sabato 19 aprile 2014

Escursionismo: logistica per la Camminata dei 23 Casali

Per raggiungere Sant’Agata con mezzi pubblici da Sorrento (stazione) potete prendere il bus SITA delle 9.00 che arriva a S. Agata alle 9.25 (via Nastro Verde). Perdendolo avete ancora una possibilità (risicata) con la corsa delle 9.30 via Massa che dovrebbe arrivare alle 10.05.
In questo caso, senza andare in piazza, accodatevi al gruppo che passerà più o meno a quell'ora nei pressi della fermata SITA (indicata in mappa).
Per chi arriva con mezzi propri, dovrebbe essere disponibile il parcheggio della Scuola Media Pulcarelli (accesso di fronte ai distributori di benzina di via Reola). 
Siamo in attesa della conferma da parte del Comune di Massa Lubrense.
Questa cartina in alta definizione stampata in A4 (anche in b/n) è perfettamente leggibile.

giovedì 17 aprile 2014

Escursionistmo e Cartografia: isoipse ... queste sconosciute

Qualcuno le interpreta facilmente, molti non sanno esattamente cosa siano, altri le conoscono ma non sanno come trarne vantaggio. 
Sono convinto che sapendo interpretare le curve di livello (sinonimo di isoipse) di una cartina appena decente si può capire molto di più in merito al dove ci si trovi e cosa ci aspetta per giungere alla meta. Quindi, senza andare troppo nel tecnico e scendere nei dettagli cercherò di fornire alcune informazioni basilari, di facile comprensione e applicazione, che possano facilitare la navigazione.
Comunque è bene definirle in particolare a vantaggio di chi è assolutamente a digiuno della materia: “Le isoipse sono linee che unisono tutti i punti che si trovano ad una stessa quota.”
Le quote rappresentate hanno un dislivello costante fra di loro che viene chiamato (in modo fuorviante) equidistanza (sarebbe più logico chiamarlo equidislivello).
Ed ecco le prime due regole, logiche, di facile apprendimento:
1 - in una carta, indipendentemente dalla scala e dall'equidistanza, le aree con isoipse ravvicinate sono più ripide di quelle nelle quali sono rade (chiaramente nel primo caso si passa da una quota all'altra percorrendo una breve distanza, nel secondo si camminerà di più ma con minor pendenza)
2 - i sentieri che si sviluppano lungo una isoipsa, o rimangono fra due di esse, sono pressoché pianeggianti in quanto non hanno sostanziali cambi di quota. Al contrario, quelli che attraversano le isoipse quasi perpendicolarmente si sviluppano lungo linee di massima pendenza (le famose “salite di petto” o “appettate”)
In questo estratto della cartina della Campanella ho evidenziato aree e sentieri che mi sembrano abbastanza esemplificativi.

martedì 15 aprile 2014

Curiosità e Misteri: dall'Indalo ad Atlantide, a Oera Linda e al Diluvio Universale

Continuando sul tema di simboli magici preistorici più o meno misteriosi sono andato a cercare nuove notizie dell'Indalo, le cui origini risalgono almeno a 4500 anni fa. Lo vidi per la prima volta l’anno scorso nella provincia andalusa di Almeria, della quale è simbolo.
Esistono un paio di interpretazioni dominanti in merito a cosa materialmente rappresenti il disegno (un uomo che regge un arcobaleno - prevalente - o uno che tende un arco) e molte di più al suo significato simbolico.
Varie teorie legano il suo nome a Andalus che molti sostengono essere la versione araba di Atlantis, a ulteriore sostegno del posizionamento di Atlantide nei pressi delle Colonne d'Ercole (stretto di Gibilterra).
Ma non finisce qui in quanto, parlando dell'esatta posizione di Atlantide, mi sono imbattuto in un curioso libro le cui descrizioni sono prese per vangelo da alcuni e considerate assolute baggianate da altri e ciò anche perché nessuno ne ha potuto stabilire l'effettiva origine.
Sto parlando del libro di Oera Linda. Reso pubblico nel 1876 a Londra come una trascrizione di un manoscritto del XIII secolo è stato considerato dalla maggior parte degli esperti un falso, uno scherzo, una presa in giro …
Se molto di quanto descritto può sembrare inverosimile è pur vero che, come fa notare il sudafricano Alewyn Raubenheimer che lo ha analizzato a fondo, quasi tutte le date sono molto precise e sono state riconosciute come esatte solo in tempi moderni con metodi scientifici di datazione. Come avrebbe fatto questo “buontempone” a “indovinare” tutte le date già nel XIX secolo?
In questo blog http://www.unexplained-mysteries.com/forum/index.php?showtopic=184645&st=0 Raubenheimer contesta le semplicistiche conclusioni dei tanti detrattori del libro Oera Linda e del suo saggio.
Nel primo degli otto punti scrive:
L’Oera Linda Book (OLB)(1867) sostiene che la loro civiltà in Europa fu distrutta nel 2193 a.C. da un potente disastro naturale. Il libro cita terremoti, attività vulcanica, incendi, tsunami, etc. che durarono tre anni. Gli archeologi e gli storici concordano sul fatto che l’Antico Regno di Egitto terminò circa nel 2200 a.C.; la civiltà Harrapan (Valle dell’Indo) terminò circa nel 2200 a.C.; la Cultura Hongsan in China terminò circa nel 2200 a.C. e il Professor Harvey Weiss ha stabilito chel’Impero Akkadian in Siria fu distruuto nel 2193 a.C.. Per di più, gli ultimi mammut sull’isola Wrangler nell’Artico si estinsero nello stesso periodo. Niente di tutto ciò (tranne forse la fine dell’Antico Regno di Egitto) era conosciuto 140 anni fa quando apparve The Oera Linda Book.
E conclude: Ho “testato” l’OLB con la genetica, la linguistica, la teologia, vulcanologia, climatologia e molte altre scoperte e conoscenze moderne che non erano disponibili conosciute nel XIX secolo e in ogni caso l’OLB era nel giusto.
… la teoria della “Tettonica delle placche” è stata ridicolizzata per 70 anni prima di essere accettata e ci sono voluti 10 anni prima che gli scienziati accettassero la possibilità che i dinosauri si siano estinti a seguito della caduta di un asteroide. Ci fu un tempo in cui la gente pensava di fare un favore al mondo mettendo al rogo chiunque dicesse che la terra non era piatta.
E su questo sono più che d’accordo … fino a “prova” contraria, ogni teoria è degna di essere considerata.
Il libro include una carta della scomparsa Frisland che Raubenheimer compara con una foto satellitare della NASA nella quale è evidente un rilievo molto simile sul fondo marino fra Irlanda e Islanda.
 
