martedì 13 maggio 2014

Escursionismo e Natura: Orchidee meno comuni … aguzzate la vista

Siamo nel miglior periodo per goderci la fioritura delle Orchidee spontanee.
Oltre alle quasi onnipresenti Orchis italica, Orchis papilionacea e Serapias lingua, vi invito a cercare di individuare le piccole e poco appariscenti, eppure spettacolari, Ophrys spp.
la poco diffusa Cephalanthera longifolia, della quale esiste anche la specie di colore rosa.
Nel caso vogliate collaborare al censimento delle Orchidee spontanee dei Monti Lattari potete inviarmi (giovis@giovis.com) le foto indicando anche luogo e data dello scatto. 
Anche se le immagini non sono di qualità eccelsa, saranno comunque molto gradite per confermare l’identificazione.

lunedì 12 maggio 2014

Escursionismo e Natura: la Reseda bianca o Erba ruchetta (Reseda alba L.)

Anche questa pianta, dall'aspetto inconfondibile e abbastanza appariscente, è attualmente in fiore ed è abbastanza frequente in Penisola Sorrentina, in particolare lungo il Sentiero delle Sirenuse. E' una pianta officinale e in rete ho trovato questa curiosa notizia:
Nel mondo antico l'uso delle erbe era quasi sempre associato a riti magici e propiziatori, Plinio ci dice che la Reseda cura le infiammazioni, ma perché la cura abbia effetto il malato deve sputare tre volte dicendo ogni volta: “Reseda, allevia (in latino reseda) questi mali. Tu sai, tu sai quale uccello ha strappato queste radici. Fa che non abbiano né testa né piedi.
 

 
 

Ed ecco il link alla scheda Meditflora: www.meditflora.com/flora/reseda_alba.htm 

domenica 11 maggio 2014

Escursionismo: Monte Catiello (Monti Lattari)

Sono andato in cima a Monte Catiello, il più orientale dei Tre Pizzi di Monte Sant’Angelo, salendo da Capo Muro. Bellissima escursione nonostante le nuvole (per fortuna sotto i 1.000m - vedi foto), ci tornerò in una giornata di migliore visibilità. 
Il percorso (non si tratta di un sentiero) è stato segnato di recente con segnavia bianco/rossi un po’ più sottili degli standard CAI, al momento ben visibili. Sono abbastanza frequenti, ma a causa della vegetazione e della mancanza di tracce evidenti di passaggio (spesso si cammina su roccia e pietre) in alcuni punti potreste non vedere il segno successivo. 
Sappiate che bisogna mantenersi sempre vicini al crinale e che comunque si passa quasi sempre dappertutto, quindi non è un gran problema se saltaste qualche segnavia. 
L’unico passaggio da segnalare è quello per superare il grosso spuntone roccioso poco a monte di Capo Muro (foto in basso). In salita va superato a sinistra, quindi lato ovest, almeno lì sono i segni ed è abbastanza comodo; non si passa fra le rocce dove c’è l’alberello.
Avendo letto una discussione in merito all'altezza del Monte Catiello, mi permetto di precisare che a quanto risulta dalla cartografia in mio possesso, la cima ha una quota di 1.393,5m. L’altra quota talvolta riportata (1.326m) si riferisce allo spuntone della frana del 2002.
Allego stralcio della carta che dovrebbe essere precisa in quanto più moderna della tavoletta IGM e in scala 5 volte maggiore (1:5.000). Ho evidenziato le quote più interessanti:
1.393,5m - cima di Monte Catiello 
1.334,5m - sella fra Monte Catiello e Monte di Mezzo (Canino) 
1.327,5m - sella poco pronunciata, alla radice dello spuntone della frana 
1.331,5m - cima dell spuntone della frana del gennaio 2002   
A breve pubblicherò anche un breve video dell’escursione, al momento in fase di montaggio.

sabato 10 maggio 2014

Escursionismo e Natura: la Bocca di leone (Antirrhinum majus L.)

Un'altra pianta ben vistosa e comune in Penisola Sorrentina è la Bocca di Leone (Antirrhinum majus L.). I fiori rosacei spiccano lungo muri e rupi quasi dovunque. 
Deve il suo nome comune alla particolarità dei suoi fiori parzialmente tubolari, con due labelli. Premendoli ai lati (senza cogliere il fiore!!!) i labelli si aprono; ripetendo l'operazione ritmicamente ricordano una bocca che si apre e si chiude, di un leone nella versione italiana o di un drago nella versione inglese (Snapdragon). 
 
