Per voler risparmiare, fu turlupinato da Sardella
Aneddoto o leggenda metropolitana (marinara), pura
fantasia o storia vera che sia, ecco il breve resoconto di un (mezzo) viaggio
via mare fra Sorrento e Massa. Su questa mappa di epoca borbonica (inizio '800) ho evidenziato in rosso il viaggio richiesto e in blu quello ottenuto.
Come si può vedere, la marina di Puolo (demanio di Massa Lubrense, ma all’estremità orientale pertinenza di Sorrento) si trova quasi esattamente a metà strada fra la Marina Grande di Sorrento e la Marina della Lobra (Massa L.) e relativamente a quell'approdo si narra(va) un aneddoto che qui vorrei rinverdire. Protagonista principale fu un pescatore sorrentino soprannominato Sardella il quale, per arrotondare le sue misere entrate, non disdegnava di fungere da Caronte per i viaggiatori che, una volta giunti a Sorrento (un tempo vi si arrivava quasi esclusivamente via mare) avessero voluto proseguire alla volta di Massa in barca, senza dover affrontare a piedi la sconnessa mulattiera o essere trasportati a dorso d’asino o di mulo, o in carrozza, mezzo di trasporto più caro.
L'altro protagonista, suo malgrado ma per sua colpa (l'avarizia), fu un viaggiatore che un giorno non meglio precisato della seconda metà dell’800 sbarcò a Marina Grande. Volendo evitare il percorso terrestre, cominciò a cercare un passaggio via mare e si imbatté in Sardella che per tale servizio gli chiese una lira, somma che lui non era assolutamente disposto ad accettare di pagare, considerandola esagerata.
Però, essendosi in precedenza reso conto che il viaggiatore non conosceva per niente quei luoghi, appena doppiato il Capo di Sorrento si diresse verso la spiaggia di Puolo proferendo la fatidica frase “Chesta è Massa ...” (Questa e Massa ...) facendogli credere che si trattasse della Marina della Lobra (approdo principale di Massa). Aiutò quindi il passeggero a sbarcare con i suoi bagagli e se ne tornò tranquillamente alla Marina Grande. Metà tariffa, metà viaggio!
Di qui nasce la tradizione, che ormai solo pochi mantengono viva, di ripetere ad ogni passaggio nelle acque antistanti la Marina di Puolo:
"Chesta è Massa", dicette Sardella
Come mia abitudine, quando se ne presenta l'occasione, mi
piace aggiungere curiosità etimologiche e questa relativa al verbo che ho voluto utilizzare nel catenaccio del post mi sembra particolarmente meritevole, data la sua singolarità, penso sconosciuta ai più.
- Turlupinare
* v. tr. (dal
fr. turlupiner) prob. connesso con il nome della setta dei turlupins
che passò a indicare «chi scherza sulle cose di religione, o che ama
fare beffe di cattivo gusto» – Raggirare, ingannare beffando la buona
fede o l’ingenuità altrui
- Turlupini
* s. m. pl. (dal
fr. turlupins) – nome degli appartenenti a una setta ereticale
medievale che nella seconda metà del 14° secolo si diffuse specialmente nella
Savoia, nel Delfinato e nei dintorni di Parigi; furono condannati nel
1372.
(da treccani.it)






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