lunedì 14 dicembre 2015

Caldera del Teide? Niente da vedere, solo pomici e pietre. (???)

Montaña Rajada y Minas de San José 

Quelli nel titolo sono i commenti frettolosi (e non aggiungo altro) di coloro che non sanno osservare la natura, similmente a quanto accade a chi non apprezza un viaggio per mare (tutta acqua) o una passeggiata in un bosco (solo alberi ed erba) o negli ancora più uniformi e apparentemente monotoni ghiacciai, deserti e distese innevate. 

Neanche il fatto di non percorrere nessuno dei ben 37 sentieri segnati all’interno del Parque Nacional del Teide giustifica questa superficiale valutazione in quanto dalla stessa strada che attraversa la caldera (ben 15 km dal Portillo al Parador) si possono ammirare panorami fantastici con cambiamenti continui di colori e tipi di materiale vulcanico.

Tornando alla mia escursione di sabato 12 dicembre (Portillo - Montaña de los Tomillos - Montaña Rajada (2.508m) - Minas de San José - Risco Verde - Portillo), non vedendo come possa descriverla nel dettaglio, tenterò di dare un'idea generale dei panorami e delle sensazioni che sono più o meno valide per tutta la caldera, chiamando a testimone parte delle circa 200 foto scattate, raccolte in questo album Google+
Mi rivolgo in particolare a chi non ha mai avuto occasione di attraversare campi di lava o comunque distese di materiali misti di origine vulcanica e a costoro consiglio assolutamente di provvedere a colmare al più presto questa grave lacuna. Il suggerimento è valido per tutti, ma in particolare per gli escursionisti i quali saranno senz'altro in grado di percorrere più km senza doversi limitare ad allontanarsi solo qualche centinaio di metri dalla strada.
Quanto più si cammina, tanto più si potranno apprezzare continui cambiamenti di paesaggio, superare varie colate laviche dalle caratteristiche completamente diverse, trovarsi davanti a distese pressoché pianeggianti di sabbia, ceneri, pomici e scorie varie, osservare fiumi di grosse rocce quasi impossibili da attraversare. In alcuni casi a tutto ciò si aggiungono vasti panorami spesso dominati dal cono del Teide (3.718m contro i 2.000-2.300m medi de Las Cañadas) o le imponenti pareti della caldera, alte dai 300 ai 700 metri, nelle quali anche il più inesperto potrà leggere avvenimenti e sconvolgimenti geologici di secoli e secoli. Nella foto a sinistra, osservate la stranissima e strettissima parete rocciosa (dovrebbe essere un dicco) che scende verticalmente nella parete della caldera

Gli stessi colori delle onnipresenti pomici cambiano dal quasi bianco al giallastro, all’ocra, al rossiccio e fra esse affiorano rocce anch’esse di varie tonalità fino a quelle nerissime che includono parti di ossidiana. Nella foto al lato vedete come in pochi centimetri quadrati si trovino pomici e rocce di varie dimensioni e colori.
Penso di aver detto abbastanza, ma certamente non tutto in quanto impossibile. Nella foto in alto, invece, scattata dal versante ovest di Montaña Rajada (colore dominante nero) si vede una distesa di pomici di diverse tonalità con la parte più alta e chiara che costituisce Montaña Blanca, a sinistra emerge una striscia di rocce prevalentemente marroni, sullo sfondo si vedono le nere lave relativamente recenti del Teide.
Per rendervi conto di quanto detto, vi invito a guardate con calma, ingrandendole al 100%, le 38 foto del già citato album che comunque certamente non rendono il giusto merito a questa caldera di oltre cento kmq.

Bando alle ciance, nella prossima vacanza includete un vulcano nel vostro itinerario.