 
Ed ecco il link alla scheda Meditflora: www.meditflora.com/flora/antirrhinum_majus.htm

giovedì 8 maggio 2014

Escursionismo e Natura: la Ginestra odorosa (Spartium junceum L.)

Si cominciano a vedere abbastanza ginestre fiorite, della specie più profumata (non a caso il nome comune è ginestra odorosa), quelle con il colore giallo più vivo. Lo Spartium junceum L. si riconosce facilmente dalle tante altre ginestre, non solo per il colore e l'odore, ma anche per avere foglie di dimensioni ridottissime lungo gli steli lisci, resistenti e tondeggianti. 
Per questa sua ben nota resistenza gli steli vengono utilizzati come legacci in agricoltura e gli escursionisti "navigati" sanno bene che nel corso di una escursione, se hanno bisogno di aggrapparsi a qualcosa, la ginestra odorosa è la pianta da afferrare per essere sicuri di non tagliarsi, non pungersi e non cadere stringendo un ramoscello spezzato in mano.
Fino a giugno saranno i cespugli che più spiccano nel resto della vegetazione quando a contribuire alla sparizione dei fiori ci sarà anche la raccolta dei petali fatta dai fedeli che in occasione delle processioni preparano le infiorate.
Ed ecco il link alla scheda Meditflora: www.meditflora.com/flora/spartium_junceum.htm 

mercoledì 7 maggio 2014

Altri Mondi e Cucina: Menudo de choco (preparazione)

Preparazione del Menudo de choco (gli ingredienti sono nel post precedente)
Mettere i ceci in ammollo dalla sera prima, o almeno 12 ore. 
Portare a bollore un litro e mezzo di acqua e quindi aggiungere i ceci. 
Pelare la cipolla e conficcarvi i chiodi di garofano in modo da poterli facilmente levare successivamente. 
Pulire il peperone e il pomodoro (questo bucatelo in modo che non galleggi). 
Aggiungere la cipolla, il pomodoro, il peperone, la foglia di lauro e il pimiento choricero
Tagliare la pancetta a pezzetti e dorarla in padella senza olio ma con il peperoncino e poi aggiungerla nella pentola, ma senza il grasso.
Tagliare le seppie a pezzetti e saltarli in padella nel grasso della pancetta per un paio di minuti. 
Quindi aggiungere al resto e far cuocere per 1h30min.
Passato il tempo di cottura, mettere nel mortaio (in mancanza di questo usare un frullatore) pomodoro, peperone, pimiento choricero e la cipolla dalla quale avrete estratto i chiodi di garofano.
Con poco olio soffriggere in padella l’aglio e le fette di pane e poi aggiungerle alle verdure nel mortaio.
Aggiungere la morcilla se ve la siete procurata e se vi piace, è facoltativa.
Macinare e mischiare bene le spezie (cumino, coriandolo, peperoncino, paprika dolce) e amalgamarle alle verdure utilizzando un poco di sugo di cottura.
Aggiungere il tutto ai ceci e mescolare avendo cura di non rompere i ceci. 
Se necessario aggiungere il sale (finora non ne è stato utilizzato).
Spellare il chorizo, tagliarlo a pezzetti e saltarlo in padella. 
Aggiungerlo nella pentola - senza il grasso che ha rilasciato - contemporaneamente alla menta. 
Far cuocere una decina di minuti e togliere dal fuoco. 
NOTE VARIE:
si consiglia di mangiare il menudo de chocos dopo averlo lasciato riposare varie ore, anche il giorno dopo;
in mancanza delle seppie si possono utilizzare calamari o totani, ma il sapore è chiaramente diverso;
* usando i ceci secchi il rischio di romperli è minore;
in alcune ricette il chorizo viene cotto intero nella pentola e successivamente tagliato a pezzetti;
se vi trovate in provincia di Cadiz troverete le spezie per menudo già pronte in un qualunque mercato;
qualcuno aggiunge un po’ di manteca colorà (letteralmente "strutto rossiccio" e non “colorato”), che ha una certa analogia con la ‘nduja calabrese la quale potrebbe quindi essere usata come sostituto.