Similitudine sconcertante in quanto mappe accurate dei fondali oceanici furono redatte solo un secolo più tardi. Lo sprofondamento, forse dovuto alla caduta di un grande asteroide sulla terra che avrebbe causato un repentino spostamento dell'asse terrestre, è quindi legato anche alle inondazioni che hanno dato adito alla legenda del Diluvio Universale.
Nel caso il libro fosse effettivamente un falso, si dovrebbe comunque riconoscere che l’autore possedeva non solo una gran fantasia e ma anche ottime conoscenze storiche e scientifiche.
Ricordate: “tutti i miti hanno un fondo di verità”.

lunedì 14 aprile 2014

Altri Mondi: opere d'arte al Louvre

Come anticipato nel post di sabato 5 aprile, ho selezionato un secondo gruppo di foto di pezzi per la maggior parte poco conosciuti.
Fra essi vi segnalo questo leone in bronzo di circa 4000 anni fa ritrovato a Mari, stessa area di provenienza della statua di Ebih-Il, nu-banda 
Qui trovate le altre foto http://www.giovistravels.com/12parigi/12paris14louvrebis.htm 

domenica 13 aprile 2014

Altri Mondi: Serendipity ... cercavo dvd e ho trovato cartoline

Passeggiando per Lisbona ho adocchiato un mercatino dell'usato. Fra giocattoli, argenteria, vinili, ecc. ho notato un tavolo pieno di cartoline, ben ordinate in una ventina di cassette di legno. Per pura curiosità ho messo la mano in quella marcata "Italia" e al primo colpo ho estratto questa cartolina di Sorrento. 
Incuriosito, ho dato una scorsa all'intero lotto e fra le varie centinaia (tra le quali innumerevoli di Roma e tante non italiane) ne ho trovate sei di Capri, una di (o meglio, da) Ravello, una di Positano e queste altre due non antichissime, ma vecchiotte e a me sconosciute.
   
La prima, inequivocabile anche se non ci fosse la didascalia, risulta spedita nel 1952, ma la foto risale ovviamente a prima dell'ultima eruzione (marzo 1944) e non è la solita vista dal Golfo. L'altra mi ha dato subito l'idea della costiera, quindi l'ho osservata, ho individuato la marina e infine ho ricevuto conferma dalla didascalia sul retro. Riconoscete il posto?
In questa pagina http://www.giovistravels.com/14oriEP/cartLisboa.htm vi propongo in anticipo le foto delle 11 cartoline e al mio ritorno provvederò a pubblicare le scansioni. Chi fosse interessato a foto a miglior definizione me le può richiedere inviando un email a giovis@giovis.com.

giovedì 10 aprile 2014

Curiosità ... e Mistero: ancora Labirinti

Il simbolo del labirinto esiste in tutto il mondo da almeno 3500 anni, probabilmente molti di più, come una serie di linee concentriche, accuratamente connesse.
E’ stato utilizzato in varie culture, in tutte le epoche, in posti diversi come Perù, Brasile, Messico, Arizona, Islanda, Scandinavia, Creta, Egitto, Siria, India, Sumatra per citarne alcuni.
Sono stati incisi su legno e su roccia, tessuti su coperte o ceste, limitati da bordi di pietre nel deserto o su sabbia, disegnati con pietre colorate o mosaici, sui pavimenti di ville, chiese e cattedrali.
In certe circostanze il disegno è alterato o elaborato, ma il più delle volte non presenta variazioni significative.
I legami fra tutti questi labirinti sono difficili da trovare e le loro origini sono tutt'oggi un mistero.
Tuttavia, in sostanza esistono solo due strutture di base: a sette circuiti (il più antico e il più diffuso) e a undici circuiti come quello famoso nella Cattedrale di Chartres (vedi foto), suddiviso in quadranti, con un simbolo floreale al centro. Entrambi i numeri sono primi, colmi di significati, in particolare il 7.
Il simbolo del labirinto è tanto facile da disegnare quanto difficile da percorrere e spesso è stato impiegato quale simbolo dell’omphalos (ombelico) rappresentante il centro (sacro o della città).
Per la fede cristiana nel medioevo era la rappresentazione dell’unico vero percorso verso la salvazione eterna in quanto il suo cammino tortuoso preclude l’accesso diretto alla meta finale, il centro.
Fra gli Hopi (popolazione nativa americana) è conosciuto come Tápu'at (Madre e Figlio) ed è rappresentato in due forme distinte: il Padre Sole e la Madre Terra. Per il primo (colui che dà la vita) le linee e i percorsi rappresentano la strada da seguire nella vita. Per la seconda un piccolo spostamento delle linee produce un labirinto dentro un altro, raffigurando il feto nel grembo materno e fra le sue braccia dopo la nascita.
 
