelle in terracotta indicanti Praiano Nocelle-Positano; un'altra cattedrale nel deserto. Inoltre hanno lasciato il tubo alzato da terra che se non presti attenzione ci inciampi dentro. Invece di fare le cose necessarie si pensa sempre a fare cose inutili.
  
Pur non essendo opere indispensabili, in merito all'ultima affermazione mi permetto di dissentire in quanto i segnavia in pietra dovrebbero durare più a lungo dei cartelli (sappiamo bene che fine fanno). Inoltre la fontanella potrà avere la sua utilità (pur essendocene già un'altra poco più a monte) a patto che l'acqua effettivamente sgorghi dal rubinetto e non diventi come quelle a Torre dello Ziro (Pontone, Scala) che sono a secco da anni!

lunedì 30 giugno 2014

Escursionismo e Natura: la Sciuscella (Ceratonia siliqua)

La Sciuscella (in napoletano), alias Carruboalias Ceratonia siliqua L., è un tipico albero mediterraneo utilizzato da secoli in mille diversi modi. Oltre alla scheda di Meditflora: http://www.meditflora.com/flora/ceratonia_siliqua.htm suggerisco di leggere anche questo breve articolo http://www.meditflora.com/natura&cultura/
  
   
La sua caratteristica fitta chioma di foglie lucide e coriacee non lascia filtrare che pochissimi raggi solari. I suoi rami, abbastanza bassi, spesso creano vaste zone d’ombra nelle quali la temperatura si mantiene di parecchi gradi più bassa dell’area circostante. Per questo motivo, nelle regioni calde, è molto apprezzato e gode fama di creare l’ombra più fresca in assoluto. 
Ho avuto modo di constatare personalmente che è assolutamente vero!

domenica 29 giugno 2014

Escursionismo: Tese di Pimonte, Palmentiello, Colle Garofalo - Capo Muro

Ho redatto una nuova cartina che rappresenta l’area di "svincolo" a est del Sant'Angelo a Tre Pizzi, comprendente tre sentieri importanti eppure molto poco frequentati, tranne forse Palmentiello per far parte dell'Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300). 
Il loro grandissimo valore "logistico" per la creazione di lunghi itinerari evitando inutili andirivieni mi ha spinto a realizzare questa mappa che ovviamente include anche altri noti sentieri quali Conocchia, Forestale-Capo Muro, Molare, Monte Catiello, ecc.
Tese di Pimonte (CAI 334), da Pimonte al Faito
Antica mulattiera di circa 4,5km con quasi 800m di dislivello, un tempo utilizzata anche per il trasporto del ghiaccio delle neviere. Origina dalla traversa del parcheggio del ristorante San Michele (436m, fermata linea SITA Castellammare-Agerola) e conduce a Porta di Faito (1204m, innesto sul sentiero fra la funivia e il Santuario, CAI 350). Dopo un inizio relativamente ripido al margine di campi coltivati, si attraversa un antico ponticello e si inizia la lunga serie di oltre 30 tornanti, per lo più fra castagneti, con comoda pendenza pressoché costante. Eccellenti panorami nella parte alta.
Palmentiello, tratto dell'Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) fra Colle Garofalo e Faito
Fondamentale e quasi unico accesso al Faito e S. Angelo a Tre Pizzi da est. È lungo circa 2,4 km e i due estremi sono rispettivamente a quota 1026m (incrocio a ovest di Colle Garofalo) e 1185m (innesto sul sentiero fra la il Santuario e il Molare, CAI 350).
CAI 329a (ex 02), collegamento bivio di Colle Garofalo (1026m) e Capo Muro (1079m)
Apparentemente semplice, questo percorso che collega il crinale dei Lattari con i tanti sentieri che del versante meridionale del S. Angelo a Tre Pizzi è storicamente problematico in quanto attraversa boschi cedui, con fondo spesso coperto di ramaglie e pomici. Un sentiero vero e proprio non esiste e nel corso degli anni sono stati segnati diversi percorsi, contribuendo a creare confusione. Una volta si passava in alto (oltre i 1100m), la vecchia carta CAI riportava un itinerario che scendeva fino a 825m, ma pare che adesso si sia optato per un itinerario "ufficiale" intermedio con due possibilità nella parte nord.
Al momento il più frequentato, quasi ufficiale, è quello segnato in rosso in carta. La variante che conduce alla sella a ovest di Crocella è in nero. In entrambi i casi da Capo Muro alla sella ovest di Colle Garofalo si percorrono poco meno di 2,5km. Fino alla settimana scorsa, ultima volta che l'ho percorso, nel tratto intermedio c'erano ancora numerosi segnali sbiaditi, ma nella discesa su pomice e fra le felci il tracciato non era sempre immediatamente individuabile.
Mi riprometto di effettuare ulteriori sopralluoghi ed eventualmente di aggiornare questa carta.
Mi dispiace sottolineare (ma è importante mettere in guardia chi va in giro con le cartine) che nell’area Crocella, Colle Garofalo e Palmentiello ci sono grosse incongruenze fra quanto rappresentato dalla carta del CAI e l’attuale situazione reale. 
Mi riservo di trattarle in modo analitico in un prossimo post.