Altri Mondi e Cucina: il Menudo de choco

Per questa ricetta penso sia necessario un post introduttivo per chiarire in anticipo molti possibili equivoci.Chi conosce cucina e/o lingua spagnola sa che il menudo è sia uno stufato che - in particolare in Messico - uno dei tanti nomi della trippa (anche pancita, callos, tripa, mondongo, guatita).
Il menudo originale (inteso come ricetta) è un piatto puramente gaditano (da Gades, nome latino di in latino Cadice, Cadiz in spagnolo, Cái in dialetto andaluso) ed equivale a “trippa e ceci”.Il choco è invece la seppia (anche sepia o jibias) e quindi in alcuni luoghi si potranno trovare altre combinazioni di questi nomi per indicare questo guiso (stufato). Io l’ho provato come garbanzos con jibia.
Nelle varie ricette consultate ci sono alcuni ingredienti difficilmente reperibili al di fuori della Spagna e talvolta dell’Andalusia stessa. Diffidate delle traduzioni semplicistiche e cercate di capire di che si tratta veramente. Per esempio in questa ricetta (almeno nella versione che ho gustato) ci sono anche chorizo e morcilla. Son due tipi di insaccati classici della penisola iberica. Il primo potrebbe essere tradotto come salsiccia secca (termine molto vago anche in italiano) e se ne trovano di tutti i tipi, di tutti i livelli di stagionatura, speziati in modo molto diverso. La morcilla si distingue per essere a base di sangue di maiale, anche in questo caso esistono infinite varianti in tutta Europa, qualcuno propone una folle traduzione italiana quale “sanguinaccio insaccato”. Per fortuna di molti la morcilla è un ingrediente facoltativo, quindi non vi scervellate, mentre se volete sostituire il chorizo potrete scegliere fra un’infinità di tipi di salsicce stagionate e soppressate, a vostro gusto.
Ho mantenuto la lista degli ingredienti (per 4 persone) così come compare nel sito www.decaminoamicocina.com ma, come già detto e risaputo da chi cucina, il tutto deve essere “interpretato”. Pomodori, cipolle, peperoni ce ne sono di tutti i tipi e dimensioni, lo stesso vale per i peperoncini e le scelta e quantità di spezie può essere variata (entro certi limiti) a seconda del gusto e delle reperibilità.
  • 500 g di seppie
  • 250 g di ceci secchi (equivalenti a 720-750g di ceci in scatola sgocciolati = 3 scatole)
  • una cipolla
  • un peperone verde
  • un pomodoro
  • un pimiento choricero (o ñora) tipo di peperone
  • 4 spicchi di aglio
  • 100 g di pancetta
  • 100 g di chorizo
  • 60 g di morcilla (facoltativa)
  • 2 fette di pane
  • una foglia di lauro
  • un peperoncino cayenna
  • 2 chiodi di garofano
  • due rametti di menta
  • un cucchiaino di cumino
  • un cucchiaino di paprika dolce
  • mezzo cucchiaino di semi di coriandolo
  • mezzo cucchiaino di pepe nero
  • olio extra vergine
La preparazione del Menudo de choco sarà descritta nel prossimo post e in futuro ho in mente di proporre altre insolite combinazioni tradizionali mare/terra (con risultati squisiti) come il classico piatto portoghese a base di maiale, vongole e patate: Carne de porco à Alentejana (foto in basso). 

martedì 6 maggio 2014

Escursionismo e Natura: il papavero

Fiore comunissimo, facilmente identificabile sia per le sue dimensioni sia per il colore rosso vivo che spicca in mezzo al verde ed è ben visibile anche da lontano. Spesso invade interi campi …
Nando Fontanella ci fa notare che nelle nostre zone esistono due sottospecie diverse del Papaver roheas che si differenziano principalmente per il nero alla base dei grandi petali rossi: ssp. roheas (con) e ssp. strigosum (senza).
Nella pagina di meditflora dedicata al Papavero comune, o Rosolaccio, troverete, oltre a numerose altre foto, anche vari link ad articoli di etnobotanica molto interessanti come questo: 'A ballerina cu 'o papagno 