Esistono un’infinità di storie, leggende e miti, ma sia nell’utilizzo spirituale che in quello terreno il labirinto sembra simbolizzare sempre il cammino da seguire, quantunque lungo e complesso, per raggiungere la meta, l’oggetto della ricerca, il centro …
Se vi siete minimamente incuriositi, sappiate che in rete troverete un’infinità di articoli, saggi scientifici o esoterici, ipotesi di influenze extraterrestri e via discorrendo.
Ma, anche leggendoli tutti, non riuscirete a trovare una risposta certa al come i labirinti siano apparsi ai quattro angoli della terra, in culture così diverse che certamente non erano in contatto fra loro. 
Il mistero rimane …

mercoledì 9 aprile 2014

Curiosità: Labirinti e Dedali

Il Labirinto originario, preistorico, cretese, romano e medioevale è unicursale, cioè formato da un unica via che, procedendo dall'ingresso verso il Centro, si avviluppa e si avvolge avvicinandosi e allontanandosi dalla meta, alla quale comunque giunge senza possibilità di errore.
Disegni di Labirinti risalenti a migliaia di anni fa sono stati scoperti in quasi ogni parte del mondo e solo all'inizio del XV secolo fecero la loro comparsa i Dedali. I più antichi risalgono al Rinascimento italiano e più tardi, all'epoca barocca e rococò, divengono percorsi fra siepi con l’unico scopo del divertimento.
Labirinti e Dedali sono simili eppure profondamente diversi praticamente e concettualmente, quindi non solo nella loro costruzione, ma anche e soprattutto per il loro significato simbolico.
Il Labirinto presenta un percorso estremamente tortuoso, che appare inutile a chi non coglie chiaramente la sua essenza. In esso, contrariamente al Dedalo, il cammino termina nel centro, meta ben visibile fin dall’inizio; esiste solo la scelta iniziale: restare fuori o entrare e camminare fino alla meta, lontana eppure così vicina. 
E' una via lunga, ma senza bivi, incroci o vicoli ciechi, senza necessità di scelte; non c’è destra o sinistra, solo avanti e indietro. Una volta giunti al Centro, dopo una ragionevole sosta (meditativa), si ripercorrere lo stesso itinerario in senso inverso per tornare al punto di partenza. Un Dedalo ha invece molti itinerari possibili: tratti ciechi, incroci e biforcazioni obbligano ad effettuare continue scelte. 
Mentre i Labirinti possono essere delimitati da una striscia d’erba, da ciottoli o da un disegno sul pavimento rimanendo sempre completamente a vista, le siepi che delimitano i cammini dei Dedali sono abbastanza alte da impedire la visione laterale ed i continui cambi di direzione fanno perdere l’orientamento. Ci si smarrisce facilmente, ritornando più volte negli stessi luoghi, pur essendoci un solo percorso che porta all'uscita.
Da questa differenza essenziale nel modo di procedere risulta lampante che i Labirinti facilitano il rilassamento, la concentrazione e la meditazione, non richiedendo alcuna attenzione per raggiungere la meta, ed è giusto percorrerli con la giusta lentezza.
Al contrario la ricerca della via d’uscita dai Dedali, sia per i più semplici che per quelli estremamente intricati, richiede concentrazione e attenzione ed è vissuta come uno svago.
giardino dell’Oasi Olimpia Relais (foto scattata subito dopo la piantumazione)
Questo da me progettato è un ampliamento e adattamento del disegno dei labirinti classici come quello di Cnosso, rappresentato anche su monete risalenti al IV sec. a.C..
Il percorso unidirezionale è delimitato da basse siepi di bosso (Buxus pumila) con inserti di evonimo giapponese (Evonymus japonicus) ed ha uno sviluppo di 250m per cui per raggiungere il centro e tornare all'uscita si percorre mezzo chilometro.
Prossimamente pubblicherò foto, piantine e altre immagini relative a labirinti di tutte le epoche. Al di là del loro fascino intrinseco, meraviglia il fatto che vari di essi possano essere così simili nella loro struttura, pur essendo stati realizzati a migliaia di chilometri di distanza fra loro molti secoli fa. 
Ovviamente, dove non c'è certezza c'è anche speculazione e quindi la presenza di un labirinto in un certo luogo ha dato la stura ad una ridda di ipotesi o spiegazioni più o meno verosimili.
Trovo i dedali meno interessanti in quanto, al di là della loro bellezza quando si trovano nei giardini di epoca barocca, sono solo un esercizio per la mente (talvolta) o un semplice passatempo. 

domenica 6 aprile 2014

Escursionismo: aggiornamenti Camminata dei 23 Casali e 100km (o 68km)

Camminata dei 23 Casali
Come per le precedenti edizioni con partenza da Sant'Agata, è stato richiesto al Comune di concedere ai partecipanti la possibilità di parcheggiare gratuitamente negli spazi di pertinenza della Scuola Media a via Reola. Confidando nella disponibilità del Comune sono certo che la richiesta sarà accolta, ma per sicurezza controllate su www.giovis.com prima di partire da casa.
100km (o 68km) su www.maratrail.com
Siamo ormai a soli due mesi dalla nostra passeggiata e chi non pensa di fare il pendolare fra casa sua e Agerola dovrebbe cominciare a prenotare il suo alloggio.
Anche quest’anno la nostra base a Bomerano sarà presso l’Hotel Due Torri  (tel. 081 8791257 * E-mail: info@hotelleduetorri.it) e Agriturismo Nonna Martina  (Tel/fax 081 8731495 - mobile 339 2724829).
Ricordandovi che ognuno è comunque libero di prenotare in altri posti, suggerisco a tutti i partecipanti di non ridursi all'ultimo momento … si tratta del ponte della Festa della Repubblica.