venerdì 27 giugno 2014

Escursionismo: pulizia sentieri, segnaletica e messa in sicurezza

Risolta, spero definitivamente, la situazione bar/chiosco sul Sentiero degli Dei prendo spunto da alcuni commenti nei quali, pur restando nell'ambito escursionistico, qualcuno è andato un po’ fuori argomento tirando in ballo e invocando pulizia dei sentieri, segnaletica e la fatidica “messa in sicurezza”.
In alcuni post precedenti ho già affrontato alcuni aspetti di questi argomenti, in particolare in merito alla segnaletica, e comunque sia vi dico come la penso.
PULIZIA: premesso che chiaramente non parlo di rifiuti, dovrebbe essere limitata alla potatura e sfalciatura leggera e mirata. L’obiettivo dovrebbe essere semplicemente e unicamente quello di mettere gli escursionisti in condizione di poter vedere dove mettono i piedi. 
Basta anche solo mezzo metro di larghezza, mentre è assolutamente inutile e dannoso pulire con il decespugliatore allargandosi di due metri per lato. 
La maggior parte di quelli che vanno in escursione lo fanno per stare in ambiente naturale, vogliono camminare fra erba, fiori e cespugli, non in un “deserto”. Quante volte abbiamo visto inopportuni e devastanti tagli di erba e fiori (incluse Orchidee, specie protette) che si sono estesi lungo le ripe dove nessuno andrà mai. Con meno soldi e uomini si sarebbero potute sistemare tante piccole cose ben più necessarie.
SEGNALETICA: tabelle ben fatte e complete dovrebbero essere sistemate esclusivamente a inizio sentiero, quindi in ambito semi-urbano (di solito sta nel parcheggio). 
Le frecce segnaletiche con destinazioni e distanze (ed eventualmente tempi) dovrebbero essere il minimo indispensabile e posizionate in prossimità di incroci principali. Si dovrebbe solo rafforzare la segnaletica bianco/rossa, in particolare vicino alle biforcazioni e intersezioni, ma dovrebbe essere prevista solo per i sentieri principali. Non si può pensare di segnare tutti i sentieri, tracce e varianti.
MESSA IN SICUREZZA: altro tasto dolentissimo. Con questa dizione si sono giustificati interventi costosissimi, inutili e malfatti. Solo in rari casi gli escursionisti ne hanno tratto un effettivo vantaggio.
Per esempio, tanto per parlare di un percorso conosciuto dalla maggior parte degli escursionisti, la quasi totalità dei passamano lungo il Sentiero degli Dei è assolutamente inutile. Partendo da Nocelle, c’è passamano fin oltre la calcara e fino alla base della prima rampa di scale. Eppure non ci sono strapiombi, talvolta non c’è neanche un metro di dislivello a valle e nel primo tratto si appoggia ad una precedente recinzione! Al termine della suddetta rampa di scale, subito dopo i pochi scalini in cemento con ringhiera metallica, esisteva un panoramico e sicuro belvedere … è stato chiuso e reso inaccessibile dai passamano.
Andando più avanti si troveranno tanti tratti con strapiombi e più stretti di quelli appena citati, ma lasciati senza passamano (per esempio in zona Cannati). A mio parere, l’unico intervento giustificato è quello al limite est del Vallone Nocelle dove, oltre a posizionare una ringhiera, il sentiero è stato opportunamente allargato a monte. Fino ad una dozzina di anni fa quel passaggio, relativamente stretto e senza protezione, pur non essendo assolutamente pericoloso creava non pochi problemi a chi soffriva di vertigini.
 