domenica 4 maggio 2014

Escursionismo: annuncio di chiusura della pagina FB Camminate

Per quasi 6 mesi mi sono illuso di poter gestire la pagina in questione dedicata al Camminare in genere e alle proposte escursionistiche gratuite (o quasi) in Penisola Sorrentina, Costiera Amalfitana, Monti Lattari e Capri, contando sulla collaborazione di un gruppo di amici, navigati camminatori, quindi interessati alla materia e competenti.
Il mio progetto era quello di convogliare in un’unica pagina notizie di cultura escursionistica e i programmi delle escursioni organizzate dai vari gruppi e associazioni, nonché di eventuali corsi, conferenze, mostre e presentazioni di libri purché aventi un nesso con il camminare fornendo a tutti una ulteriore diffusione (gratuita) dei loro meritorie iniziative.
Come un giornale o un periodico ha bisogno di tanti collaboratori, egualmente la pagina FB Camminate avrebbe avuto bisogno di sostegno e attenzione che per vari motivi sono venuti a mancare. Mi sono dovuto rendere conto che in questo mondo frenetico ognuno è gravato di innumerevoli impegni con conseguente riduzione del tempo da dedicare ad attività secondarie e volontarie come la gestione di una pagina FB.
Non potendo raggiungere da solo il livello voluto e sperato in quanto a varietà e continuità dei post e non avendo alcun interesse a mantenerla attiva a un livello mediocre come quello attuale ho deciso di sospendere gli aggiornamenti, quanto meno temporaneamente.
Buona parte delle notizie delle quali ero direttamente responsabile (cartografia, segnaletica, attrezzature, …) oltre ai link alle schede naturalistiche del sito www.meditflora.com continueranno a essere pubblicate su questo Blog Discettazioni Erranti
Su www.giovis.com restano a disposizione di tutti le informazioni sui sentieri (cartine, profili, foto, video e descrizioni) e gli aggiornamenti in merito alle lunghe escursioni e trek di più giorni, presenti anche su www.maratrail.com.
Ringrazio quanti hanno contribuito a far durare questa esperienza vari mesi e invito i lettori che l'hanno fin qui seguita e apprezzata a continuare a visitare, seppur separatamente, le varie pagine FB e siti che qui riepilogo:
FreeRamblersEscursionistiEpicurei (pagina curata da Matteo e Ruth)
SorrentoAmalfiwalkwithus (pagina curata da Ruth)
ULYXES.Trekking (pagina curata da Sasà)
www.calendarioaerobico.it (sito curato da Agostino)
Grazie a tutti, ci vediamo in giro sui sentieri.
Giovanni

sabato 3 maggio 2014

Escursionismo e Natura: lucertole di tutti i colori ... nere, verdi, azzurre, ...

D’ora in poi posterò su questo Blog (e non più su FB Camminate) le segnalazioni di alcune schede scientifiche del sito www.meditflora.com curato dal naturalista Nando Fontanella.
E per inaugurare non ho scelto un fiore, ma un comunissimo rettile: Podarcis sicula.
Nel corso dei tanti anni passati a guidare gruppi di escursionisti stranieri lungo i nostri sentieri la domanda di argomento naturalistico più frequente è sempre stata la stessa: “Quali animali potremo vedere?” e la risposta era inequivocabilmente: "Lucertole!".
Ma è interessante sapere che, anche se l’aspetto degli innumerevoli esemplari che osserviamo è molto vario (dorso di tutte le tonalità di verde, giallo o marrone alternati al nero, ventre uniformemente bianco), in linea di massima si tratta sempre e solo di Lucertole campestri (Podarcis sicula).
Ma qui vi propongo anche i link alle pagine di due “varianti” assolutamente insolite di questo rettile onnipresente in Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana:
- la forma melanica (di colore nero) 
- la sottospecie dei Faraglioni (di colore azzurro) 

 

