domenica 5 giugno 2016

Al peggio non c’è mai fine ... rimosso il traliccio, compare altro!

Lungo il sentiero per Jeranto, dove una volta c’era uno dei tralicci della vecchia linea elettrica dismessa negli anni ’50, finalmente rimossi appena pochi mesi fa, da pochi giorni è apparsa un’altra bruttura: un palo alto circa 5 metri in cima al quale sono state montate alcune apparecchiature di sorveglianza, un pannello solare e un “armadio/centralina” simile a quelli ENEL o di telefonia che si vedono lungo le strade.
   
Fin qui niente di eccessivamente strano visto che sappiamo come vanno queste cose, ma la cosa più incredibile è che il committente è nientemeno che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Fatta una breve ricerca in rete, ho visto che in tanti stanno evidenziando questo scempio e di conseguenza stanno protestando, con toni più o meno opportuni. Leggendo questa “determinazione conclusiva” (link fornito da Sergio Galano su FBprotocollata in data 12/11/2014 potrete saperne di più. 

Di queste centraline che dovevano essere sistemate in vari punti strategici della costa ne avevo avuto notizia un paio di settimane fa, ma non sapevo dove sarebbero state posizionate. Preso atto di questa idea a dir poco infelice, spero che per le altre siano scelti luoghi più adatti o, quanto meno, sia almeno mimetizzate per quanto possibile.
Da quanto si apprende dai documenti del Ministero, questo costoso progetto è finalizzato alla monitoraggio e quindi salvaguardia delle acque dell’Area Marina Protetta Punta Campanella. Ammesso e non concesso che sia un buon progetto, e anche volendo ipotizzarne  una reale efficacia con un giusto rapporto costi/benefici (chi controllerà i dati e chi intraprenderà affettive azioni conto i trasgressori?), sarebbe stato tanto difficile o dispendioso posizionare il tutto in altro luogo o almeno in modo diverso?
  • Perché a ridosso di un noto e frequentatissimo sentiero escursionistico?
  • Perché l’armadio è tutto fuori terra e a vista invece di essere addossato al pendio o mascherato da cespugli?
  • Perché ingombrare un luogo aperto ed estremamente panoramico con cavi e pannello solare (oltre all'armadio)?
   
E infine:
  • perché quei “galantuomini” della ditta installatrice (ricordate ... appaltata dal Ministero dell’Ambiente) hanno lasciato spezzoni di fili elettrici, fascette di plastica e nastro isolante in loco invece di portare il tutto a riciclo? Mi sono perso qualche circolare del Ministero dell’Ambiente che sancisce che la plastica è diventata biodegradabile e quindi può essere abbandonata nella natura? 
Spero che al più presto Comune, AMP e Sovrintendenza prendano almeno le distanze dal modo nel quale sono stati effettuati i lavori (nei quali avevano limitata voce in capitolo) e si adoperino per far spostare o almeno mascherare l’armadio.