Io sono dell’opinione che Chi se mette pe’ mare, adda sape’ primma nata’, (Chi va per mare, deve prima saper nuotare) detto napoletano, nonché quinto comandamento del Decalogo dei Free Ramblers. Vale a dire che chi vuole praticare l’escursionismo andando in montagna e non solo sui sentieri larghi, comodi, ben battuti e senza grandi salite, deve essere preparato, attrezzato e disposto a tornare a casa con qualche occasionale graffio oltre che impolverato o infangato. Non è assolutamente ipotizzabile pensare di diserbare, spazzare, allargare, spianare e delimitare con passamano tutta la rete sentieristica. In questo malaugurato caso, per fortuna irrealizzabile, la maggior parte dei veri escursionisti (pur non avendo niente a che vedere con i cosiddetti Rambo) perderebbero quasi ogni interesse nell'andare in giro.
Non voglio assolutamente apparire “razzista” o “elitario”, ma sono fermamente convinto che debba rimanere la distinzione fra escursione in montagna e passeggiata nel parco cittadino (dove si possono trovare panchine, fontane, bar, percorsi larghi e livellati, ecc.). 

giovedì 26 giugno 2014

Frigo sul Sentiero degli Dei - 3^, speriamo ultima, puntata

Ho appena ricevuto comunicazione e relativa foto (ripeto, meraviglia di Internet quando utilizzato in modo utile e opportuno) della sparizione del frigorifero.
Evidentemente il novello barista si è reso conto di aver un po' esagerato. 
Personalmente apprezzo il fatto che abbia "ritirato" l'ingombrante e assolutamente inopportuno frigorifero e gli auguro di iniziare una proficua attività simile in luogo più appropriato.
Al contempo ringrazio quanti condividendo, rilanciando, commentando e inoltrando la notizia hanno contribuito a farla diventare di pubblico dominio e quindi giungere ad una serena e pacifica risoluzione del problema.
Infine invito i colleghi camminatori che nel corso delle loro escursioni si imbatteranno non solo in contesti simili, ma anche e soprattutto in situazioni di possibile pericolo per altri escursionisti a segnalarlo attraverso i loro canali, quindi siti e newsletter delle loro associazioni, pagine FB personali, email e via discorrendo. In mancanza dei suddetti mezzi di comunicazione, potrete anche inviare comunicazione a me ed io, come in questo caso del frigo, provvederò a diffondere la notizia per quanto possibile.
Attenzione! Ho parlato di pericoli e cose "serie", non di un po' di rovi o cardi o altro che è assolutamente normale in sentieri di montagna quasi totalmente privi di manutenzione. Queste ultime comunicazioni sarebbero illimitate!

mercoledì 25 giugno 2014

Meraviglie di Internet: frigorifero sul Sentiero degli Dei quasi in diretta

Pochissimi minuti fa, verso le 11.45, ho ricevuto queste tre foto del (ora si vede meglio) frigorifero "parcheggiato" sul Sentiero degli Dei
Visto il tempo non ottimale, pare che oggi abbiano deciso di non aprire.
 
