Fra
due giorni ricomincerò a godermi (spero) film sul grande schermo, in buone
sale, tutti in versione originale.
Ho
la fortuna di arrivare a Lisboa proprio nel bel mezzo di una rassegna
esaustiva dei film di Jean-Pierre
Melville, unanimemente giudicato il precursore (e certamente uno dei più
importanti registi) del noir francese e spesso citato col nomignolo di Le
samouraï, titolo del suo film più famoso (1967, con Alain Delon, 8,1 per IMDb, 100% per RottenTomatoes). Avrò così modo di colmare quasi tutte le mie lacune aggiungendo
4 dei suoi film ai 6 inclusi nel cofanetto in mio possesso e quindi me ne rimarranno solo 3 (ne ha diretti appena 13).
Melville si distinse rifacendosi allo stile dei noir americani distinguendosi così dai colleghi francesi dell'epoca
e, pur non facendo parte della ristretta cerchia dei fondatori della Nouvelle
Vague, ha certamente influenzato i loro lavori. Con i suoi film ha
inoltre contribuito all’affermazione di attori come Alain Delon, Jean-Paul
Belmondo, Lino Ventura.
Il
ciclo è ovviamente proposto dalla Cinemateca Portuguesa - Museu do Cinema
che nei giorni di mia permanenza nella capitale lusitana propone anche qualche
altra chicca alla cui proiezione certamente non mancherò: Pierrot le Fou (Jean-Luc Godard, 1965, distribuito in
Italia con l’insulso titolo Il bandito
delle 11), Grizzly Man (Werner
Herzog, 2005), Dersu Uzala (Akira
Kurosawa, 1975). Gli ultimi due titoli, che saranno proiettati di seguito come double
bill (con una pausa di 20’, biglietto unico), mi riportano alla
mente in miei primi anni da cinefilo in quanto al Festival di Parigi del ’76
assistei alla presentazione di Dersu Uzala e alla prima mondiale di
Herz
aus Glas (Cuore di vetro)
che mi fece conoscere Herzog del
quale ho poi visto quasi tutti i film e documentari. Sono quindi ansioso di
guardare la settimana prossima Grizzly Man nella sala grande della Cinemateca,
quindi nelle migliori condizioni possibili.
Per i primi mi riferisco ovviamente a Dunkirk e Blade Runner 2049, mentre per gli altri per ora ho preso in considerazione Good Time (dei fratelli Safdie, che vanta un ottimo 89% su RT, 92% fra i Top critics, premio miglior musica a Cannes, Nomination Palma d’Oro), It (di Andy Muschietti, 7,9 IMDb, 85% RT), The snowman (di Tomas Alfredson, appena uscito).
Mi incuriosiscono e attirano anche The glass castle (di Destin Daniel Cretton, con un cast di tutto rispetto: Brie Larson, Woody Harrelson, Naomi Watts), Django (di Etienne Comar, scelto per l’apertura della Berlinale 2017, 2 Nomination) e il documentario Lumiere! (di Thierry Frémaux) che propone un sacco di spezzoni originali (restaurati) delle riprese dei fratelli reputati gli inventori del Cinema, accompagnati dai commenti di Martin Scorsese; certamente per soli cinefili ma, viste le ottime recensioni, penso che debba guardalo assolutamente.
La parte per me "difficile" per le prossime due settimane sarà quindi quella di conciliare le visioni (molte sono uniche, non posso scegliere né data, né orario), le visite ai musei e palazzi di Sintra come Palacio da Pena (sopra a sx) e Quinta da Regaleira (sopra a dx) e ai relativi parchi e giardini (occhio alle prossime foto), le escursioni lungo la costa dell'Algarve e, non certo da ultimo, le degustazioni dei miei preferiti piatti classici portoghesi (in basso carne de porco à Alentejana, classico piatto del sud, a base di maiale, vongole e patate!), ma forse riuscirò a scoprirne altri anche se diventa sempre più difficile.
Spero di trovare il tempo di scrivere di tutto ciò, essendo tutti argomenti più che meritevoli!
Nessun commento:
Posta un commento