sabato 5 aprile 2014

Altri mondi: musei e sorprese

Sono un instancabile ed entusiasta visitatore dei musei di qualunque tipo, basta che siano ben strutturati e organizzati. Anche quelli più piccoli, seppur monotematici o strettamente legati al territorio possono riservare interessanti e piacevoli sorprese. Certo si deve avere un minimo di curiosità, voglia di apprendere e predisposizione ad addentrarsi in campi fino a quel momento inesplorati o totalmente sconosciuti. 
Tutte attitudini che gioverebbero a chiunque.
Ho visitato musei aerospaziali, archeologici, etnologici, navali, antropologici, militari, di scienze naturali, di tecnologia, del mare, di arte moderna e arte antica; sono entrato in sottomarini, mulini ad acqua e a vento, miniere, grotte naturali, catacombe, e non c’è stata volta che non abbia arricchito il mio bagaglio culturale, la mia esperienza e soprattutto la mia capacità di giudizio, nel senso di valutazione ed, in linea di massima, apprezzamento.
Se è normale rimanere incantati nel vedere per la prima volta un bel quadro o un’area archeologica o semplicemente il mare o la neve, vedere cose simili con maggior frequenza non ne diminuisce il valore facendole sembrare tutte uguali, al contrario contribuisce in modo sostanziale a valutazioni più attente e a convincersi sempre di più che la perfezione non esiste. Anche le cose più belle, pur apparendo affascinanti, saranno paragonate ad altre che per certi aspetti le eguagliano o in qualche particolare le superano.
Ciò può essere senz’altro condizionato dalla nostra memoria in quanto gli infaticabili visitatori di musei che, parafrasando un aforisma relativo ai viaggiatori, “hanno visto più di quanto ricordino, e ricordano più di quanto hanno visto”. E’ comunque indiscutibile che la quantità migliora la loro capacità di giudizio.
Lo spunto per questa breve discettazione me l’ha fornito il ritrovamento (finalmente) della cartella con le foto scattate al Louvre nel 2012, ed in particolare quelle di questa statua originalissima, se non altro per essere fra le poche sopravvissuta quasi intatta per circa 4300 anni (che non dimostra assolutamente).
 
La statua di Ebih-Il, nu-banda (alabastro, lapislazzuli, conchiglie e bitume) è infatti datata 2330-2250 a.C. e proviene da Tempio di Ishtar di Mari (città sumera). Pensate che sono dovuti passare quasi 4000 anni prima che varie “culture occidentali” raggiungessero livelli espressivi vagamente simili … . 
Fra le tante opere affascinanti ed straordinarie viste al Louvre, questa è quella che più mi colpì e sorprese (la dovreste vedere dal vero). 
Qui http://www.giovistravels.com/12parigi/12paris14louvre.htm trovate una serie di foto delle opere più originali o particolari che sono riuscito a fotografare nonostante la luce scarsa, i riflessi e i tanti altri visitatori. Altre ancora saranno pubblicate a breve.
Per inciso, passai l’intera giornata al Louvre senza visitare gli ultimi due piani (ci feci solo un velocissimo giro dopo che gli altoparlanti cominciarono ad invitare ad uscire). Non ho assolutamente rimpianto di non essere andato a vedere Lisa e aver dato solo un fugace sguardo alla Nike.
Se avrete occasione di andarci, vi consiglio di girare fra le sale, visitare le collezioni meno famose e soprattutto di non sottovalutate ciò che non conoscete. 
Se quelle opere sono esposte al Louvre, ci sarà pure un buon motivo!

martedì 1 aprile 2014

Escursionismo: camminare con criterio, consapevolezza e serendipity

“… per godere appieno di una camminata di qualsiasi lunghezza e impegno, a prescindere dall'ambiente nel quale si sviluppa, si deve procedere con apertura mentale e con la giusta concentrazione non solo sull'avanzamento, ma anche su tutto ciò che ci circonda perché l’insolito, il bello, lo straordinario sono sempre a portata di mano, di occhio o di orecchio e non si deve perdere l’occasione di goderne in quanto sono spesso situazioni pressoché irripetibili.”
Così concludevo l’articolo Alzati e Cammina (Escursioni e Serendipity) scritto per l'edizione 2007 de L'Arte della Felicità - Incontri e Conversazioni. (link al testo completo http://www.giovis.com/serendipity.htm).
Tralasciando ora tutta la parte strettamente correlata al termine Serendipity (origine, evoluzione del significato del vocabolo ed esempi) vorrei ritornare su quella che definisco applicazione della Serendipity all'escursionismo, già trattata nel summenzionato articolo.
A volte si va in escursione avendo precisi obiettivi o destinazioni, ma il vero camminatore parte senza sapere esattamente l’itinerario che seguirà. Come i veri viaggiatori, spesso non cerca qualcosa di specifico, ma è attento a quei particolari che possano presentarsi come indizi di mirabolanti scoperte.
Per fare un paragone inusuale i veri camminatori sono simili a chi si dedica allo shopping di qualità e ciò non significa assolutamente comprare gli oggetti più costosi. Quante volte si legge di persone che hanno comprato una tela d’autore a prezzo di crosta in un mercatino dell’usato. Hanno utilizzato la loro abilità di serendipitist per cogliere i particolari, datare un pezzo, valutare una copertina … accorgersi di oggetti fuori posto, probabilmente mal classificati e peggio valutati dai venditori fra i tanti pezzi di modernariato, cartoline, stampe e libri, memorabilia, vinili e chi più ne ha più ne metta. Pensate a quante persone hanno avuto quel quadro fra le mani e alle tante in più che gli hanno appena dedicato uno sguardo fugace.
Non fate come quelli che sì e no guardano dove mettono i piedi e passano tutto il tempo a parlare di calcio, politica, lavoro e guai vari perdendosi i panorami, gli odori e i suoni.
Se in un campo di fiori gialli vedete un puntino azzurro o rosso, andate ad osservare più da vicino per capire di cosa si tratti. Pur apprezzando i panorami e le viste d’insieme sono i particolari che riservano le migliori sorprese. Non sempre prezioso è sinonimo di costoso (per esempio un bel ricordo).
Applicate il vostro senso critico per dedurre, ma sforzatevi di abdurre (Sherlock Holmes docet). 
Il camminatore consapevole eleva il livello della sua esperienza prestando attenzione all'insolito, alle piante, oggetti, animali apparentemente fuori posto, quelli che non ti aspetti in quel luogo in quel momento. Sabato scorso sono andato a Jeranto a cercare una specifica orchidea, ne ho trovate altre. Se mi fossi concentrato solo su quella che cercavo non le avrei viste.
E si deve anche prestare la giusta attenzione ai sentieri o semplici tracce che vediamo dipartirsi dal nostro itinerario. Se non conosciuti, il camminatore attento cercherà di valutare se sono tuttora percorsi, da chi e con che frequenza. Se non sono segnati in mappa (molto probabile) ipotizzerà varie possibili destinazioni e se fra esse ve ne è qualcuna non troppo distante, andrà a verificare e così facendo scoprirà un collegamento con un altro sentiero, un punto panoramico, una grotta, una sorgente o … niente. Ma in quest’ultimo caso è plausibile pensare che non è stato abbastanza attento. Ogni traccia ha una sua ragione d’essere, forse triviale, ma certamente esiste un motivo che ha spinto qualcuno a percorrerla.
Questo è un altro dei tanti motivi per cui è opportuno aggiungere almeno mezz'ora, ma meglio un’ora, al tempo previsto per una escursione. Minuti da spendere in soste, esplorazioni, valutazioni, ricerche.
Camminate, osservate e pensate ad libitum, non potrà farvi che bene - in tutti i sensi - ma senza mai dimenticare lo spirito critico e soprattutto il buonsenso. 