 

martedì 24 giugno 2014

Escursionismo: grande novità sul sentiero degli Dei

Di recente è comparso un "ambulante" che vende, così mi è stato riferito, bibite e granite lungo il Sentiero degli Dei. Ambulante in quanto pare che nei giorni scorsi si sia piazzato in diversi punti: nei pressi del bivio di San Domenico, al bivio di Cisternuolo (bivio ovest sentiero alto/basso) a Cannati, ecc.. Non espone alcun nome e al Comune di Agerola (i suddetti punti dovrebbero essere in territorio agerolino) nessuno ne sa niente.
Ci sarebbe da complimentarsi per l'idea, ma in merito ai luoghi e modi di realizzarla sorgono varie perplessità. Infatti già ho sentito di taluni che vorrebbero aprire un simile posto di ristoro in qualche altro punto del Sentiero e qualcun altro ha detto (spero scherzosamente) che ha in mente di mettere su un banchetto di prodotti tipici locali.
Se il Sentiero degli Dei è diventato famoso e qualche classifica l’annovera fra i dieci sentieri più belli del mondo (per me sono tutte senza senso, chi sono i giudici e che esperienze hanno?) è anche perché da Grotta Biscotto a Nocelle c’è poco o niente di “civilizzato” se non le poche case a Colle la Serra, quasi sempre disabitate. Nel corso delle mie peregrinazioni fra montagne, parchi e aree protette di tutto il mondo devo dire che non ho mai visto una cosa del genere se non in zone balneari, dove sarebbe molto più adatta.
Certo qualcuno potrebbe essere contento di trovare refrigerio a metà percorso, ma vorrei sottolineare che non ce n’è “necessità” in quanto il vero sentiero è lungo solo poco più di 4,5 km. Inoltre, pur non volendo considerare tutti i bar e negozi esistenti a Bomerano, nei pressi di Grotta Biscotto (inizio sterrato) dovrebbe aprire da un momento all'altro un punto di ristoro (almeno così sembra) e a Nocelle ci sono ormai numerosi posti dove poter mangiare o semplicemente bere.
Veramente qualcuno pensa che sia indispensabile un posto tappa intermedio per evitare che qualcuno muoia di sete o disidratato? Che io sappia, fino ad oggi non si è verificato nessun caso del genere e penso che mai se ne verificherà uno.
Non sarebbe forse meglio lasciare il Sentiero degli Dei così com'è e farlo rimanere fra i 10 sentieri più spettacolari del mondo limitando al minimo indispensabile l’antropizzazione, incluse quindi le attività commerciali?
Per quanto possano essere attenti e ligi i gestori di eventuali posti di ristoro, penso che comunque aumenti il rischio che utenti poco civili, dopo aver speso e consumato, abbandonino lattine, bottigliette e bicchieri di plastica lungo il Sentiero o facciano disinvoltamente volare il tutto giù verso Praiano.
Nella speranza di aver dato lo spunto per un confronto civile, e non fondamentalista e integralista URLATO (come accaduto pochi giorni fa), invito tutti coloro che vorranno esprimere le loro idee in merito o commentare quanto da me scritto a farlo sulla pagina FB Camminate (appena sarà pubblicato il link, a breve).      https://www.facebook.com/camminatecamminate

lunedì 23 giugno 2014

Escursionismo: sentiero Palmentiello (video e breve descrizione)

Ieri ha approfittato del giro di ricognizione attorno al Sant’Angelo a Tre Pizzi (vedi foto www.giovis.com/2014/622.htm) per effettuare qualche ripresa di un tratto dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) poco frequentato, almeno da me. Sto parlando del segmento che congiunge il crinale a nord di Agerola con il Faito e identificato con il toponimo Palmentiello anche se questo, in effetti, si riferisce alla valle sottostante. 
Noi l’abbiamo percorso in direzione est, vale a dire dal sentiero San Michele - Acqua Santa alla sella a ovest di Colle Garofalo.
Sviluppandosi ai piedi delle alte falesie del versante settentrionale del Sant’Angelo a Tre Pizzi il percorso è quasi sempre all'ombra e in autunno-inverno per vari mesi non vede mai sole. Di conseguenza è boscoso e per lunghi tratti si cammina in una fitta vegetazione che talvolta invade anche il sentiero.
Vari anni furono installati numerosi passamano che però, non essendo stati oggetto di alcuna successiva manutenzione, oggi non sono estremamente affidabili. Ci sono un paio di ripidi passaggi su roccia (abbastanza scalonata, ma senza passamano) che in caso di umido, pioggia o, peggio, ghiaccio devono essere affrontati con la massima cautela.
Nel breve video che ho montato (visibile come al solito sia su YouTube che su Vimeo) ho cercato di illustrare il sentiero del Palmentiello evidenziando i panorami, un paio di discese su roccia, i tranquilli tratti con passamano ed alcuni più esposti senza alcuna protezione.
In questo ambiente particolare, pur non essendoci l’abbondanza di colori e di specie della macchia che ricopre i versanti meridionali, si possono trovare piante molto interessanti e poco frequenti in altre parti dei Lattari.
Ho in programma anche la produzione della cartina del sentiero, ma attendo di capire quale sia il percorso “ufficiale” (che rientrerebbe nella stessa mappa). Al momento ne ho rilevati due, ma corre voce che sia stato rimesso a posto e segnato un terzo, vale a dire quello che si percorreva abitualmente una decina di anni fa. 
Devo andare a controllare … 

