mercoledì 27 maggio 2015

“Amanece, que no es poco” e altro

Avendo invitato alcuni amici per una proiezione del film, per discuterne e interpretarlo (cosa praticamente impossibile), ho effettuato ulteriori ricerche in rete. Fra le tante pagine, video e immagini, mi sono imbattuto in un interessante documentario (in spagnolo, con sottotitoli in inglese) di circa 50’ che alterna spezzoni della pellicola a interviste agli attori, riprese dei tre paesini che ne rappresentarono il set (Ayna, Liétor e Molinicos, prov. di Albacete) a immagini di promozione turistica per gli stessi. Guarda il documentario su YouTube.
Sono incluse anche numerose brevissime interviste agli abitanti, molti dei quali furono reclutati come comparse, i cui commenti sono a dir poco esilaranti. Vari anziani dicono apertamente che non l'hanno capito e che non gli è piaciuto proprio, un altro che interpretò uno degli ubriachi racconta della sua delusione quando gli propinarono acqua invece del vino nel quale sperava.
Ma non finisce qui. Dal filmato si apprende anche che nel 2009, in occasione del 20° anniversario della realizzazione del film, è stato varato il progetto “Ruta escenarios de la película Amanece que no es poco”. Questo prevedeva la creazione di un percorso in ciascuno dei tre borghi con itinerari attraverso i luoghi delle riprese. Alcune scenografie sono state ricostruite e sono stati aggiunti pannelli con foto di scena ed in alcuni casi riproduzioni a grandezza naturale di persone ed oggetti come la Vespa con sidecar sulla quale il prof. dell'Università dell'Oklahoma e suo padre Jaime/Jimmy, interpretati da Antonio Resines y Luis Ciges, arrivano nel paese deserto all'inizio del film.   
Dal sito dell’Ayuntamiento di Ayna si può scaricare questo corposo pamphlet del progetto in formato pdf con le cartine dei percorsi, un fotogramma di ciascuna scena ricostruita, la sua descrizione e citazione di almeno una battuta "storica" ad essa relativa. Questa geniale idea (chiaramente già realizzata) si va ad aggiungere alle celebrazioni annuali organizzate da gruppi di fan del film, che si autodefiniscono Amanecistas (vedi post precedente). 
José Luis Cuerda aveva cominciato a cimentarsi in questo tipo di surrealismo (anche se sarebbe più preciso usare un neologismo come “assurdismo”) con una storia più breve prodotta dalla televisione spagnola nel 1983: Total (disponibile su YouTube). 
Dopo la produzione indipendente di Amanece que no es poco nel 1983 (pare che la Televisione spagnola si rifiutò di produrla) Cuerda concluse quella che viene identificata come la trilogia di questo genere con Así en el cielo como en la tierra (1995).