giovedì 27 marzo 2014

Escursionismo: Camminata dei 23 Casali - 26 aprile 2014

Notizie aggiornate sul volantino provvisorio della XXII ed ultima edizione della
Camminata dei 23 Casali, I edizione della Camminate fra i Casali.
L'escursione sarà coordinata dalle associazioni FREE (Free Ramblers, Escursionisti Epicurei) e ULYXES Trekking.

E questa è la cartina in alta definizione

martedì 25 marzo 2014

Comunicazione ai lettori e risposta a un commentatore

L’arroganza mal celata con cui risponde al commentatore insulso non si addice a chi come lei percepisce un onere pubblico per redigere cartine sentieristiche in cui non si evince la chiusura di tratti non consentiti a chi non armato come un” Rambo”. Forse perché agli occhi attenti del turista che giunge alla baia di Recommone potrebbero dar fastidio i tanti abusi facilmente condonati dal comune di Massa Lubrense (ho scritto bene il nome del comune?).
Anche se non è stato assolutamente offensivo il suo commento è un concentrato di disinformazione, provocazioni e insinuazioni chiaramente volte a innescare polemiche poco attinenti al tema del post. 
Questa volta rispondo in maniera esauriente, volendo credere che i contenuti derivino solo dall'aver attinto a fonti sbagliate e non da malafede, ma eventuali commenti futuri di tono simile o contenenti accuse aperte o velate campate in aria, pettegolezzi, attacchi personali, argomenti non pertinenti ... verranno rimossi e resteranno senza risposta.
I blog, a differenza dei forum, non sono fatti per vivere di discussioni, ma di comunicazione. Tant’è vero che molti non prevedono proprio la possibilità di commentare i post. 
Sul mio Discettazioni erranti i commenti sono graditi solo se contenenti proposte, precisazioni, critiche costruttive, segnalazioni di errori formali o sostanziali, soluzioni realistiche e attuabili dei temi affronatti.
Chiarimento necessario per evitare ulteriori commenti fuori luogo.
Ed ecco le risposte alle argomentazioni capziose proposte dal “commentatore” che sembra essere uno di quelli che spara a zero su tutti per poi accusare di arroganza chi le contesta “elegantemente” rispondendo, oltretutto, in termini generici e non personali. 
Mi permetto di darti del "tu" come è normale fra camminatori, spero sia d’accordo almeno su questo:
  • ho scritto “commento insulso” (che può scappare a chiunque o essere un semplice fraintendimento) e noncommentatore insulso”. Dal fatto che a tanti di noi capiti di dire talvolta un’idiozia, non consegue che siamo tutti idioti;
  • percepisce un onere pubblico”? Che io sappia gli oneri non si percepiscono. Volevi forse dire “viene pagato dall’Amministrazione per una prestazione professionale”? Chi lavora lo fa per un giusto corrispettivo, non vedo il problema, e l’art.1 della Costituzione recita: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Penso che anche tu viva del tuo lavoro e quindi suppongo che qualcuno ti paghi per quello che fai. Se ti piace il lavoro di cartografo puoi tranquillamente imparare a disegnare cartine meglio di me (non ci vuole molto) e farti pagare per il tuo prodotti … ma ricorda che il Comune paga solo dopo vari mesi, con bonifico e si devono anche pagare le tasse …;
  • nessun tratto dell’Alta Via dei Monti Lattari “è chiuso”, ma molti attraversano proprietà private (Monte Vico Alvano, Pizzettiello, Malacoccola, Monte di Monticchio, Recommone, Monte San Costanzo … per citare i tratti più vicini). Chi redige una cartina escursionistica ha il dovere di riportare i sentieri segnati (e pubblicizzati) da un’associazione storica di interesse nazionale come il Club Alpino Italiano, attiva dal 1863. Per lamentele, critiche e problemi relativi all’Alta Via dei Monti Lattari dovresti rivolgerti a loro;
  • hai visto tanti abusi alla baia di Recommone? Denunciali alle autorità competenti … perché lo vieni a raccontare a me? Oltretutto io ci manco da vari anni, proprio perché quell’area non mi piace, né mi interessa (come chiaramente scritto) e non mi attira neanche per andarmi a fare un bagno;
  • questa volta hai scritto bene il nome del nostro Comune di residenza, come vedi non era difficile.