domenica 22 giugno 2014

Scienza, tradizioni, leggende e superstizioni: la notte di San Giovanni

Questi che stiamo vivendo adesso sono giorni particolarissimi per una miriade di motivi che vanno dalla religione all'astronomia, dalla mitologia alle tradizioni e alle superstizioni. Fra il 21 e il 24 giugno succede (o dovrebbe succedere) di tutto e di più.
Cominciamo con le cose serie e inconfutabili: il solstizio d'estate. Ieri 21 giugno, esattamente alle 12 e 51, il sole ha raggiunto il punto di declinazione massima, il che significa che nell'emisfero boreale (il nostro) abbiamo vissuto il giorno più lungo (inteso come ore di luce) e, ovviamente, la notte più corta.
Chi come me si è goduto il tramonto dalla penisola sorrentina ha visto il sole scomparire dietro la parte più settentrionale dell’isola di Procida, esattamente presso la Terra Murata.
Da domani il punto di tramonto si sposterà verso sud, quindi verso sinistra, e continuerà a farlo per i prossimi sei mesi fin quando, dopo aver quasi raggiunto Capri in occasione del solstizio d’inverno, invertirà di nuovo il suo corso e i giorni cominceranno ad allungarsi di nuovo. 
Per chi ama i dati precisi posso dirvi che ieri l’azimut del tramonto (da Massa Lubrense) era 302.44° e a dicembre raggiungerà il minimo di 239.23°. Se riportate questi dati su una rosa dei venti capirete di cosa stiamo parlando e di quanto si sposti il punto in cui cala il sole. Ricordate che tramonta precisamente a ovest (270°) solo due volte l’anno, in occasione degli equinozi. Per il resto dell’anno tramonta più a sud (autunno e inverno) o più a nord (primavera ed estate).
Ma passiamo dagli aridi e freddi, seppur interessanti, dati scientifici a qualcosa di più appassionante. Come è facile immaginare, già da parecchi secoli era noto il movimento ciclico (apparente) del sole, ma le date tradizionalmente associate agli equinozi erano la notte di San Giovanni, 24 giugno, e quella di Santa Lucia, 13 dicembre, per quello invernale.
Pare proprio che per essere una data fondamentale fu attribuita ad un santo importante come San Giovanni Battista. E per questo la notte di San Giovanni è diventata una notte “magica” nella quale si traggono auspici (per il raccolto, matrimonio, ecc.) ed è legata a tante altre attività.
Per esempio si deve raccogliere l’iperico (Hypericum perforatum, anche detto erba di San Giovanni - vedi foto) per fare l’olio di iperico, legato all'ordine dei Templari, potente cicatrizzante, antisettico e stimolante per la rigenerazione delle cellule. Per quando riguarda la superstizione si metteva invece una pianta di iperico sul davanzale per scongiurare l’apparizione dei diavoli e streghe che andavano in giro quella notte.
Infatti il 24 giugno era anche la notte delle janare e delle streghe che si ritrovavano per il loro Sabba presso il famoso noce di Benevento, e durante la stessa notte, chi vuole produrre il suo nocillo (o nocino, liquore di noci) deve cogliere le noci con il mallo ancora morbido.
Si potrebbe continuare all'infinito elencando miti e superstizioni legate alla notte di San Giovanni, ma chiudo questo post con la un’altra leggenda, quella del Trave di Fuoco. Questo verrebbe cavalcato (ci sono varie versioni) dalle stesse janare o da Erodiade e sua figlia Salomè che mandarono a morte per decapitazione il santo (San Giovanni decollato). Ma la cosa importante è che ‘o trave ‘e fuoco viene poi lasciato cadere in mare e solo a partire da quel momento l’acqua diventa abbastanza calda da poter cominciare a fare i bagni. Anni fa erano veramente in tanti ad aspettare il 24 giugno prima di tuffarsi.

