domenica 22 novembre 2015

Quando la realtà supera la fantasia

Molte volte, io per primo, guardando un film d'azione si è portati a pensare che la storia sia piena di esagerazioni. Spesso ciò e vero ma altre volte anche le situazioni più incredibili rispecchiano la realtà o sono addirittura repliche di fatti realmente avvenuti. Comincio con le fiction, in fondo l'incredibile realtà. 
Ieri sono andato a vedere Sicario, film di Denis Villeneuve, con Emily Blunt, Josh Brolin, Benicio Del Torouscito a settembre dopo la prima al Festival di Cannes (nomination per la Palma d’Oro). Pur non essendo assolutamente amante di questo genere di film d'azione, devo riconoscere che sono rimasto più che soddisfatto essendo ben girato e montato e avvalendosi di una trama molto interessante. Qualcosa del narcotraffico Mexico-USA già sapevo avendo visto vari film che ne trattavano, ma solo marginalmente, ed essendo a conoscenza delle mattanze di Ciudad Juarez e dell'incredibile mondo dei narcocorridos. Pur avendo argomento simile a Traffic (di Soderbergh, 2000, 4 Oscar) non è assolutamente un remake, né un doppione e per molti critici addirittura migliore. In 15 anni sono cambiate tante cose e ne ho avuto certezza in quanto ho profittato del momento per guardare un documentario sullo stesso tema Narco Cultura (2013, pluripremiato).
 
Ciudad Juarez, città di confine, separata da El Paso (Texas, USA) da una recinzione supercontrollata, è la location principale sia di Sicario che di Narco Cultura. Ma la differenza è enorme in quanto a vivibilità e all'epoca del documentario El Paso era per il terzo anno consecutivo la città con oltre mezzo milione di abitanti più sicura degli USA (meno di 10 omicidi per anno), mentre Juarez nello stesso periodo contava oltre 3.000 omicidi accertati, ma considerando gli "scomparsi" si arrivava a circa 10 morti al giorno!
Continuando a parlare di morti, quasi tutti legati al narcotraffico, una parte del documentario è dedicata al recentissimo cimitero monumentale di Culiacan: il Panteón Jardines del Humaya. Per farvene un'idea guardate questo video e anche la serie di foto linkate alla fine del clip (lato sinistro).
Si vedono gli onnipresenti mariachi che cantano narcocorridos anche ai funerali e si apprende che vari jefes (capi, boss) si sono fatti seppellire con le loro armi e addirittura con la camioneta (van o mega pick-up, classico veicolo dei narcos). Dei narcocorridos già parlai in questo post ma, se non lo volete leggere vi ricordo che ormai sono banditi da radio, televisione e commercio ufficiale il che non impedisce che siano estremamente diffusi, non solo in Messico ma anche negli Stati Uniti, e che continuino a proporre concerti.
I cantanti si presentano spesso sul palco armati non solo del "comune" cuerno de chivo (letteralmente corno di capra, soprannome del Kalashnikov AK-47) ma anche di bazooka! come in questa foto in basso scattata per un poster (si tratta di una delle band più conosciute: i Buknas di Culiacàn). 


   
Altri, come El Komander (all'anagrafe Alfredo Rios), l'AK-47 l'hanno fatto inserire nel loro logo. Il cuerno de chivo è un "gadget" che non manca mai e qualcuno ne ha richiesto anche la versione in oro.

Concludo accennando al famoso Joaquin Guzman "El Chapo", inserito per parecchi anni nella lista degli uomini più ricchi del mondo dalla rivista Forbes e la sua posizione nell'altra classifica dei più potenti è arrivata ad essere addirittura nei primi 50. La pagina Wikipedia in spagnolo, molto candidamente riporta: "Ocupación: NarcotraficanteLíder de la organización criminal "El Cártel de Sinaloa""
Arrestato il 22 febbraio 2014, dopo 13 anni di latitanza, l’11 luglio 2015 è evaso attraverso un tunnel lungo 1km e mezzo. Le autorità messicane hanno riconosciuto che Chapo Guzmán (tuttora latitante) è l’unico ad essere scappato due volte da carceri di massima sicurezza (la prima volta nel 2001). Nell’organizzazione della fuga sono state coinvolte oltre 70 persone delle quali almeno 10 guardie del carcere. Gli Stati Uniti hanno posto una taglia fino a 5milioni di dollari, e il governo messicano poco meno: 60mln di Pesos (rispettivamente 4,7 e 3,5 milioni di Euro). Pertanto, chi fornirà notizie determinanti per la sua cattura riceverà l'equivalente di oltre 8 milioni di Euro.
Il quotidiano spagnolo El Pais ha una sezione dedicata esclusivamente a lui e alla sua attuale latitanza. Ci sono migliaia di uomini di vari corpi di polizia (sia messicani che statunitensi) alle sue calcagna e pare che al momento El Chapo sia ferito.
Per essere sempre aggiornati sappiate che esiste il blog-del-narco.com.
E tutto quanto detto nella seconda parte del post non fa parte della trama di un film, ma è l'incredibile realtà.