Quando vorrai scrivere qualcosa di “serio e propositivo” sarò sempre disponibile a dialogare con te, se invece deciderai di continuare con le insulsaggini, come fatto finora, non ti aspettare ulteriori risposte. 
Buone passeggiate. 
insulso (in-sùl-so) agg. 1. Che irrita o delude per la banalità e la sciocchezza: frasi, domande i. (da Devoto-Oli)

lunedì 24 marzo 2014

Escursionismo: interruzione percorso pedonale Massa - Sorrento

Ricordo a tutti che, a seguito della frana verificatasi a inizio marzo in località Pantano, un tratto del sentiero in oggetto (già 1 rosso del Progetto Tolomeo) è impraticabile. 
Tutta l’area è stata interdetta e ho saputo che si prevedono tempi di ripristino e messa in sicurezza molto lunghi, probabilmente un anno non sarà sufficiente.
Pertanto, oltre ad aver sollecitato le due Amministrazioni interessate ad apporre cartelli di avviso, invito tutti coloro che hanno contatto con escursionisti ad avvisare gli stessi dell’impossibilità di percorrere quel sentiero.
E’ quindi opportuno che chi distribuisce cartine (non solo le Pro Loco, l'AAS e gli uffici comunali, ma anche gli operatori turistici) faccia presente la chiusura all'atto della consegna.
Nella cartina qui in basso è chiaramente evidenziata l’area della frana. Le frecce rosse indicano il percorso consigliato da seguire da Massa a Sorrento passando per Montecorbo (già bretella 1a con segnavia pallini rossi).

domenica 23 marzo 2014

Escursionismo: abbiamo già cominciato con gli escursionisti in difficoltà

Un paio di giorni fa c’è stato il primo “disperso” dell’anno lungo i sentieri della Penisola, poi recuperato con l’ausilio di un elicottero. Ho letto e ascoltato varie versioni del fatto, saggi suggerimenti (già ripetuti più volte) e commenti vaneggianti.
L’escursionista in questione si è avventurato nell'area fra Spina e Recommone che, da almeno 20 anni, è il tratto dell’Alta Via dei Monti Lattari più soggetto a sparire coperto dalla vegetazione. Spesso si passa dove si può e gli sporadici segnavia visibili appaiono qui e lì senza continuità in quanto apposti in epoche diverse da volontari che hanno percorso rotte differenti. 
I vari incendi e crolli di muretti a secco non hanno certo migliorato la situazione. 
Da molto tempo sconsiglio quel tratto ai poco esperti e a chi non è pratico della zona. Ormai da anni sul mio sito si può leggere questa breve informazione:
L'ultima parte di questa tappa dell'Alta Via è molto malandata, a tratti mal segnata e non è neanche lontanamente bella e spettacolare come il tragitto fin qui percorso.” 
Non è mancato il solito commento insulso
“la colpa è del comune di MASSALUBRENSE perchè bisogna pulire e segnalare i sentieri ......”. 
Pur non essendo un grande sostenitore e/o paladino delle P.A. in genere ed in particolare del Comune di Massa Lubrense (tutte quelle maiuscole sono inutili, non aumentano l'ipotizzata colpa dell'Amministrazione, ed il nome del Comune è errato), vorrei ricordare al “commentatore” che:
  • non esiste nessun obbligo (per fortuna) di “segnalare” i sentieri da parte dei Comuni, è solo una scelta "politica" di promozione turistica;
  • il tratto di sentiero in questione non è una strada comunale e neanche vicinale e di conseguenza il Comune non ha titolo per intervenire;
  • l’area è privata e i proprietari gentilmente tollerano il passaggio degli escursionisti che quindi la attraversano a  proprio rischio e pericolo come avviene anche in tante altre parti dei Monti Lattari;
  • la segnatura dei sentieri dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) è compito del Club Alpino Italiano, ma non è certo un obbligo;
  • i volontari che si occupano della segnatura vanno ringraziati e non biasimati, in particolare da chi non è in grado di procedere autonomamente.
Fatti salvi i rari casi di pura malasorte, la colpa di ciò che accade lungo i sentieri è degli escursionisti improvvidi, incauti e imprudenti che si avventurano in aree non conosciute o pericolose. Oltretutto si deve tener presente che in molte aree lontane dai centri abitati la copertura delle rete telefonica è scarsissima o addirittura assente e ciò contribuisce ad aumentare i rischi degli escursionisti e i problemi dei soccorritori.
In particolare in queste zone, ripetiamolo per l’ennesima volta, è assolutamente sconsigliato andare da soli. 
Il gps da solo non è sufficiente per una sicura navigazione, ci vuole comunque la cartina, eventualmente la bussola e una sufficiente dose di buonsenso, che spesso sembra mancare quasi del tutto. Ciò non toglie che, come in questo caso, il gps sia utilissimo per comunicare la propria posizione in caso di emergenza.
L’immagine in basso è tratta dal materiale didattico dal corso “IL GPS IN ESCURSIONISMO” organizzato dalla Lega Montagna UISP, ma di documenti simili in rete se ne trovano a centinaia.

mercoledì 19 marzo 2014

Escursionismo: nuovo percorso per la MaraTrail di Termini

Per questioni logistiche la III edizione della MaraTrail di Termini (anello di 28km) sostituisce la già programmata E poi si vede … Trail (Colli - Amalfi, 30-35km), ma la data rimane la stessa, domenica 18 maggio, con partenza da Termini alle 10.00. 
L’altra novità è il percorso che, pur ricalcando quasi interamente quello delle edizioni precedenti, sarà affrontato in senso antiorario. Ciò significa che si inizia con il Sentiero di Athena, si scende a Nerano e una volta risaliti in quota si percorre buona parte dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) dalla Spina a Colli di Fontanelle. 
Si completa il Sentiero delle Sirenuse tornando via pineta delle Tore, Sant’Agata, Deserto, Aquara e Schiazzano.
Il pic-nic è previsto nei pressi della pineta del Monte di Monticchio e a chi non ha fretta di rientrare ricordo che alla conclusione della passeggiata ci fermeremo a Termini per la solita cena conviviale.
Oltre che su questo blog troverete i prossimi aggiornamenti anche su www.giovis.com e www.maratrail.com , non solo per questa MaraTrail ma anche per la Camminata dei 23 Casali (ultima edizione), la 100kmla Vagrant Trail.