  

venerdì 2 maggio 2014

Escursionismo: MaraTrail di Termini - domenica 18 maggio

Visto che il maltempo ci ha impedito di effettuare l’ultima Camminata dei 23 Casali, non ci resta che sperare che domenica 18 maggio finalmente avremo una giornata primaverile, come dovrebbero essere quelle di maggio, per goderci la prossima MaraTrail di Termini.
L’itinerario comprende la quasi totalità della Camminata dei 23 Casali anche se in parte sarà percorsa in direzione opposta (Monte di Monticchio).
Cominceremo con il Sentiero di Athena ma, una volta giunti a San Costanzo, invece di chiudere il circuito, ci dirigeremo verso Nerano per poi proseguire in direzione di Tuoro, Spina e Monte di Monticchio dove ci sarà la sosta pic-nic. 
Saliremo quindi a Torca e dopo la pausa caffè percorreremo il Sentiero delle Sirenuse fino a Sant’Agata per una ultima breve sosta prima di affrontare i facili 7 km  conclusivi.
Per chi non vorrà percorrere tutti i 28 km ci sono mille possibilità di tagliare, accorciare, aggregarsi al gruppo o lasciarlo durante il percorso.
Aggiornamenti a fine settimana prossima su questo blog e su www.maratrail.com.
Tenetevi pronti!

giovedì 1 maggio 2014

Escursionismo: la Camminata dei 23 Casali è definitivamente annullata

Le previsioni non sono migliorate, si prevede pioggia debole alternata a temporali dalla serata di venerdì 2 fino al tardo pomeriggio di sabato 3 maggio. 
Pertanto, lCamminata dei 23 Casali viene definitivamente annullata.

Altri Mondi: nuovi sapori ... la Porra Antequerana, un'idea per l'estate

Premessa: le seguenti informazioni sono il risultato di una media di ben 5 ricette diverse trovate in rete. Una di queste ricorda (e sono perfettamente d’accordo) che nella preparazione dei cibi, in particolare quelli tradizionali e casarecci, le quantità sono solo approssimative. L’esperienza indicherà quanto e cosa aggiungere. In questa ricetta, per esempio, la quantità di olio sarà determinata da quanto è secco il pane e quanta acqua contengono i pomodori e tutto il resto dipende molto dal proprio gusto. 
Piatto tipico di Antequera (città di della prov. di Malaga), la porra è una delle tante varianti del più famoso gazpacho, minestra fredda andalusa, e deve il suo nome all'utensile usato per la preparazione (porra = pestello).
Al contrario del gazpacho che si può anche bere essendo molto liquido, la porra antequerana si mangia con il cucchiaio data la sua densità dovuta ad una minore quantità di acqua e maggiore di pane. Non per questo è meno rinfrescante nelle torride estati andaluse ed era considerata un cibo povero visto che si utilizzavano le rimanenze di pane. Ma è il peperone l’ingrediente che fa la vera differenza fra questa e altre famose varianti come il salmorejo cordobés o l’arranque roteño
Ingredienti: per 1 kg di pomodori maturi, pelati e senza semi, utilizzare 1-2 peperoni, 2-4 spicchi d’aglio, 250-300g di mollica di pane raffermo, 50-100ml di olio di oliva, aceto q.b..
Preparazione: la ricetta è di semplicissima e rapida esecuzione, in particolare se invece del tradizionale pestello e mortaio si utilizza un frullatore. Basterà amalgamare pomodori, peperoni, mollica di pane raffermo (bagnata con acqua) e aglio, aggiungendo olio e un poco di aceto fino ad ottenere una crema densa e omogenea di colore rosaceo. Raffreddarla almeno un paio di ore in frigorifero e cacciarla solo al momento di servirla.
Tradizionalmente si guarnisce con uova sode sminuzzate (3 o 4) e spesso pezzetti di jamón serrano (non trovandolo si può utilizzare prosciutto crudo). Altre aggiunte possono essere pezzetti di chorizo (salsiccia secca), cipolla dolce tritata, pesciolini fritti o tonno (nella versione di Archidona).



martedì 29 aprile 2014

Escursionismo: Camminata dei 23 Casali - previsioni

Per sabato 3 si prevede un tempo ancora peggiore di quello di sabato scorso. Tutti i siti, dagli affidabili Eurometeo e ilMeteo a quello istituzionale dell’AeronauticaMilitare, sono concordi nel prevedere un abbassamento della pressione fino a quasi 1000hPa (o mb che dir si voglia) con precipitazioni abbastanza intense nell’arco dell’intera giornata.
Pertanto vi invito a visitare le pagine linkate e vi anticipo che, ferme restando queste previsioni, la Camminata dei 23 Casali sarà definitivamente annullata

