mercoledì 28 settembre 2016

Alcuni proverbi e modi di dire, in qualche modo collegati fra loro

Comincio con un espressione molto napoletana: “perdere Filippo e ‘o panaro” (perdere Filippo e il cesto). Potrebbe essere assimilata in alcuni casi a “Oltre il danno, la beffa”, ma più comunemente è usato nelle occasioni nelle quali si aspetta invano e per ore ... anche semplicemente un amico che non dovrebbe portarci niente, che è solo in gran ritardo.
I più citano quale origine del detto una scena di una farsa di Antonio Petito, nella quale tale Pancrazio affida al suo servitore Filippo un cesto pieno di cibarie da portare a casa, ma lì non arriveranno mai né Filippo, né le cibarie. Questo è un fatto certo, anche se forse era già noto e Petito si è limitato ad adattare l’aneddoto ed inserirlo nella sua commedia. Infatti, esiste altro modo di dire (ma solo marinaresco) di identico significato che sostituisce tale Domenico a Filippo e una barca al cesto: “S’è perso Dumminico e ‘a varca”, tuttavia molto meno comune del precedente.
Per attinenza (perdere un paio di cose) si passa al più famoso “A lavà 'a capa o' 'ciuccio, se perde ('o tiemp’,) l'acqua e 'o sapone”, che tuttavia ha significato completamente distinto. Infatti, in questo caso la perdita si subisce esclusivamente per propria colpa, ostinandosi ad agire in uno stesso modo o tentare di convincere qualcuno senza ottenere alcun risultato.
Da notare che il tempo non sempre viene menzionato insieme con beni materiali come l’acqua e il sapone e che l’asino (‘o ciuccio) è stato l’animale prescelto proprio per la sua acclamata testardaggine (ma chi è più ostinato, chi tenta di convincere un caparbio, o un cocciuto che non si arrende neanche davanti all’evidenza?).
Qualche settimana fa, guardando il bel film colombiano Cóndores no entierran todos los días (di Francisco Norden, 1984) mi sono imbattuto in un altro modo di dire di simile forma, ma con elementi e significato molto diversi, contenuto in una (poco) velata minaccia: “Si no acepta, se va a quedar sin el pan y sin el queso” (Se non accetta, perderà sia il pane che il formaggio).
Questo modo di dire tipicamente sudamericano (certamente comune in Colombia, Venezuela e Argentina) non deve essere per forza associato ad una minaccia, ma viene usato anche e sopratutto all’indirizzo di quelli che dovendo scegliere fra due offerte o cose o persone, perdono tanto tempo a esaminare, analizzare e valutare, che quando hanno deciso entrambe le opportunità sono sfumate o non sono più disponibili.
In questa accezione, riferendosi agli eterni dubbiosi, ha quindi significato molto simile alla frase che i napoletani dicono per sollecitare qualcuno a prendere una decisione prima che sia troppo tardi  “Mentre 'o miedeco sturéa, 'o malato more” (Mentre il medico studia, il malato muore).