sabato 21 giugno 2014

Escursionismo e Natura: i Rovi (Rubus ulmifolius e Rubus glandulosus)

Continuo nell'impegnativa opera divulgativa della segnalazione delle piante mediterranee ed in particolare quelle che si possono osservare sui Monti Lattari e lungo le sue pendici. 
Oggi è la volta dei tanto odiati, ma anche tanto amati Rovi (restine, ruste e pugni sono vari nomi dialettali locali).
Capita spesso di graffiarsi, di rimanervi impigliati, di trovare un passaggio bloccato da un intrico spinoso impassabile, ma poi a fine estate siamo ben contenti della loro esistenza quando ci facciamo delle belle scorpacciate di more.
Anche se comunemente non si fa alcuna distinzione ed entrambe producano i saporiti frutti, sappiate che potrete osservare due specie distinte di rovi:
Vi invito a leggere le interessanti schede botaniche su www.meditflora.com, e ai più pigri, ma almeno un po’ curiosi, facilito il compito dicendo che in linea di massima Rubus ulmifolius ha fiori rosacei e foglie in gruppi di 5
  
mentre il Rubus glandulosus ha fiori biancastri e foglie in gruppi di 3.
  
Nel corso delle prossime passeggiate estive (ci siamo) cominciate a memorizzare i vari cespugli di rovi più “promettenti” in modo da poter ritornare sul luogo a colpo sicuro a settembre per raccogliere, ma più che altro mangiare sul posto, tante ottime more.

venerdì 20 giugno 2014

Escursionismo: ancora capolini e un suggerimento

Ieri ho ricevuto un gradito messaggio (con foto allegata) da Gaspare il quale, riferendosi al post di un paio di giorni fa Natura: spesso l'apparenza inganna ha scritto:
A proposito di capolini (dunque in merito al post su D. e.) vi ricordo che anche l'Incensaria (Pulicaria sp.) non scherza: questa foto è stata da me realizzata appena ieri lungo il sentiero alto di Crapolla, nei pressi di loc. La Guardia, impreziosita - secondo me - da una Zygaena filipendulae.
  
Osservando la foto di destra potrete notare l'incredibile numero di fiori, nonché le loro ridottissime dimensioni (la zampe della Zygaena sono un buon riferimento visivo).
Non volendo considerare quanti sono passati di lì senza notare né il lepidottero né il fiore (probabilmente anche perché non interessati) mi sento di fornire un suggerimento ai camminatori più curiosi e attenti. Anche se non siete degli esperti e non avete alcun congegno per scattare foto macro (cellulare, I-phone o fotocamera che sia) prendete la buona abitudine di portare con voi una lente d'ingrandimento. Non è necessario comprarne una professionale, anche quelle di plastica vendute sulle bancarelle possono servire. 
Chiaramente non vi illudete minimamente di poter studiare le caratteristiche dei Lepidotteri (farfalle e falene, come la Zygaena) o delle lucertole in quanto in continuo movimento, ma certamente utilizzando la lente per l'osservazione dei fiori potrete scoprire un'infinità di particolari belli e inaspettati. 
Pochi euro e poco peso in tasca arricchiranno di molto le vostre escursioni rendendo interessanti anche quelle più semplici e ben conosciute.
Camminate anche per vedere sempre qualcosa di nuovo, o no?