Come spesso accade a chi nota certe
coincidenze, in poche ore vari avvenimenti/notizie sono stati legati ad un
unico luogo non citato tanto di frequente, in questo caso alle Hawaii, e quindi
mi hanno riportato indietro nel tempo di una decina di anni. Sono così ci sono
tornato, purtroppo solo con il pensiero, e ho deciso di condividere una
panoramica generale di quei mesi a cavallo fra il 2007 ed il 2008, per
documentare come si possa riuscire a vivere (bene) in un posto considerato
carissimo e inaccessibile ai più. Esperienze simili di svernamento in un sol
luogo, in una stessa casa, avendo a che fare quasi esclusivamente con il
locali, sono state uno standard nell’ultima decina di anni, dopo oltre 30 anni
di viaggi itineranti in giro per il mondo, ma di queste differenti
interpretazioni del viaggiare scriverò in una prossima occasione.
Penso sia importante chiarire che il toponimo
Hawaii indica sia l’intero arcipelago che l’isola maggiore (conosciuta anche
come Big Island), ma è sull’isola di Oahu che si trova la capitale di questo 50°
e più recente stato USA: Honolulu. Qui i più sostano pochi giorni o solo poche
ore (passando il tempo fra la famosa spiaggia di Waikiki, Pearl Harbour e altri
siti turistici) prima di volare verso altre isole, soprattutto Maui. Evitate le
suddette aree vi troverete in una città di medie dimensioni (circa 400.000 abitanti,
area metropolitana meno di 1mln) perfettamente organizzata, che gode di ottimo
clima (d’inverno le minime non scendono sotto i 18° e d’estate non raggiungono
i 32°, vedi grafico in basso), piena di verde, considerata una delle più sicure degli Stati Uniti (e i
crimini come al solito sono concentrati nelle zone frequentate dai turisti) e,
dulcis in fundo, non così cara come molti pensano ... basta sapersi
organizzare.Certamente non è pensabile vivere bene e tranquillamente con poche decine di euro come, per esempio, in Thailandia, ma non è neanche vero che ci vogliano centinaia di euro al giorno. Le cifre che mi accingo a riportare sono quelle di allora (in dollari, oltretutto per mia fortuna all’epoca il cambio fluttuava fra 1,45 e 1,50) e i prezzi sono certamente aumentati ma penso sia interessante avere un’idea di cosa si possa fare, a quali costi. Conditio sine qua non è quella di sapersi destreggiare con l’inglese.
Comincio con il viaggio, allora pagai circa
1.000 euro con la British, ma oggi (in determinati periodi) si riesce a
raggiungere le Hawaii anche con soli 800 euro, con compagnie affidabili come
Lufthansa o KLM, poco se si considerano le circa 20 ore di volo nette.
Alloggio: scordatevi degli alberghi e anche
dei B&B, puntate piuttosto a condividere un appartamento, prassi
comunissima negli USA, in quanto ermandosi vari mesi i prezzi sono
accessibilissimi. Durante l’ultimo mese prima di partire controllai quasi ogni
giorno craiglist.com (sul quale c’è di tutto e di più, filtrato per settori,
stati e città) e tutt’oggi in “rooms & shares” troverete una notevole
quantità di offerte fra i 500 e gli 800$, prezzi che variano a seconda della
zona e se includono i consumi, internet, uso cucina e via discorrendo. Tre
giorni prima di volare alle Hawaii, inviai 6 email richiedendo un appuntamento
per visitare la casa, in tre mi risposero, la prima mi piacque e ci rimasi per
5 mesi. Inclusi i consumi spesi fra i 700 e i 750$/mese (allora =500 euro) per
soggiornare in una casa abbastanza moderna con 4 stanze da letto e due bagni,
cucina attrezzatissima con due frigoriferi enormi (freezer, icemaker,
potabilizzatore), lavatrice, asciugatrice, salone, tv e internet in ogni
camera, spazio esterno con parte coperta, prato e ... piscina.
La casa si trovava ad Hawaii Kai, zona
residenziale a est del centro, al termine di una strada senza uscita, quindi
senza traffico, ma a soli 200m dalla strada principale, a vista del Koko Crater (quello che si vede sempre in Hawaii Five-O, foto a dsx) fermata bus ed enorme
Safeway (supermercato alimentare dove si trova di tutto, da prodotti italiani
originali, formaggi di tutta Europa, olive greche, spezie orientali, vini
australiani, argentini, cileni, ma anche italiani e francesi).
Trasporti: l’abbonamento
mensile (mese solare) costava appena 40$ (oggi 60), valido
per bus regolari ed Express sull'intera isola, e considerate che le linee sono tante, le corse frequenti, per
le tratte principali i bus circolano anche in piena notte, si può raggiungere
quasi ogni punto di Oahu (circa 50km da nord a sud e altrettanti da est a
ovest) e, infine, davanti ad ogni mezzo ci sono due portabici ad uso
gratuito.
Cibo: si può mangiare non
troppo male ed abbondantemente (porzioni americane, ma non per forza cibo gringo) nei food court o piccoli locali
etnici o bio per meno di 10$, ancora più economica Chinatown con un numero
spropositato di locali non solo cinesi, ma anche vietnamiti, laotiani,
filippini, giapponesi, ... gli asiatici costituiscono il 38% della popolazione
dell’isola, quindi è facile trovare piatti originali e non per turisti. Con un
pasto fuori e uno a casa, oltre alla prima colazione, si riesce a non spendere
molto.
Svago: cinema buoni e
relativamente economici (anche matinée a 2$), Museo del Cinema a 5 e Teatro del
Museo Doris Duke 8 (qui si organizzano interessanti rassegne con continuità).
Spiagge libere quasi dovunque e, per i camminatori come me, possibilità di
aggregarsi a vari gruppi escursionistici gratis o per pochi dollari. Tante
altre opportunità gratuite o quasi, per lo più all’aperto. Quanto migliore è il
vostro inglese, tante più opportunità avrete di socializzare e partecipare a
riunioni, conferenze, corsi e programmi di volontariato. In quest’ultimo campo scelsi
gli Honolulu Botanical Gardens (sono 5, a differente indirizzo) e produssi le nuove mappe, molto apprezzate, per due di essi (un mese dopo essere rientrato, mi inviarono un riconoscimento ufficiale, io sono quello in basso a sx).
Se si riesce a comunicare bene, la partecipazione a qualunque
di queste attività (passeggiate, corsi, volontariato) facilita i rapporti con
la comunità locale, si conoscono persone interessanti, si migliora il proprio
vocabolario e, a meno di non essere asociali o eccessivamente timidi e
introversi, ci si diverte.
In conclusione, per chi ha disponibilità di
tempo un soggiorno alle Hawaii non è irrealizzabile e può essere molto
gratificante se si sta lontano dai turisti ed in particolare quelli che parlano
la vostra lingua ... full immersion. In 5 mesi ho scambiato solo poche parole
in italiano con una signora (che però viveva in California ) ad uno dei
frequenti party che si organizzano dopo le escursioni, ma immediatamente
tornammo all’inglese.
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