Altri Mondi: alla ricerca di nuovi sapori e combinazioni insolite

Chi mi conosce sa che sono una buona forchetta e che mi piace il cibo tradizionale. Avendo la gran fortuna di non soffrire di intolleranze allergie (almeno quelle alimentari), né limitazioni religiose o filosofiche, quando viaggio e quando ne ho l'occasione ordino piatti assolutamente sconosciuti, attirato solo dal nome nuovo e insolito (serendipity in tutti i campi). Quello che arriva in tavola è una sorpresa, nella maggior parte dei casi molto piacevole e interessante, e solo dopo aver terminato chiedo conferma della presenza degli ingredienti individuati ed informazioni sulla preparazione del piatto.
Nelle trattorie, osterie e bettole che sono solito frequentare spesso il menù è orale e quando c’è qualcosa di scritto, spesso a mano su una lavagna o un pezzo di carta, raramente è chiara la distinzione fra carne, pesce e minestre. Ciò contribuisce ad aumentare il mistero e a rendere eccitante l’attesa.
Nei prossimi post fornirò notizie su tre ricette tradizionali spagnole poco conosciute che ho avuto occasione di provare nel corso degli ultimi mesi. Formano quasi un menù (onestamente male assortito) trattandosi di una variante del conosciutissimo gazpacho, un piatto forte con una gran varietà di ingredienti il cui accostamenti ha fatto storcere il naso a molti, ma garantisco che il risultato è interessantissimo, e un semplicissimo dessert che, stranamente, mi è piaciuto (non sono amante dei dolci).
Quello che scriverò è una media delle ricette online più simili a ciò che ho gustato, combinate con quello che ho appreso in loco. Come tutti gli amanti della cucina tradizionale ben sanno, molte ricette sono casarecce e variano da regione a regione, da paesino a paesino, da famiglia a famiglia. E anche nei rari casi nei quali tutti sono d’accordo sugli ingredienti, le loro dosi sono estremamente variabili. Ma, non essendo farmacisti, possiamo fare a meno di misure precise e cucinare a occhio (o a palato) e a nostro gusto anche in base agli ingredienti che abbiamo a disposizione, spesso differenti da quelli originali. Quale anticipazione, eccovi le foto:


domenica 27 aprile 2014

Escursionismo e Cartografia: isoipse ... queste sconosciute (3)

Dopo aver definito le isoipse in genere e aver illustrato come ricavare informazioni immediate dalla loro disposizione in carta (p.e. pendenze relative e cime) distinguiamone i vari tipi: le maestre (o direttrici), le ordinarie e le ausiliarie.
La differenza di quota fra due ordinarie successive o fra una maestra e l’ordinaria più prossima è uguale all'equidistanza. E allora a cosa servono le curve maestre? A comprendere più facilmente la morfologia generale del terreno e calcolarne i dislivelli. Notate che in tutte le carte una curva ogni quattro (o cinque) è di maggior spessore o colore più marcato … quella è una curva maestra. La scelta delle direttrici non è ovviamente casuale, ma dipende dall’equidistanza in quanto di prassi sono associate a quote “tonde”. Vale a dire che in caso di equidistanza 10m ogni quinta curva sarà maestra rappresentando tutti i punti con quota 50, 100, 150, 200, 250,  ecc. (5 x 10m = 50m) mentre nelle tavolette I.G.M. in scala 1:25.000 e equidistanza 25m ogni quarta curva sarà maestra e associata a quote 100, 200, 300, ecc. (4 x 25m = 100m).
Le ausiliarie sono usate raramente e solo quando fra due curve successive è necessario rappresentare elementi degni di nota (piccole alture, depressioni o repentini cambi di pendenza) o nel caso di terreni con minimi dislivelli.
Il numero di ausiliarie fra due ordinarie può variare proprio in base alle necessità, ma di solito è solo una che rappresenta la quota a metà fra le due ordinarie che la contengono (nel caso di equidistanza 20m indica un dislivello di 10m) o sono 4 come nel caso delle tavolette I.G.M. indicando quote con dislivelli di 5m fra l’una e l’altra.
Volendo conoscere il titolo (altitudine) di una isoipsa in mancanza di curve quotate nelle vicinanze del punto che ci interessa basterà trovare una quota, anche lontana, e poi contare solo le maestre senza impazzire a contarle tutte. Nella cartina in basso (eq. 25m) è evidente come si sarebbe potuta facilmente dedurre la quota (400m) della maestra a monte di Campo Vetavole anche in assenza della quota 395 contando le maestre (evidenziate da una serie di pallini rossi e uniti da una linea tratteggiata).
Attorno al suddetto punto quotato è stato opportuno disegnare una ausiliaria (curva tratteggiata di titolo 387,5 … l’ordinaria a valle di altitudine 375 + 12,5) per far risaltare il fatto che nell’area compresa fra le due isoipse che la comprendono la parte a NE è quasi piana mentre a SO è ripida come il resto del crinale.
Infine, per evidenziare il piccolo cocuzzolo quotato a 315m (punto notevole e facilmente riconoscibile) è importante l’aggiunta dell’ausiliaria 312,5 che lo racchiude indicando chiaramente una discontinuità nella pendenza del crinale. 