domenica 16 marzo 2014

Escursionismo: novità per la Camminata dei 23 Casali

Stamattina sono andato a verificare lo stato del percorso pomeridiano della Camminata del 26 aprile prossimo. I sentieri sono percorribili anche se in alcuni tratti la vegetazione ne ha già ridotto l’ampiezza. La fioritura è molto avanzata e, oltre a tanti fiori (asfodelo, borragine, aglio, anemone, acetosella gialla, muscari, ecc.), ci sono già numerosi esemplari di orchidee (Orchis papilionacea) e il particolare centonchio azzurro (Anagallis foemina).
 
La XXII edizione della Camminata dei 23 Casali sarà anche l'ultima con tale denominazione. Continuerà a svolgersi come Camminate fra i Casali, nome che assume già da quest'anno (I ed.) in contemporanea con quello usato finora, per 15 anni. D’ora in poi l’organizzazione e conduzione di questa ormai classica passeggiata pubblica sarà gestita dalle varie associazioni escursionistiche che fanno capo alla pagina FB Camminate.
Questo nuovo nome è stato scelto per il suo triplice significato:
  • invito a camminare fra i Casali lubrensi
  • camminate (sinonimo di escursioni) fra i Casali
  • Camminate (paginaFB, “passeggia”) fra i Casali
Il percorso è un po' più lungo dei soliti 15km e si sviluppa per oltre la metà in ambiente naturale e quindi su sentieri. Nel pomeriggio il tratto fra Cafariello e Spina è ancor più impervio dei sentieri della mattina e fra la Guardia e la pineta del Monte di Monticcho ricalca il tracciato dell'Alta via dei Monti Lattari.
Verso le 13 si ritorna a Sant'Agata dove chi vuole camminare di meno, o è soddisfatto della semplice partecipazione all'escursione della mattinata costituita dall'intero Sentiero delle Sirenuse, potrà lasciare il gruppo ed eventualmente fermarsi a mangiare. 
Gli altri approfitteranno della breve sosta prevista per un aperitivo o per fare un po' di shopping per il successivo pic-nic sul promontorio del Cafariello.
Notizie, cartina e eventuali ulteriori aggiornamenti su www.giovis.com 

lunedì 10 marzo 2014

Altri Mondi: Carnaval di Santa Cruz de Tenerife (2)

Ecco alcuni commenti esplicativi relativi al secondo gruppo di foto del Carnevale.
http://www.giovistravels.com/14Tenerife/carnavalSC2.htm 
In mattinata concerto il piazza di alcuni dei gruppi canori che poi hanno anche preso parte alla sfilata. La Lechera (lattaia) era una perfetta replica di una nota statua situata all’ingresso di un mercato di Santa Cruz. 
I partecipanti già pronti si intrattenevano chiacchierando davanti alle sedi delle varie murgas, comparsas e rondallas (tipologie dei gruppi a seconda della prevalenza dell’ironia, ballo o canto nelle loro esibizioni).
Impossibili foto ricordo con bambini ingovernabili in prima fila con quelli in piedi che si volevano sedere, quelli con la maschera se la volevano togliere, c'era chi voleva suonare la grancassa e chi si precipitava verso la madre che puntualmente lo riportava in prima fila con gli altri, c'era anche chi si godeva il suo ciucciotto estraneandosi dal caos che lo circondava.
C’è il palco costruito in piazza incorporando le palme e la Reina della Terzà Età; fra le carrozzine ce n’erano di quelle spinte dai padri (!), quelle non certo desiderate e quelle molto desiderate …
Il gruppo senegalese, non si è dovuto sforzare molto per portare colore, ritmo e allegria. La serie di foto si conclude con vari dei personaggi (ce n’erano a centinaia) che si aggiravano liberamente fra gruppi e carri.
Si va da Fidel Castro a Shrek e Fiona, dall’improbabile coppia costituita da Scrooge e Cappuccetto Rosso a una perfetta “coppia single” passando per una biglietteria di cinema, dalle drag queens a Don Quijote y Sancho Panza accompagnati dai mulini a vento.
 

venerdì 7 marzo 2014

Altri mondi: Carnevale di Santa Cruz de Tenerife (1)

Pur coinvolgendo migliaia di persone è una festa ordinata, molto piacevole, organizzata per il godimento di protagonisti e spettatori, ariosa, allegra, colorata e rumorosa al punto giusto. Ma la cosa più bella è che effettivamente è una festa per tutti e di tutti e traspare chiaramente l’enorme lavoro, fatto con passione, che c'è alle spalle.
Ed è ancora più bello vedere la partecipazione convinta e sentita di persone di ogni genere e professione che probabilmente in tante altre parti del mondo sarebbero forse più "riservate".
Sfilavano tipi di tutte le età, razze, peso, sesso, stazza, avvenenza o bruttezza, altezza, dai ballerini acrobatici ai portatori di handicap, dagli ottuagenari ai lattanti (comunque in costume) in passeggino. Molti, a giudicare dal portamento e dalla considerazione nella quale erano tenuti, davano l'idea di essere nella vita stimati professionisti o persone di successo, ma a Carnevale a Santa Cruz sono tutti uguali.
I gruppi in costumi molto colorati - in maggioranza “sontuosi” e ottimamente realizzati, di livello teatrale - si alternavano con ballerini che eseguivano coreografie di tutti i generi, gruppi infantili, scolastici, corali con musicisti al seguito, gruppi di tercera edad. E nessuno si preoccupava del proprio aspetto fisico, peso, età, altezza o forma; ognuno dei partecipanti era assolutamente a suo agio nel costume carnevalesco che indossava con gran disinvoltura.
Non era presente né la volgarità né l'ostentazione del travestimento. Tutti si miscelavano alla perfezione: ballerine ampiamente sovrappeso, drag queen ottuagenarie, infanti e adolescenti, immigrati, distinti esponenti della terza età e signore raffinatissime che procedevano con un incedere sicuro dal quale traspariva il gran numero di sfilate alle quali avevano partecipato.
Oserei definirli professionisti del Carnevale, ma riferendomi esclusivamente alla professionalità con la quale ricoprono il proprio ruolo e non certo perché percepiscono un compenso, al contrario quasi sicuramente ci rimettono di tasca propria.
E si può essere certi che fra poco già cominceranno a pensare al carnevale 2015, se non lo stanno già facendo.
Qui http://www.giovistravels.com/14Tenerife/tener.htm potrete godervi numerose foto. Vi suggerisco di osservare i particolari e anche i protagonisti che sono ai margini dell’inquadratura, meritano tutti.
A breve pubblicherò un secondo post sul tema, con ulteriori informazioni, considerazioni e, ovviamente altre foto.

