lunedì 12 ottobre 2026

La storia di Lí Ban, la Santa Sirena Muirgen (3)

Il famoso (in Irlanda) incontro di San Brandano con una sirena gigante si sovrappone e interseca con la leggenda di Lí Ban, giovane ragazza di un nobile e leggendario clan celtico, trasformata in una sirena/salmone, poi battezzata Muirgen da San Comgall e santificata (il suo onomastico si festeggia il 27 gennaio).

Pare che la storia abbia origini pre-cristiane e solo successivamente sia stata integrata con temi di santità a uso e consumo del cattolicesimo irlandese ed è quindi comprensibile che, fra trasmissioni orali e trascrizioni, ne esistano tante versioni. Questa che segue fu proposta da S.H. O’Grady in Silva Gadelica ed è quella reputata più attendibile.


Una volta, tanto tempo fa, Mairidh – buono e giusto re di Munster – aveva due figli, Eochaidh e Ríbh; il primo si innamorò della sua matrigna, Eibhliu, e insieme scapparono dal regno. Una notte, durante la fuga, i loro cavalli e la scorta furono uccisi da uno sconosciuto lungo la strada. Il potente Aonghus, che era stato adottato da Eibhliu da bambino, apparve e gli diede un meraviglioso cavallo per trasportare loro e i bagagli, ma li avvertì di non fermarsi o lasciare che il cavallo urinasse finché non avessero raggiunto la destinazione finale, altrimenti sarebbe stata la loro rovina. Loro acconsentirono, ma il cavallo urinò appena raggiunsero l’Ulster e la forza di un torrente causò l’apertura di una sorgente. Fu lì che costruirono la loro casa, coprirono lo zampillo con una pietra e incaricarono una donna di controllarlo in modo da non fare inondare le terre circostanti.

Un giorno la donna dimenticò di coprire bene la fonte, qualcuno dice perché aveva sentito il suo bambino piangere ed era corsa in soccorso. In ogni caso, l’acqua tracimò e allagò l’area, facendo affogare l’intera famiglia, tranne tre bambini: Conaing, Curnan e l'altra fu la figlia di Eochaidh conosciuta come Lí Ban. Lei era in una casetta con il suo cagnolino quando il livello dell’acqua salì, ma non entrò nella sua stanza. Dopo un anno chiusa lì dentro, desiderò essere trasformata in salmone per potersi liberare nuotando e fu parzialmente accontentata: lei fu trasformata in una sirena (busto di donna e parte inferiore salmone) e il cagnolino in una lontra. Per 300 anni vagò liberamente nelle acque e nuotò in molti fiumi che dal lago scorrono fino all’oceano, insieme con il fedele cagnolino, ora lontra, sempre al suo lato. Si narra che in una giornata chiara si potessero ancora vedere le torri del regno sul fondo del lago. 


Centinaia di anni passarono e l’evento sparì dalla memoria, fin quando un uomo di nome Beoán, che era partito in barca dal monastero di Beannchar per andare a Roma su indicazione di San Comgall, udì un miracoloso canto che emergeva dall’acqua e Lí Ban gli apparve fra le onde. Lei gli raccontò la storia della sua vita e dell’annegamento della famiglia e gli chiese di incontrarla un anno dopo al Larne Lough, un’insenatura nella contea di Antrim, presso la costa dove sfociava uno dei fiumi del lago. L’uomo acconsentì a condizione che fosse seppellita nel suo monastero alla sua morte e lei accettò. 

Un anno dopo, in molti si riunirono in quel posto per incontrare la sirena. Fu presa nella rete di un monaco di nome Fearghus e portata a riva dove vide molte persone mentre era tenuta in un carro pieno d’acqua. Quando arrivò fra la folla, vide un capo che indossava un mantello rosso che attirò il suo interesse perché le sembrò familiare. Notando la sua attenzione, l’uomo immediatamente le offrì quel manto dicendo: “Se è il mio mantello che ti piace, allora è tuo”. Rifiutando il regalo, lei rispose: “Non è il tuo mantello che voglio. Quando la mia famiglia annegò, mio padre indossava un mantello rosso simile, e perciò l’ho notato. Comunque, siccome me l’avete offerto, la buona fortuna scenderà su di voi e la vostra famiglia per generazioni”

L’uomo era infatti capo della famiglia Úi Chonaing e discendente di suo fratello Conaing. Subito dopo arrivò un ragazzo screanzato che ammazzò la sua lontra, che era stata costantemente e fedelmente al suo fianco durante i secoli. Amareggiata, scagliò un anatema sul ragazzo affinché lui e la sua famiglia non potessero mai prevalere sui loro nemici finché non avessero fatto penitenza alla sua cappella; dopo ciò il giovane s’inchinò davanti a lei, rendendosi conto del suo errore.