giovedì 24 aprile 2014

Escursionismo: la XXII Camminata dei 23 Casali é rinviata a sabato 3 maggio

A meno di 48 ore dall'inizio della Camminata le previsioni sono ancora molto poco favorevoli per una regolare e piacevole escursione, in particolare considerato che il programma include lunghi tratti sterrati e senza alcuna possibilità di riparo.
Pertanto la Camminata dei 23 Casali viene rinviata a sabato 3 maggio fermi restando orari, punti di incontro e percorso.
Ciononostante, nel caso di un improvviso seppur temporaneo miglioramento, saremo presenti a Sant'Agata per incontrare chi non fosse al corrente del rinvio e per fare - eventualmente - una passeggiata ridotta con percorso da decidere al momento in base alle condizioni meteo e stato dei sentieri.

mercoledì 23 aprile 2014

Altri Mondi: ennesima (soddisfacente) esperienza iberica

Approfittando di parte delle 20 ore di nave fra Barcellona e Civitavecchia ho selezionato e ordinato un po’ di immagini di castelli, particolari, panorami, fiori, luoghi già conosciuti e sconosciuti, in programma e fuori programma. Sono su www.giovistravels.com
In particolare segnalo quelle del Torcal de Antequera, riserva naturale caratterizzata da rocce spettacolari e da un’interessante fioritura.
Fra le altre suggerisco anche di dare uno sguardo alle foto di Cabo Espichel, di Antequera, di Lisboa e del mercato di Setùbal (proprio un altro mondo comparato ai nostri mercati … ed era domenica).
Infine a chi si trovasse a Malaga consiglio di non perdersi il Museo Picasso (purtroppo niente foto, ma allego immagine del suo Acrobata), mentre il Museo Museo Carmen Thyssen , consigliato da molti, mi ha un po’ deluso nonostante un’interessante esposizione temporanea.

martedì 22 aprile 2014

Escursionismo e Cartografia: isoipse ... queste sconosciute (2)

Dopo i brevi suggerimenti del precedente post, inizio ora con una regola assoluta che, ahimè, qualcuno ignora: 
due isoipse - per la loro stessa essenza - non si possono mai incrociareAl limite possono sovrapporsi, come in una parete verticale, ma di solito in questi casi si utilizzano simboli sostitutivi.
Seconda regola del giorno:
una curva chiusa, senza altre al suo interno, rappresenta la cima di un rilievo, di una collina o di un monte. Tutti i punti al suo interno avranno ovviamente altitudine maggiore del suo titolo (la quota che rappresenta), ma inferiore a esso più l'equidistanza (altrimenti dovrebbe esserci un'altra isoipsa). In questo esempio le ho evidenziate in rosso.
Si potrebbe obiettare che possa trattarsi di una depressione, ma in questo caso dovrebbe esserci l'apposito simbolo e la relativa quota minima (quasi obbligatoria) viene segnata insieme a un trattino orizzontale e con il punto (o triangolo) come accade per le altre quote.
Nel prossimo post cercherò di spiegare come distinguere valli e promontori, nonché capire il verso della pendenza in mancanza di quote. E questo può essere molto difficile.