mercoledì 5 marzo 2014

Escursionismo: esploriamo, ma cerchiamo di non perderci!

Alcuni consigli e suggerimenti per ridurre al minimo il rischio di “perdersi”, scelti fra quelli che di solito si leggono sui vari manuali e sulla mia, oserei dire vasta e varia, esperienza personale di camminatore solitario (vivamente sconsigliato, ripeto per l’ennesima volta).
Seguendoli, e con un po’ di buona sorte, sono sempre rientrato per tempo e incolume alla base pur essendomi avventurato, a volte senza cartine degne di tal nome né gps (non era stato ancora commercializzato), negli ambienti più diversi dalle foreste pluviali in Amazzonia e Malesia ai vulcani hawaiiani e neozelandesi, dai grandi parchi americani alle faggete appenniniche nostrane nelle quali è veramente facile perdersi.
Prima regola: melius abundare quam deficere. Quando andate lungo sentieri che non conoscete portate con voi tutto ciò che avete a disposizione e che vi potrà essere di ausilio per la navigazione e quindi non solo la cartina, ma anche descrizione del percorso, gps, bussola e non dimenticate carta e penna.
Cominciate con l’annotare l’orario di partenza e poi, procedendo, numerate tutti i punti facilmente riconoscibili (bivi, tornanti, incroci, scale, ecc.) o di interesse (p.e. piante particolari). Avrete una lista di tutto ciò che si trova lungo il sentiero con gli orari di passaggio, utile per calcolare i tempi di ritorno. Se avete il gps non dovrete perdere tempo a inserire descrizioni succinte con i way point, vi basterà un click e i numeri progressivi (completi di orario) dovrebbero essere corrispondenti a quelli della vostra lista manuale. In corrispondenza di ciascun numero potrete scrivere tutto quello che vorrete più velocemente e comodamente, anche dilungandovi se necessario, aggiungendo il numero della foto che scatterete in loco. Infatti, per ulteriore sicurezza ed eventuale uso futuro, avere anche una foto dei suddetti punti può risultare utile.
Se lungo il percorso non c’è niente di particolare … potrete sempre crearlo. Una pietra, una frasca, un ramo si trovano sempre e al ritorno saranno utili per darvi conferma che siete sulla strada giusta.
Ultimo consiglio, estremamente pratico e utile in particolare se non si ha né carta, né descrizione, né gps: di tanto in tanto, e sempre dopo aver superato un bivio o incrocio, voltatevi e cercate di memorizzare come vi apparirà quella stessa zona quando percorrerete il sentiero in direzione contraria. Le visioni opposte di uno stesso luogo - o controcampo, per usare un termine cinematografico - a volte sono incredibilmente del tutto diverse. Anche in questo caso, avendone la possibilità, una foto non guasta.
Buone esplorazioni e non dimenticate il buonsenso

lunedì 3 marzo 2014

Cartografia: alla ricerca di nuovi sentieri - le cartine eterne!

Come preannunciato, spiego come portare in escursione cartine a colori (in originale) potendole piegare “infinite” volte senza che si rompano ... più o meno come si faceva un paio di secoli fa.
Una volta procurata la cartina (come al solito possibilmente stesa) dividetela, per il momento idealmente, in rettangoli con dimensioni comode per il futuro trasporto e consultazione. 
A questo punto potete passare alla plastificazione. Se non trovate chi la possa plastificare per intero, dovrete tagliare la carta in rettangoli della misura scelta avendo cura però di non superare i 18-19 cm per il lato corto e 27-28 cm per quello lungo dovendo lasciare un certo margine e farli plastificare in formato A4 (210x297mm). Plastificandola intera, la taglierete successivamente e quindi non avrete limiti di dimensioni.
Ricomponete ora la cartina applicando da entrambe i lati strisce di nastro adesivo trasparente di buona qualità, largo come quello da imballaggio, avendo cura di lasciare 2 o 3 mm fra un foglio e l’altro. Una volta completata anche questa operazione, che richiede una certa precisione, potrete piegare la carta molto facilmente.
Pur non essendo strettamente necessario, consiglio di tagliare gli angoli in modo da eliminare questi punti di tensione nei quali convergono due pieghe perpendicolari fra loro. Nell’immagine esemplificativa che segue, per essere più chiaro, ho esagerato le dimensioni dei margini esterni e dei tagli.
In maniera molto simile, una volta le carte si stampavano intere, si dividevano in rettangoli di identiche dimensioni e infine si montavano su tela lasciando un paio di millimetri fra un foglio è l’altro. La foto che segue è di una carta del 1848 che come vedete è in perfetto stato. Sono ben chiare le parti a vista della tela sulla quale sono fissati i rettangoli, in questo caso con i lati quasi uguali.