sabato 5 marzo 2016

Alla fine della strada, alla fine del Malecón

Mahahual, Quintana Roo, Mexico - 5 marzo, 7.30pm

Questo piccolo villaggio costiero si trova alla fine di una strada tagliata diritta attraverso foreste e acquitrini popolati da aironi e altri uccelli acquatici, quasi 50km con solo due curve. Termina al faro e da qui a sinistra c'è la parte nuova e da qualche anno (ahimè) addirittura il molo per navi da crociera. 
A destra l'abitato originale, tuttavia già molto modernizzato, con il lungo Malecon invaso durante le ore centrali del giorno dai crocieristi che per fortuna verso le 4 scompaiono e di conseguenza le bancarelle vengono ritirate e vari locali addirittura chiudono. Ancora una volta con po' di fortuna, aiutato anche da occhio e orecchio da viaggiatore, anche a qui a Mahahual ho trovato un paio di posti giusti per rifocillarmi. Alla ricerca di qualcosa di originale, appena arrivato da Tulum e sistematomi, ho percorso tutto il Malecón e giunto quasi alla fine la musica è cambiata, in tutti i sensi, meno cartelli in inglese, meno persone che ti invitano a sedere per mangiare o bere e, come dicevo, la musica caraibica ha dato spazio alla possente voce di Vicente Fernandez. Attratto dalla musica sono così arrivato al penultimo edificio, già quasi isolato dagli altri. Sotto la classica copertura di frasche di palma, davanti al "ristorante" Zapata c'erano solo messicani con un tavolo quasi coperto di birre, tacos, nachos e altro. Ai tavolini sulla spiaggia, sotto le palme, c'era un solo straniero. Ho chiesto quindi il menu, non esposto all’esterno, e ho trovato vari piatti interessanti fra i quali uno dei miei preferiti: pescado entero frito (traduzione superflua).

Qualunque sia il pesce, fritto a dovere è ottimo e la cottura è quasi identica lungo le coste caraibiche, del Pacifico (dal Messico al Perù) e del sud-est asiatico. Riescono a cuocere perfettamente l'interno, che resta comunque umido, facendo diventare croccante, ma non bruciato, tutto l'esterno che non rimane per niente unto. Proprio per essere ben croccanti, le spine dorsali spesso si masticano e si mangiano senza alcun problema. Questo nella foto era il boquinete di poco più di mezzo chilo di ieri, servito con un po' di riso, insalata e tortillas (nell'apposito contenitore, avvolte in un panno per mantenerle calde). Il tutto, incluse due birre, 140 pesos = 7,50 euro. Oggi sono “tornato sul luogo del delitto” e ho provato un pargo nella versione veracruzana, vale a dire coperto di peperoni, pomodori, cipolla e accompagnato da riso, rondelle di banana fritte e verdure. 
(la forchetta dà l'idea della dimensione del pesce)

   

La sera lungo il Malecón restano aperti solo i ristoranti dei pochi alberghi e quelli specifici per turisti, ma lungo la parallela si trova un ambiente molto più genuino nei tanti piccoli ristoranti, cantinas, loncherías, taquerías, asadores frequentati per lo più dai locali dopo una giornata di lavoro passata sul MalecónQui la scelta è pressoché infinita fra i vari tipi di tacos, gli innumerevoli antojitos mexicanos, ma quello che cercavo ieri sera era un posto dove poter fare colazione stamattina con un bel piatto di huevos rancheros e la scelta è caduta sulla lonchería El Primo (“il cugino” - traduzione necessaria poiché ingannevole).
Nelle foto notate il menù dipinto sul muro della sala così come
anche all'esterno. A destra un consiglio di igiene: 
"per favore lavatevi le mani prima di mangiare e dopo essere andati in bagno".

   

Huevos rancheros sono un classico della tradizione messicana che, si dice, nacquero come "snack" di metà mattinata da servire ai rancheros per poi diventare quasi cibo nazionale. Per lo più è ora un classico desayuno (prima colazione) in tutto il Messico, con minime varianti. 
Stamane alla lonchería El Primo potevo scegliere fra verdes e rojos (verdi o rossi), ho scelto i verdi, meno comuni. Come si può vedere si tratta di 3 uova (talvolta solo due) su tortillas e frijoles (fagioli) con una salsa (in questo caso verde, ma la più comune è rossa) e coperte di cipolle. Differenti guarnizioni, anche a seconda dei prodotti locali o di stagione, possono includere pomodori, aguacate (avocado), peperoni e altro ancora. Nella versione rossa ci sono anche dei pomodori. A gusto si può aggiungere ulteriore salsa piccante, ma ricordandosi di essere in Messico ... meglio non esagerare. La variante huevos divorciados prevede semplicemente due huevos rancheros, di cui uno con salsa verde e l’altro con quella rossa.
Per finire, ecco una foto di tre classici tacos al (o del) pastor, i più richiesti, i più comuni, i più amati. La carne suina, dopo essere stata marinata con spezie, peperoncino e ananas, viene cotta in modo simile al döner kebab turco e il gyros greco e infine tagliata a pezzettini. Anche nella capitale vengono venduti a qualunque ora del giorno, ad ogni angolo di strada, anche al centro, su classici banchetti ambulanti o almeno mobili ... come i carrettini di hot dog americani (paragone azzardato, ma non troppo).

Nessun commento:

Posta un commento