giovedì 2 febbraio 2017

Dai Solemates hawaiiani ai FREE nostrani - come camminare in compagnia, ma in libertà

Solemates = compagni di suola (senza la "c", quindi di scarpa, intendendo cammino in senso lato). Questo è il nome di uno dei due gruppi con i quali solevo andare in escursione 9 anni fa. L’arguto nome è un gioco di parole che spinge chi lo ascolta a pensare - erroneamente - al più comune soulmates (“compagni dell’anima” nel senso di “amici del cuore, più cari”) in quanto le due parole soul e sole, nonostante il diverso spelling, hanno esattamente la stessa pronuncia (follie dell’inglese).
   
Ed è proprio così, come per l’amicizia e l’affetto non c’è codifica, né burocrazia similmente si tratta di un gruppo “virtuale”, non c’è un presidente, né una sede, ne una tassa d’iscrizione, né un sito web, né tessere ... si deve solo conoscere qualcuno del gruppo e quindi venire a conoscenza di un’escursione e alla prima occasione chiedere di ricevere la newsletter settimanale. Durante tutti questi 9 anni mi è arrivata puntualmente ogni week-end il messaggio nel quale Tom conferma l’escursione successiva - si va ogni mercoledì - e racconta in modo spiritoso come si è svolta la precedente, aggiunge eventuali avvisi e conclude con il possibile calendario delle successive 3 o 4 escursioni.
   
Questo preambolo è importante per capire lo spirito con il quale si va in escursione qui ... tutti amici, spirito di collaborazione, sempre pronti ai party estemporanei a fine camminata ma anche a quelli organizzati da coloro che abitano nei pressi di un sentiero. Per mia somma sfortuna, mi sono perso per pochissimo il 18imo anniversario dei Solemates mercoledì scorso con un’ottantina di partecipanti, al termine di una passeggiata costiera a nordest dell’isola. Il sistema è stato il solito: ognuno porta uno o più pupu, porzioni di cibo cucinato o crudo, verdure o dolci non importa.
Ieri mi sono quindi presentato all’appuntamento all’inizio del sentiero di Lanipo, percorso che ho “odiato” la prima volta che ci andai in quanto era un striscia di fango quasi ininterrotta, con un po’ di anticipo (come qui fanno tutti per poi partire in perfetto orario) e con mia soddisfazione ho trovato molti dei solemate che frequentavo di più e ho avuto notizie degli quelli assenti. C’erano almeno una cinquantina di attrezzatissimi camminatori di età variabile dai 20 fino ad oltre 80 fra i quali ho trovato molte facce che ricordavo bene (talvolta ricordando anche i nomi) mentre altri ricordavano di aver camminato insieme a me. Con Tom, Judy e Brian abbiamo ricordato vari episodi e mi hanno messo al corrente dei movimenti degli altri amici.
Ho rivisto il mio “idolo” Allen, il simpaticissimo giapponese (foto a sx) che nonostante i suoi 77 anni continua ad andare in giro con un carico impressionante. Nell’enorme zaino trasporta praticamente, parte del carico complessivo lo vedete pendergli davanti e usa “bastoncini” speciali che si è costruito per rimanere giovane ed essere in forma quando diventerà grande (sue testuali parole). Fate caso ad essi e vedrete che sono in effetti dei tubi di ferro in pezzo unico, non telescopici, e le protuberanze sotto le impugnature sono dei pesi cilindrici che ha aggiunto per “dare un po’ di peso”. Me ne ha porto uno e direi che pesava circa 4kg, se non di più!
Mi hanno detto che la qui famosa Peggy (ultranovantenne), già scalatrice e grande camminatrice, continua ad andare in giro per tutta Honolulu a piedi e di tanto in tanto si aggrega ad escursioni più impegnative ...
Il mio amico John, 84enne professore universitario di microbiologia e autore di numerosi testi relativi alle piante endemiche delle Hawaii e altri di cultura locale, non è venuto perché impegnato in una ennesima ricerca su un altro sentiero.
E per finire “come è piccolo il mondo” ... un gruppo dei Solemates più attivi, dei quali conosco almeno la metà e mi meravigliava non trovarli lì con noi, attualmente si trova in Nuova Zelanda per un gemellaggio fra hikers e, quarda caso, con l’A.T.C. (Auckland Tramping Club) del quale fui socio l’anno dopo essere stato la prima volta alle Hawai.
Approfittando del fatto che la maggior parte dei percorsi sono lineari (di cresta o di fondo valle) la possibilità di perdersi è più che remota e ognuno può procedere al proprio passo e fermarsi quando e quanto vuole, allungando la fila a dismisura. Non si sentono mai le insopportabili richieste/intimazioni “Aspettatemi”, “Muoviti!”, “Non correte”, e via discorrendo.
Ai Solemates hawaiiani si aggregano molti viaggiatori/escursionisti occasionali o abituali e sono sempre accolti a braccia aperte da questa comunità multiculturale (vedi post precedente), più o meno metà di origine giapponese e metà americana anche se non mancano australiani, neozelandesi e canadesi e, più raramente europei.
     
Tutto ciò per dire che l’aria (in senso figurato) che si respira qui è ben diversa da quella che si immagina pensando alle Hawaii solo come spiagge e palme, che c’è gente che si trasferisce qui proprio per apprezzare la vita all’aria aperta in modo attento e rispettoso della natura e di frequente (e non c’è da meravigliarsi) camminando camminando si ha modo di conversare piacevolmente con gente colta e con esperienza nei più diversi campi arricchendosi ulteriormente.
Illuminato da questo tipo di approccio, al mio ritorno promossi il gruppo FREE, acronimo di Free Ramblers, Escursionisti Epicurei, concentrando nelle 4 parole (in effetti 3 in quanto ramblers ed escursionisti sono sinonimi) lo spirito dei partecipanti.
Morale: se e quando ne avete l’occasione camminate in ambiente naturale, possibilmente in buona compagnia, poiché l’attività fisica all’aperto fa bene alla vostra salute fisica e psichica e, se siete capaci di socializzare, vi può arricchire culturalmente e, a giudicare dall’età media del gruppo, allunga la vita ... provare per credere.

PS - quelli che hanno percorso il minor cammino sono stati ancora una volta quelli sotto i 40 ma, oggettivamente, devo dire che quella di ieri non era proprio una passeggiata nel parco ...

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