Alla fine sorse un diverbio fra San Comgall e Beoán nei confronti del monaco Fearghus in merito a dove Lì Ban dovesse essere sepolta, se a Beannchar dove le era stato promesso o nel monastero da dove veniva Fearghus. Mentre discutevano apparve un angelo che disse: “Dalla tomba di sua sorella Airu appariranno due cervi (in alcune versioni: tori), tu gli metterai il giogo e loro tireranno il carro nel quale si trova. In qualunque posto la porteranno, là sarà sepolta”. La mattina seguente gli animali arrivarono e trainarono il carro fino al monastero di Beoán e Comgall. Al suo arrivo le fu offerta una scelta finale, vagare da sola per le acque della terra per altri 300 anni o essere battezzata e ascendere immediatamente al cielo. Pensando alla sua vita, alle sue recenti sventure e al suo fedele amico a quattro zampe appena ucciso, scelse la seconda opzione.

San Comgall la battezzò Muirghein (nata dal mare) o forse Muirgheilt (prodigio del mare) e subito dopo la Santa Sirena morì.

venerdì 2 ottobre 2026

Genesi del mio "Viaggio di San Brandano" (2)

Il mio interesse per questa cronaca nacque nel 2015 a Puerto de la Cruz, Tenerife. Nei locali dell’Instituto de Estudios Hispánicos de Canarias fu allestita una mostra di disegni del giovane artista Jorge Perez Rodriguez incentrati su Borondón (spagnolo per Brandano), anche nome di una fantomatica ottava isola delle Canarie. Il santo navigatore nacque in Irlanda verso la fine del V secolo e visse fra i 93 e i 99 anni e ha sempre goduto di notevole popolarità, non solo nel mondo anglosassone, ma universalmente, soprattutto per il suo famoso viaggio alla ricerca dell'Eden durato ben sette anni, nel corso del quale toccò numerose isole sconosciute. Si è ampiamente speculato nel voler identificare queste o quelle terre e le tesi sostenute (perlopiù molto deboli) lo hanno fatto sbarcare quasi dovunque nel Nord Atlantico e perfino alle Antille. Nessuna ipotesi è da rigettare del tutto e ogni soluzione intermedia è altrettanto possibile; del resto sono anni che si discute di un effettivo sbarco dei Vichinghi in Nordamerica nel primo millennio, secoli prima di Colombo.

Is. St. Brandano in alto, a nord delle Canarie (Insulae Fortunatae)

Nella narrazione del Viaggio di San Brandano viene menzionata un'isola, che isola non è, rivelandosi essere il dorso di una enorme creatura marina (Jasconius) la quale, disturbata dai monaci che lì si erano accampati e avevano acceso un fuoco, si muove e li fa scappare. Alle Canarie quest’isola che non c’è, una non-isola vivente, è stata identificata e adottata quale ottava isola dell'arcipelago: la Isla de San Borondón. In effetti, il nome del santo celtico è stato semplicemente associato ad una fantomatica saltuaria terra già presente in una simile antica leggenda guanche (etnia originaria delle Canarie, assoggettata dagli spagnoli nel XVI secolo).

L'isola comparirebbe e scomparirebbe, gli avvistamenti sarebbero stati numerosi, qualcuno ha sostenuto di esserci sbarcato e, per dare l'idea di quanti (reputati affidabili) hanno certificato la sua esistenza nel corso dei secoli è opportuno sottolineare che è stata riportata perfino in varie carte nautiche (assolutamente realistiche per tutto il resto) fino al XVIII secolo (lo stralcio in basso è estrapolato da una mappa francese del 1707). 

Isle de St. Borondón a ovest (sx) delle Canarie 

Proprio per essere mobile, oltre che saltuaria, venne posizionata in zone diverse e, dopo centinaia di successivi avvistamenti, fu quasi dimenticata, ma "riapparve" nel 1953 e poi il 10 agosto 1958, occasione nella quale fu anche fotografata. Considerata l'origine vulcanica dell'arcipelago delle Canarie, si potrebbe pensare ad un fenomeno simile a quello che nell’estate del 1831 fece sorgere al largo della Sicilia l’isola Ferdinandea che raggiunse un’altezza di circa 60m e 1 chilometro di circonferenza, ma poi si ridusse velocemente e prima della fine di quell’anno scomparve del tutto fra i flutti. Altra supposizione ricorrente e plausibile è che si tratti di fenomeni ottici simili ai miraggi nel deserto.

Artisti moderni (come Jorge Beda) continuano a reinterpretare fantasiosamente la descrizione dell'enorme creatura e dello sbarco dei frati sul suo dorso